Realismo Siberiano.

La speranza muore per ultima, ma comunque muore.

Il Respiro del Buio, Nicolai Lilin –

 

 

E oggi, per sport, rieccomi a sbriciolarvi un altro po’ i coglioni col mio nuovo credo, il Signor Nicolai Lilin.

Un uomo che mi sta smontando la Grande Madre Russia frase dopo frase, parola dopo parola, ma che in compenso mi sta facendo venire voglia di sfanculare tutto e tutti per trasferirmi in una casetta di legno nel bel mezzo della Taiga siberiana.
Cercando di fare la persona seria, e sorvolando quindi sull’intrinseca figaggine del soggetto in questione, a colpirmi in questo libro sono l’assoluta disillusione, l’incondizionata integrità e la rigorosa caparbietà del popolo siberiano.
La presunzione europea è infinita, non siamo che un ammasso di boriosi sognatori ignoranti. Non che avere dei sogni sia sbagliato, ma la cultura occidentale è una fervente sostenitrice della filosofia della massima resa col minimo sforzo. Anche in questo nulla di male, non fosse per il rosario di lagne e lamentele che poi recitiamo se il sogno non si realizza. Non ci passa nemmeno per la testa di provare a sbatterci di più, siamo troppo impegnati a sprecare le nostre energie per piangerci addosso.

Leggere l’affermazione che ho citato, sapere che a scriverla è stata una persona cresciuta con la cultura dell’arma bianca e non del videogioco di ultima generazione, un uomo che ha passato la sua vita in costante lotta per la sopravvivenza a cose che noi a malapena siamo in grado di concepire come reali.

Insomma, mi ha fatto riflettere, perché spesso la speranza non è sufficiente, ci vogliono concretezza e determinazione. E allora ecco che quello di Lilin può sembrare pessimismo, ma la verità è un’altra: è solo puro e semplice realismo.

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Categorie: Arte Varia, Autori, Inchiostro, Libri, PseudoNormalità, Russia | Tag: , , , , , , , , , | 12 commenti

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12 pensieri su “Realismo Siberiano.

  1. Mi stai incuriosendo con questo Lilin..
    Misà che prossimamente farò un salto in libreria.

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  2. Secondo me non è realismo, piuttosto la strenua volontà di restare a galla e di prendere in mano la situazione, per quanto possa essere avversa, il che è ammirevole come combattere una temperatura di -40°C

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    • Non saprei… Secondo me sono proprio quelle persone che devono lottare per sopravvivere a “sviluppare” questo particolare realismo così cinico e disilluso. Chi non ha mai incrociato difficoltà sul proprio cammino non è in grado di cogliere determinate realtà, perché la delusione non li ha mai colpiti e di conseguenza non gli ha mai dato modo di conoscerle.

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      • Probabilmente è un processo a fasi: la prima include il cinico realismo nel riconoscere la situazione e la seconda invece la reazione e l’istinto di conservazione.

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  3. I sogni vanno realizzati!!!
    Pubblicizzo una mia poesia!!!

    http://vicozzarecords.wordpress.com/2009/06/12/il-mio-superuomo/

    Così, per sport!

    Un abbraccio, vado a fare qualche sogno per domani!

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  4. beta endorphin

    Io lo condivido il realistico pessimismo di Lilin: prima o poi si arriva ad un punto in cui si ci deve fermare perchè non si può più andare avanti. Nella medicina, nella vita di ufficio, nella scuola. Puoi sbattere la testa contro ai muri, arrabbiarti, combattere contro mulini a vento, la realtà è questa.
    Sarò anche disillusa, ma per me è così.

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    • Secondo me non sei disillusa, per l’appunto sei realista. E’ un brutto virus che contagia chi continua a rompersi la testa, chi inciampa, si rialza e va avanti, senza arrivare mai da nessuna parte. Forse, in certi momenti, la si potrebbe chiamare anche rassegnazione…

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