Archivi del mese: luglio 2013

Flusso di Coscienza. #6

 

I vivi non fanno altro che trovare corrispondenze: nuvole con animali, voglie della pelle con frutti, costellazioni con figure, facce tra di loro. Essere solo se stessi causa una solitudine così grande che sentono il bisogno di cercare non soltanto la propria anima gemella, ma quella di ogni cosa. Cercano doppi di tutto. Persino alle cose inanimate chiedono un conforto alla propria individualità: non c’è nuvola che abbia il diritto di essere solo una nuvola.

Cuore Cavo, Viola Di Grado –

 

Ultimo giorno di lavoro poi, fra me e l’enorme punto di domanda sul rinnovo, la Russia.

-1 giorni di lavoro

-2 giorni al saluto all’AnarcoNipotina, prima che me la rapiscano per una ventina di giorni per portarla al mare

-poche ore al ritiro dei visti

-20 giorni a San Pietroburgo

La lettura è ripresa col suo solito ritmo, ovvero un libro alla settimana, per lo meno se non supera di troppo le 300/400 pagine.
La voglia di scrivere è tanta, ma poi in concreto la situazione mentale è piuttosto confusa. Rileggo i miei vecchi racconti e mi chiedo chi diavolo li abbia scritti. Guardo i bandi di concorso su internet e mi sento persa, disorientata. Un tempo avrei colto a colpo d’occhio in quali avrei potuto avere almeno un’opportunità, ora mi sembra di fissare un’accozzaglia di geroglifici incomprensibili. Chissà dov’è finita quella me che è addirittura riuscita a pubblicare…
Sfioro piano con le dita le copertine di quei volumi sconosciuti, quasi anonimi, che custodiscono uno dei miei tesori più grandi: il mio nome e cognome stampati nero su bianco, per di più, per errore, in originale, e non in forma di pseudonimo come avevo richiesto io.

In questo periodo la tecnologia tutta, senza eccezioni, sembra essere in rivolta contro di me, e la nostalgia di carta e penna si fa sentire ancora di più. Non che io abbia smesso di scrivere a mano, ma spesso, per questioni di tempistiche ridotte all’osso, i pixel la vincono sul caro vecchio quadernino.

E poi sbucano libri in cui mi riconosco più di quanto vorrei. Libri che parlano di solitudine e alienazione. Libri scritti con uno stile a cui il mio somigliava molto fino a pochi mesi fa, e mi chiedo cosa sia successo a quello stile. L’unico che, a quanto pare, aveva le carte in regola per realizzare almeno un frammento del mio sogno. La voglia di richiudermi in quel mondo allucinato esplode, spazzando via ogni traccia di razionalità.

Mi manca l’ipnotica danza delle parole nel labirinto delle sinapsi. Mi manca l’armonia strutturale delle lettere incastrate fra spazi e punteggiatura. Mi manca l’immensa dolcezza racchiusa dall’ossessione.

Mi manco io.

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Istantanee. #3

Image Credit © Vera Marte

 

Scorci di weekend…

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10 Cose… #1

Image Edit © Vera Marte

 

Ho deciso di inaugurare questa nuova sezione elencando 10 cose per cui odio l’estate. Credo, anzi sono sicura, che per ognuno dei seguenti punti troverò un lungo elenco di persone pronte a contraddirmi, ma… pazienza!

