La Morte ti fa Immortale.

PSICOSI DELLE 4 E 48

Sono triste

Sento che il futuro è senza speranza e le cose non possono migliorare

Sono stufa e insoddisfatta di tutto

Sono un fallimento completo come persona

Sono colpevole, vengo punita

Vorrei uccidermi

Prima riuscivo a piangere ora sono oltre le lacrime

Ho perso interesse negli altri

Non riesco a prendere decisioni

Non riesco a mangiare

Non riesco a dormire

Non riesco a pensare

Non riesco a vincere il senso di solotudine, di paura, di disgusto

Sono grassa

Non riesco a scrivere

Non riesco ad amare

Mio fratello muore, il mio amante muore, sono io che li uccido

Galoppo verso la morte

Ho terrore dei medicinali

Non riesco a fare l’amore

Non riesco a scopare

Non riesco a stare sola

Non riesco a stare con gli altri

Ho i fianchi troppo grandi

I miei genitali non mi piacciono

Alle 4 e 48
quando la disperazione mi fa visita
mi impiccherò
al suono del respiro del mio amante

Io non voglio morire

Mi sono depressa così tanto al pensiero della mia mortalità che ho deciso di suicidarmi

Io non voglio vivere

Sono gelosa del mio amante addormentato e desidero ardentemente quel suo stato di incoscienza indotto

Quando si sveglia lui invidierà la mia notte insonne di pensieri e discorsi non impastati dai farmaci

Ho deciso di consegnarmi alla morte quest’anno

Alcuni diranno che questa è autocommiserazione
(sono fortunati a non sapere quanto è vera)
Altri capiranno solo la sofferenza

Sta diventando la mia normalità

Tutto il Teatro di Sarah Kane –

 

Dopo il giorno dei Santi, ecco il giorno dei Morti.
Non potrei mai mancare di rendere omaggio a loro, le mie migliori amiche.

Sarah, Sylvia, Emily e Virginia.

Anime spezzate da un male comprensibile solo a chi lo attraversa. Lento e doloroso spegnersi di ogni alito di vita. Lucida consapevolezza dell’avanzata della follia. Autodistruttiva resa alla sofferenza che inonda lo spirito, radendo al suolo ogni speranza. Inesorabile estinguersi dell’istinto di sopravvivenza. Il sangue evapora, arso sul rogo dell’insofferenza. Nelle vene resta solo un vuoto silenzioso, in cui l’angoscia può rimbombare libera da ogni controllo. L’agonia cresce, nutrendosi di emozioni ormai putride. Parassiti divorano il cuore macellato finché è ancora commestibile.

Una stringa da scarpe strozza il collo impertinente.

Il gas invade i polmoni, per vendicarsi di quella testa prevaricatrice, che ha assediato le terre del forno.

Cellule impazzite fagocitano reni solitari.

Pietre assecondano la gravità, con disappunto dell’acqua che si vendica spezzando gli argini di fragili alveoli malinconici.

Il riposo e la quiete attendono pazienti fra le braccia della Morte. Sanno che spesso le anime missionarie inciampano in sè stesse, ma sono le più determinate a raggiungere la meta, le uniche che giungono a destinazione senza mai proferire un lamento.

In questa giornata, il mio pensiero è rivolto a voi, premurose amiche.
Le mie parole devote alla vostra memoria, impassibili insegnanti.
Il mio Amore stillato e versato goccia a gocciain onore del vostro inchiostro, unico confidente nella più crudele delle prigionie.

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Categorie: Abisso, Arte Varia, Autori, B., Чернила, Inchiostro, Ink, Libri, PseudoNormalità, Scrittura, Sproloqui d'Inchiostro, Stream of Consciousness, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , | 13 commenti

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13 pensieri su “La Morte ti fa Immortale.

  1. Vorrei che il pensiero della morte sia costante nella mia vita. Un pensiero che si trasformi e diventi forza; forza per accogliere ogni nuovo giorno al meglio. Ridimensionare problemi che guardo con apprensione.

    Questo vorrebbero anche le persone che, comunque sia sono “vive”…vive nei nostri pensieri, nei gesti quotidiani allora condivisi. Che noi si viva ogni giorno apprezzando il tutto: bene o male. Perchè a loro non è stato concesso….

    Un abbraccio
    .marta

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  2. prigioniera_del_deserto

    Questo post mi ha fatto venire in mente una poesia della Plath. I Tulipani, così credo si intitoli. Terribilmente angosciante sentirsi intrappolati. Pensi sempre che riaccadrà: E riaccadrà…

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    • E’ proprio la Plath la Sylvia di cui parlo nel post… 😉
      Ammetto che la poesia di cui parli non me la ricordo, ma la cercherò e ti dirò… 🙂

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      • prigioniera_del_deserto

        La poesia di cui parlo è piuttosto angosciante. Ti consiglierei in modo amichevole di leggerla in un momento di buon umore.
        Buona giornata

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  3. Mi hai fatto ricordare questo pensiero di Schopenhauer: “Il suicida è uno che, anziché cessar di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volontà: egli non ha rinunciato alla volontà di vita, ma solo alla vita.”

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  4. gelsobianco

    Hai amiche speciali cha amo tanto anche io!
    E’ la prima volta che entro nel tuo blog.
    Ritornerò… con piacere.
    Un sorriso
    gelsobianco

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  5. quanta malinconia…

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