Per le Ferrovie Italiane il passato non passa.

A volte mi capita di rileggere i miei vecchi blog. È sempre un po’ strano, ma a lungo andare sono arrivata a pensare che in fondo è come un album fotografico, solo che al posto delle immagini ci sono le parole.

Oggi, in preda a uno dei miei raptus di rilettura, ho deciso che ogni tanto ripescherò dal passato. Mi fa sempre un po’ ridere citare me stessa, ma in fondo un po’ di sana mitomania ogni tanto ci vuole.

 

E io che già pregustavo il post che gironzolava nella mia mente…
Una cosina poetica e profonda sullo scrivere come filosofia di vita.

Ero lì, a crogiolarmi nelle fantasiose anteprime mentali delle mie prossime creazioni, quando ecco giungere il controllore.
Il secondo per l’esattezza. Il primo in realtà era una prima, ma il mio sfegatato amore per l’amata lingua madre m’impedisce di definirla controllorA.
Sta di fatto che l’esemplare femmina di questa strana specie, incubo e capro espiatorio dei pendolari, passa senza conseguenze, come un soffio di brezza primaverile, educata e sorridente.

Cinque fermate dopo si presenta il collega maschio:

C: Signorina, biglietto.

Io: (porgo l’abbonamento, ritenuto in perfetta regola dalla sua collega solo 20 minuti prima)

C: Come mai non l’ha convalidato?

Io: Mi hanno detto che, trattandosi di un abbonamento, fa fede la data d’emissione stampata sul tagliandino.

C: Eh no, Signorina cara!

Io: (Ma “cara” a chi?!)

C: Se non vengono stampate anche le stazioni di partenza e arrivo del tratto coperto dall’abbonamento, questo vale come un biglietto normale. Senza convalida, quindi, lei potrebbe usarlo e riusarlo per sessanta giorni dalla data d’emissione.

Io: A parte il fatto che se fosse un biglietto normale non avrei dovuto scriverci io, a mano, la stazione di partenza e quella di arrivo, ma poi ho chiesto, e mi è stato detto che essendoci stampata la dicitura ABBONAMENTO MENSILE, viene considerato valido solo per il mese in corso, se emesso nei primi giorni del mese, o per il mese successivo, se emesso negli ultimi giorni del mese precedente.

C: Sta provando a fare la furba, Signorina? Guardi che le chiedo il documento e le faccio 50 € di multa!

Io: Non sto provando a fare proprio nulla! Ho chiesto spiegazioni e questo è ciò che mi è stato detto. (E poi 20 minuti/5 fermate fa, secondo la tua collega, il mio abbonamento non aveva nulla di anomalo, stronzo!”)

C: Quindi che facciamo? Li paga questi 50 € di multa?

Io: Ma neanche per sogno! Io sono un utente pagante. Se chiedo informazioni a chi dovrebbe essere competente e me le dà sbagliate, la colpa non è certo mia, quindi i 50 € se li scorda!

C: Fa la prepotente? Guardi che tanto le Ferrovie lo trovano il modo per rintracciarla!

Io: Faccia pure! Avrei giusto un paio di cosette da chiedere a quelli delle Ferrovie…

C: Comunuqe questa volta l’ho informata, ma la prossima la multa non gliela leva nessuno!

Io: Io le informazioni le avevo già chieste, ma non posso farci nulla se voi persone “competenti” (o presunte tali) mi dite cose diverse… Se non sapete voi come stanno le cose, devo saperlo io??!

C: Signorina, gliel’ho detto, per questa volta passa, ma la prossima… (con fare minaccioso) E comunque guardi che basta leggere: le condizioni di validità sono riportate sul retro del biglietto.

Ringraziando tutte le divinità in cui non credo per l’improvvisa materializzazione, fuori dai finestrini, della mia fermata, scendo dal treno più imbufalita di un toro a digiuno con un drappo rosso che gli sventola sotto il naso.
Colto da dubbio cocente, recupero l’abbonamento dalla borsa, lo sfilo dalla custodietta di plastica, lo giro e:

Il contratto di trasporto é disciplinato dalle “Condizioni e Tariffe per il trasporto delle persone sulle FS” consultabile sul sito http://www.ferroviedellostato.it o http://www.trenitalia.com – Condizioni di trasporto.

Allora…

Punto primo: Dietro il biglietto non dovevano essere indicate le condizioni di validità del biglietto? E se io a casa non avessi la connessione a internet? O addirittura nemmeno un computer? Dovrei affidarmi alle informazioni che mi forniscono loro, dunque sarei punto e a capo.

Punto secondo: Lo so, ora mi odierete tutti, ma quando sei editor, lo sei nell’anima… “Il contratto di trasporto é disciplinato…”? “é“??? Ma voi siete le Ferrovie Italiane! Le inesistenti indicazioni sul retro dei biglietti dovrebbero, quanto meno, essere scritte in italiano corretto!

(Lunedì 17 Gennaio 2011)

È passato un anno e mezzo ormai, ma secondo voi, a parte i costi aumentati a dismisura, è cambiato qualcosa?

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Categorie: Sproloqui dal passato | 1 commento

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Un pensiero su “Per le Ferrovie Italiane il passato non passa.

  1. Anonimo

    oddio..mi sto pisciando dal ridere!!!!!!!!!!! i controllori sono una razza anomala e bastarda…una volta sull’autobus ATM biglietto non convalidato e precisiamo non funzionava la cazzo di macchinetta…super litigata perchè secondo lui il biglietto era vecchio..ciò spiegatemelo..dov’è scritta la data di scadenza?!?!?! O.o Didi

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