 

  1. Sudo anche stando ferma. E io odio essere appiccicaticcia!
  2. Io sono bianca e fiera di esserlo, quindi anche un leggerissimo rossore conseguente a una passeggiata, nonostante io faccia del mio meglio per stare all’ombra, mi dà ai nervi.
  3. Le gambe mi si gonfiano come fossero cotechini.
  4. Con il caldo e il sudore la mia pelle diventa un rigoglioso giardino di eczemi, sfoghi, eritemi, bolle, tutto pruriginoso e dolorosissimo. E chi più ne ha più ne metta. Aggiungete le varie pomate che mi ritrovo costretta a spalmarmi e avrete un pollo ben unto pronto da infornare. -.-“
  5. Nei bar, salvo quelli super fighi coi prezzi da salasso, se chiedi una cioccolata con panna non ce l’hanno. Non solo, ti guardano male! Sì, sono capace di chiedere una cioccolata con panna anche a Ferragosto, problemi??!
  6. Gli inestti. Vogliamo parlarne? Io ODIO gli insetti!!!
    Con quelli camminanti/striscianti ho imparato (più o meno) a controllarmi, ma con quelli ali-muniti, come già accennato in un post precedente, la scena è sempre la stessa: vedo l’insetto, urlo, piango, svengo. Anche se non mi si avvicina più di tanto, figuriamoci se invece osa appoggirmisi addosso… In più, gli insetti estivi limitano drasticamente la mia capacità di sopravvivere in full immersion nei boschi, e questa cosa mi irrita a morte!!!
  7. Le ustioni. Solo la crema solare protezione 50+, detto in altre parole “quella dei bambini”, è in grado di risparmiarmi ustioni di terzo grado con conseguente scorticamento fino alla carne viva. Quanto mi ci vuole per arrivare a tale livello? Circa 3/4 ore di esposizione al sole. Dunque, o mi impano, o soccombo. Perdonatemi, ma non mi aggrada nessuna delle due opzioni.
  8. Il trucco. Quello normale cola. Quello waterproof, oltre a costare di più, mi resta in faccia per giorni, perché, come ormai avrete capito, la mia pelle è più delicata di una velina, e nonostante i mille struccanti provati, togliere quel maledetto stucco spacciato per cosmetico finisce per lasciarmi col faccino in uno stato pietoso… 😦
  9. Il traffico. Ogni weekend, la vostra eroina se ne va in trasferta. La domanda è: perché a novembre per tornare a casa ci metto circa un’ora e 20 minuti, e a luglio mi ci vogliono minimo due ore??! Semplice! Perché mi ritrovo incolonnata dietro una manica di imbecilli che invece di starsene a fare la sardina in città, decidono di andare a fare la sardina al lago, sul loro quadratino di riva, fra il super manager che non si stacca dal cellulare nemmeno per farsi una nuotata e la famigliola coi bambini urlanti e la nonna borbottante. Il tutto per poi passare ore e ore in macchina, che nel frattempo si è trasformata in una sorta di forno crematorio, nel lungo calvario verso casa, dove arriveranno più spossati di quanto fossero alla partenza, cosa di cui non faranno che lamentarsi per tutta la seguente settimana lavorativa. Inutile dire che il monito non sarà sufficiente a impedire ai “geni” di imbarcarsi nella stessa identica crociata la domenica successiva.
  10. Il rumore. Perché d’estate il genere umano si rende più molesto del solito urlando??? Magari lo fa anche d’inverno, ma le finestre chiuse attutiscono il fracasso. All’inizio questa mi era sembrata una spiegazione ragionevole, ma poi ci ho ripensato. Anche le persone per strada d’estate alazano il volume rispetto all’inverno, quindi torno al mio dilemma esistenziale: perché?
  11.  

    Con un po’ di impegno, ne sono certa, potrei trovare molte altre fastidiose perle estive, ma queste sono le prime che mi sono venute in mente, e per oggi ho deciso che mi fermo qui…

     

    Buon fine settimana estivo!!! 😛
    Весёлых летних выходных!!! 😛

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Programma Elettorale. #1

 

Oggi davvero non riesco a svegliarmi…

A dire il vero mi sono svegliata 20 minuti prima del solito per concedermi una luuunga e rilassante doccia fresca prima di uscire di casa in direzione eco-bolla-smogghica, che in Verese (leggi: la Lingua di Vera) è il sinonimo per la “ridente” metropoli di Milano. Ciò significa che sono “sveglia” da ormai 5 ore, ma il cervello ancora non dà segni di voler seguire la carcassa fisica.

