Il paese dei fuggiaschi.

SHOUT LOUDER – EXILIA

 

 

Quando una ragazza di Milano passa la sua vita in tour in Germania con la sua band, collezionando un TUTTO ESAURITO dopo l’altro, mentre in Italia quasi non si sa della sua esistenza, capisci che non sei tu ad avere qualcosa di sbagliato, ma il paese in cui ti è capitato di nascere.

I cervelli scappano dall’Italia, gli artisti scappano dall’Italia, gli imprenditori scappano dall’Italia, quindi mi chiedo: noi che restiamo siamo stupidi o solo sfigati perché non abbiamo la possibilità di andarcene?

I cervelli se ne vanno perché l’Italia non riconosce i meriti, non li premia, né tanto meno li incentiva, considerato che i fondi, già scarsi, vengono tagliati di continuo. Non si investe sulle strutture e nemmeno sulle strumentazioni, ma si continua a pretendere che le persone mantengano l’eccellenza che il nostro paese vanta in molti ambiti. Il tutto gratis, mi pare ovvio.

Gli imprenditori, a parte quelli con le mani in pasta in affari loschi, se ne vanno perché l’Italia invece di sostenerli li manda a fondo. La ripresa economica è solo una bella barzelletta che si raccontano fra loro quelli che la crisi non l’hanno nemmeno vista passare da lontano. E non dimentichiamo che se un’impresa fallisce, non è solo il titolare a perderci, ma anche, e spesso soprattutto, i dipendenti. Già, tutte quelle persone oggetto, quegli ingranaggi che ogni tanto hanno il brutto vizio di dormire, respirare, andare in bagno, ma soprattutto di mangiare, perché per mangiare servono i soldi.

Gli artisti se ne vanno dall’Italia perché sono invisibili. Inutile dire che parlo degli artisti veri, quelli che hanno qualcosa da dire, da trasmettere, che può piacere o non piacere, ma è genuino. Invece in Italia cosa si fa? Si costruisce l’ “arte” a tavolino, nei talent show. Da qui i casi come gli Exilia o i Kenos, band quasi sconosciute in Italia che però fanno il SOLD OUT in paesi come Germania e Russia.

Le arti “classiche” a mala pena ricordiamo quali siano.

E poi ci sono io, che tutto sommato non posso lamentarmi, ma non posso nemmeno negare che siano le persone e gli affetti a tenermi qui. In America i libri diventano best sellers grazie al passaparola, mentre in Italia nemmeno il migliore degli squadroni di marketing riesce a far sì che qualcuno arrivi a campare di scrittura. Eppure sono qui lo stesso. Passo il tempo a imbrattare pagine, reali e virtuali, nella speranza che prima o poi qualcuna prenda la sua strada e vagabondi raccontando di me.

Di quale categoria farò parte? Degli stupidi, ancora troppo idealisti per arrendersi, o degli sfigati, privi di un qualsiasi mezzo per emergere? Credo un po’ di tutte e due…

 

PS. Se qualcuno fosse interessato al testo della canzone, potete trovarlo qui.

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Categorie: Arte Varia | Tag: , | Lascia un commento

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