Preso atto della situazione, comprenderete come possa essere nata la seguente riflessione…

La matematica non è mai stata il mio forte, ma per qualche ignota ragione nutro una malsana passione per le proporzioni. Si chiamano così??? Boh… Chi lo sa… In linguistica le definirei sillogismi… Ma veniamo al dunque.

 

2 : 7 = x : 12

x = 3,4

 

Cosa significa? Semplice!

Partiamo dal presupposto che su una settimana di 7 giorni, 2 di riposo sono una palese sproporzione contro i 5 di lavoro.
Questa evidente ingiustizia universale si fa però ancora più evidente se si pensa alle vacanze. Mantenendo la proporzione, già pessima, della settimana, ci spetterebbero circa 3,4 mesi di vacanza all’anno.

Ma io dico e mi domando: possibile che nessuno ci abbia mai pensato?
Ma soprattutto: possibile che nessuno sia mai insorto??? o_O

Basta! Ho deciso che questo sarà uno dei punti cardine del programma elettorale del Movimento 2 Balle (Rigonfie)!!!

 

Buon giovedì!!!
Весёлого четверг!!!

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Udite, udite!

Image Credit © Vera Marte

 

Non ci credo nemmeno io!!!
HO FINITO LA “STORIA DELLA RUSSIA”!!!
Roger Bartlett: BOCCIATO!!!

Non si può ridurre una storia che Beautiful le fa una pippa a una lista della spesa mal scritta, con nomi e date sparse a caso. Per non parlare del continuo avanti e indietro temporale a casaccio, perché vuoi fare il figo andando per filoni tematici, ma poi non sei capace.

Ok, mi sono sfogata, quindi veniamo a noi.

Ieri sera, inaspettata come il super inflazionato fulmine a ciel sereno, arriva una telefonata.
Convintissima che sia per l’AnarcoMadre, scopro con ulteriore sorpresa che è per me.
È una ragazza che entrambe conosciamo, ma con cui gestiamo due rapporti ben separati e indipendenti.
Per quanto riguarda me, il modo in cui la percepisco oscilla, in base al momento e alla circostanza, fra un’amica di vecchia data e una sorta di sorella maggiore.
Ha bisogno di alcuni titoli di libri e nomi di autori. La conversazione poi inizia a spaziare, argomenti random. Quando riattacco sono serena.

Rifletto. È incredibile come a volte si incontrino persone che sembrano avere incorporato il dizionario Mondo-Te Stessa/Te Stessa-Mondo.
In questi momenti riesco a credere che nulla accada per caso e ad avere un po’ di fiducia nel futuro.

 

Buon Mercoledì!!!
Весёлой среды!!!

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Vacanze? In Europa!

 

Io ho i miei (psycho)problemi, non ho nemmeno mai provato a negarlo, ma trovare cose come questa e pensarmi si chiama “istigazione alla cazzata“.
A chi di voi non ha suggerito almeno due o tre battutacce facili?! Su, dài, non imbrogliate, che tanto non ci crede nessuno…

In ogni caso, se qualcuno di voi fosse ancora indeciso su dove andare in vacanza, spero che quanto sopra possa esservi d’aiuto… Per me la parola VODKA a caratteri cubitali è stata solo un’ulteriore conferma! Ihihih!!! ;P

 

Buon martedì!!!
Доброго вторника!!!

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Io e i Buoni Propositi. #6

 

Lunedì.

Inizia la mia ultima settimana intera di lavoro, e sul rinnovo del mio contratto pervengono solo notizie scarse e confuse.

I miei documenti stanno viaggiando più di me. Chissà mai che prima o poi tornino definitivamente in mano alla mittente per accompagarla dove dovuto.

È vero. Tempo fa sono stata io stessa a invocare il sole. Ebbene, dopo neanche due mesi, mi dichiaro ufficialmente e sentitamente pentita. Che poi io ce l’avevo con la pioggia e l’umidità. Per quanto riguarda la pioggia il vero problema è l’irritante ingombro dell’ombrello, non la pioggia in sé, che io adoro. Riguardo l’umidità, inutile sprecare fiato, quella c’è ancora, ed è tutto “merito” suo se invece dei già fastidiosissimi 32° se ne percepiscono 32 milioni, dunque non mi esprimo oltre per non diventare inopportuna.
Aggiungiamo il fatto che, guardando le temperature rilevate alle 8:00 del mattino, gli estenuanti 23° di Milano non possono proprio reggere il confronto con i rilassantissimi 13° di San Pietroburgo. Freddo aspettami, arrivo appena posso!

Al contrario di quanto mi ero proposta, non sono riuscita a finire la “Storia della Russia” entro la settimana appena conclusa. Però ci ho provato, giungendo al soddisfacente risultato di -25 pagine alla fine, ovvero a una notevole riduzione dell’attesa di letture meno pallose.

Ho visionato una prima proposta per il logo del nascente Movimento 2 Balle (Rigonfie). La bozza è molto diversa da quel che avevo in mente io, ma ha un suo perché. Ci rifletterò su.

I treni della mia linea, indovinate un po’, circolano con ritardi vari ed eventuali…

Una maledetta ape mi perseguita.
Comunicazione di servizio: la sottoscritta è insetto-volante-fobica a livelli patologici, del tipo che: vedo l’insetto, urlo, piango, svengo.

Il telefono sembra aver deciso che stamattina è stanco anche lui e non mi resta che stare a osservare la batteria che, per ragioni ignote e incomprensibili, si scarica a una velocità tripla rispetto a quella degli altri giorni.

Forze soprannaturali hanno smaterializzato il lettore mp3 dalla mia borsa e questa cosa mi fa incazzare a bestia, dato che l’avevo appena ricaricato proprio per sostenermi in questo difficilissimo inizio di settimana.

Per concludere in bellezza, dopo le disfunzioni muscolari e le proteste articolari, il mio “organismo-perfettamente-funzionante” ha scelto di iniziare a rispondere con l’insurrezione violenta a qualunque immissione di nutrimento io gli proponga, ergo sono uno straccio pronto per il macero.

Che dire se non dichiarare irrimediabilmente conclusa l’epoca dei buoni propositi del lunedì??!

 

Buona settimana!!!
Доброй недели!!!

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Bizzarre Imposizioni.

 

È da notare che proprio al sesso debole la società impone di resistere alle proprie inclinazioni e di vincerle, di trionfare sulla stessa natura e di padroneggiare gli istinti più imperiosi e più invincibili.

– Alphonse Karr –

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Colori e… Colori!

 

Sono passati circa due anni dalla prima volta che sono “inciampata” in queste righe, eppure riescono ancora a farmi spanciare dalle risate ogni volta che le rileggo.
Dato che è venerdì e le energie sono agli scoccioli, così come la fantasia, ho deciso di cogliere l’occasione per farle leggere anche a voi.

Nel caso decidessi di eclissarmi in una sorta di simil letargo per i prossimi due giorni…

 

Buon fine settimana a tutte e tutti!!!
Всем весёлых выходных!!!

 
 
 

A novembre piove e la donna, a pescare, non viene. Rifiuta l’ostacolo come i cavalli. Vede la brina, sente la galaverna e tanto ad agosto ti diceva che a novembre, quando sarebbe stato il tempo di andare a pescare il luccio, sarebbe venuta, tanto a novembre ti dice che se ne guarda bene. Poco male, uno va da solo e bene che sta. E invece no, perché novembre, per la donna, è tempo di acquisti. Le saltano fuori i bisogni primitivi, sente la necessità atabica di una buona fusciacca, di un solido tailleur, di una confortevole pigiamella di seta. Tutta roba che non protegga dal freddo, questo deve essere tassativo. Ed è in questo contesto di shopping che mi ritrovo a fare una considerazione di cui vorrei venire a capo.
Le donne distinguono più colori di noi. L’uomo conosce 7-8 colori. Punto. Rosso giallo blu verde marrone viola nero e bianco. Le donne ne conoscono 742. Ecco alcuni colori di donna, solo per annoiare un po’:

acquamarina
amaranto
ametista
ardesia
blu cadetto
blu di Persia
blu di Prussia
blu Klein
celadon
chartreuse
cobalto
cremisi
denim
magnolia
ocra
ottone antico
pervinca
rosa mountbatten
rosa shocking
che palle

Che palle non è un colore, è una sensazione che ho io. Ecco, l’uomo no. Per l’uomo non è così. Noi non abbiamo tutti questi colori al nostro arco. Proprio a volerla tirare, i più sensibili di noi conoscono due sfumature, la sfumatura “chiaro” e la sfumatura “scuro”. E quando la moglie dice che vuole la panda “color carota” o “color corallo”, qualche illuminato riesce a dire: “È quella rosso chiaro?”.
Quindi riassumendo: noi 8, loro 742. E gli uomini che a un colore aggiungono le varianti “chiaro” e “scuro” sono considerati dagli altri uomini dalle caratteristiche virili sfumate. Io una volta ho detto “senape”. Mi sono un po’ spaventato e ho fatto visita a un sessuologo. Mi ha tranquillizzato, spiegandomi che anche se ho detto “senape” vistoche si era a tavola e c’era il bollito, non mi stava succedendo niente di male. C’è, esiste tra i maschi qualcuno dotato di sensibilità particolare, che comprende anche il significato di “beige”. Ma dagli altri maschi è considerato un esserino ai margini della società. Sarti per signora di provincia, estetisti per cani, uomini frù frù. L’uomo a tutto tondo dice marrone, vede marrone, capisce marrone. Io, che ho delle punte di effeminatezza, uso “marroncino chiaro” ma esclusivamente se sono in presenza di sole donne. Se no, “marrone” e via. Per non farmi parlare dietro.
“Belle le tende marroncino…” quando parlo con una donba, e “Che cane hai, marrone?” quando parlo con un uomo.
Bene, ma allora, visto che qualcuno di noi qualche sforzo lo fa, voi, signore, non alzate il tiro, dio buono! Veniamoci incontro! Non ne aggiungete ancora! No eliotropo! No fiore di granturco, fumo di Londra, glicine e giallo Napoli! Non cacao, champagne, sandalo e cipria! Dài!
Se l’uomk vive bene con il suo breve ma funzionale spettro di, quanti… mah… allarghiamoci, 9-10 colori, com’è che la donna ne vede 742? Avete gli occhi come le mosche? A esagoni? Se tu, maschio, mentre sei in camera da letto, la donna dalla cucina ti dice: “Scusa, mentre sei di là, mi porti la camicetta écru?” il mento ti cade sul petto. E resti immobile col cervello scaricato. Ti spegni, come se ti avessero staccato la spina. Senti “écru” e ravàni intorno a te senza scopo. Prendi in mano tutto quello che capita. Poi chiedi conferma: «Camicetta color…?».
«Écru!»
A quel punto no sai neanche più cos’è una camicetta. Le porti una ciabatta. Viola. Oppure…

VERDE PAVONE
Signorine? Il pavone non è verde! Al posto del culo il Creatore gli ha messo una tavolozza. Il pavone è pieno di tinte. Guarda che ce ne sono, di animali verdi, se tu donna pensi sia necessario aggiungere una specifica. Verde rana, verde ramarro, verde lucertola, verde sughetto per le acciughe, ma non pavone. Il pavone può diventare verde, ma solo se lo dipingi con la bomboletta a spruzzo.

BLU OLTREMARE
Per cortesia. Di cosa stai parlando? Che colore è “oltremare”? Il mare è blu? E accontentati! Guarda il maree dì “blu mare”! Perché devi andare “oltre”? Hai la vista con lo zoom? O sei semplicemente donna? Che se lui porta a casa un buon stipendio vuoi che vada “oltre”, che se è un buon padre deve andare “oltre”, se possiede solide doti morali, “oltre”, pacatezza, equilibrio, capacità di affrontare con ottimismo la vita, “oltre”, fino a che lui prende atto, saluta con educazione e va oltre. “Molto”, e per territori lontani da te.

FUCSIA
Una volta per tutte, fucsia è viola. Un momento di isteria.

BLU PRUSSIA ANTICA
La Prussia, nell’antichità, era blu? La Prussia era forse il paese dei puffi?

Lo capisci donna, che non è questo un modo sano di comunicare tra noi? È possibile che uomo e donna vedano il mondo con colori differenti? È possibile che di fronte a un tramonto, io al massimo riesca a sussurrare: “Rosso di sera bel tempo si spera” e tu mi dica “Taci! E guarda come il cremisi si amalgama col rosso antico… Osserva il martora delle case nella luce indaco del buio che avanza… e guarda… quella striscia ametista nel carminio…”.
Sarà per questo che l’uomo non riesce a cogliere le infinite sfumature dell’essere donna? Sarà perché l’uomo è gretto che non riesce a volare alto come voi? E allora cari amici uomini, propongo un’alternativa. Creiamoci un glossario tutto nostro, una raccolta di colori che nessuno potrà portarci via. Vogliamo fare questo insieme? Orgoglio maschio, forza! Che ci vuole?
Blu timbro dell’IVA, cacchio. Non è difficile. “Signorina… una giacca in fustagno con le tasche grosse, ce l’ha in quel tessuto con le righine fini tinta sgommata di mutanda?”
Dài, coraggio. Facciamo sentire che non siamo secondi a nessuno. Verde grasso da moto. “Vorrei una t-shirt color silicone secco della veranda, da mettere su un paio di jeans grigio cavalcavia.”
Rosso espulsione in coppa dei campioni.
Rosa culo di scimmia su Discovery channel.
Marron unghia di coltivatore.
Lilla due giugno 2005, data di quando abbiamo fatto la cazzata di mettere a lavare la camicetta rossa di lei coi nostri calzini beige.
Attenzione, però. Attenti. che questi colori sono logici. Le donne hanno più fantasia e danno nomi ai colori da delirio: rosa mountbatten, savoia, blu Klein Denim, eliotropo.
Orgoglio maschio. E noi chi siamo? Avremo ben qualche parole che, buttata lì, diventa colore Fiestagrande, Pasadina, color Lello Scherda… Toctoc, Shimmia… forza! Non mettiamo limiti alla fantasia, avanti! Sanson, Solèr, Caputo, Crevalcore, Tinta che pasa, Beluvet.

«Amore, mi passi i pantaloni Beluvet?»
«Che colore è Beluvet, tesoro?»
«Ah, non lo sai? E tu mi dici che minchia di colore è “chartreuse”?!»

«Non trovo il mio pullover Soka. È mica in bagno?»

«Hai visto, alle volte, il mio casco da moto culo di moro?»

No, visto che “testa di moro” lo usano già loro, noi usiamo “culo di moro”. La tinta è uguale. Inventiamo, facciamo vedere alle donne che anche noi possiamo usare male la nostra fantasia per dare nomi a colori e complicarci la vita! Loro hanno:

bistro
blu alice
blu Bondi
blu cadetto
blu di Persia
blu di Prussia
blu Klein
catrame
celadon
chartreuse

E noi? Siamo figli di nessuno? Fuori l’orgoglio colore! Impegnandoci potremo esibire il nero Barrichello, il Salman, l’overdos, il bozzolano, l’avventure, l’Okinawa. Bene anche il giallino schiuma di birra.

«Vorrei, se lo ha, un cardigan schiuma di birra.»
«Schiuma di birra?»
«Sì, sa com’è, sarebbe il più comune cardigan “giallo piscio”, ma siccome vado a un matrimonio, è sgradevole.»

«Mi dia quel copri manubrio in nero pollice di meccanico.»

Ma poi nei colori delle donne spesso non c’è raziocinio. Non sono intuitivi. Blu Bondi, blu Klein. Chi è Bondi? Chi è Klein? Magari si riferiscono a qualcosa o a qualcuno, ma non si sa a chi. Facciamolo anche noi!

«Mi dia quei calzini in vetrina…»
«Quali?»
«Quelli Mimmo Castagna.»
«Che colore è Mimmo Castagna?»
«È quello che ha un negozio di elettronica in via Montanaro, angolo corso Palermo a Torino, e che ha il medio e l’indice giallo marrone perché si lascia consumare la Marlboro in mano fuori dal negozio, senti tesoro, calzini così ne hai o la facciamo lunga ancora molto?»

Bene. E adesso che abbiamo anche noi i “nostri” colori, prima di cocnludere, cari amici, ci possiamo permettere di parlare di… abbinamenti. Quante volte ci siamo ritrovati davanti alla porta di ingresso di casa, pronti a uscire, e abbiamo incontrato lo sguardo della nostra donna, che pare ci faccia “sì” alzando e abbassando un paio di volte la testa? Troppe, per essere così sciocchi da scambiare questo segno per una approvazione, e infatti non lo è.
È, invece, un controllo che parte dalla testa per arrivare ai piedi, seguito subito dalla domanda: “E dove andresti, conciato così?”, indice di disapprovazione sull’abbigliamento. E un attimo dopo ci ritroviamo nudi, a rivestirci da capo a piedi in camera da letto mentre lei ci sussurra: “Non sei mai pronto quando è ora di uscire”.
Ma da oggi, dopo esserci chiariti le idee, non ci capiterà più. Perché saremo inappuntabili nel nostro completo giacca pantaloni Fiodor Scagazza impreziosito da un berretto Beluvet e scarpini Cacciari, neri e lucidi come il filosofo. I pantaloni, blu divieto di sosta, creeranno con la giacca schiuma di birra un “contrasto armonia” assai intenso, valorizzato dallo spolverino tinta occhio di prete che lascerà intravedere la camicia d’un vivace grigio Denti di Moratti. Concludiamo questo capitolo di formazione con un test utile per verificare i progressi acquisiti. Ora elencherò alcuni colori da donna intervallati da un colore inventato da un uomo. Vediamo se salta all’occhio:

bordeaux
tortora
lavanda cremisi
porpora
scoppola di minchia
canarino

Certo che il test, grazie alle informazioni acquisite sia stato superato, ritengo si possa considerare chiuso il capitolo.

– Beppe Tosco –

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VOTATEMI!!!

 

Allora…

  • Biglietti – FATTI
  • Passaporto – FATTO
  • Invito in originale dalla Russia – RICEVUTO
  • Assicurazione sanitaria – FATTA
  • Appuntamento per la richiesta del visto – PRESO

Mamma mia, che fatica…

Probabilmente per un viaggetto su Marte c’è meno burocrazia!
Che poi, io dico, ormai siamo tutti pedine super intercettate e ultra schedate sul piano da gioco del Risiko dei potenti, quindi non potrebbero limitarsi a fare un controllino di fronte a un singolo modulino di richiesta? Ma che dico? Direttamente sul biglietto aereo!
Tizia/o ha comprato un biglietto per Timbuktu: diamo un’occhiata!
E invece no! Disboscano foreste per quintali di carta che vivranno tanto quanto durerà il viaggio, fosse anche solo un fine settimana; inquinano l’aria con i millemila litri di benzina che devi consumare per andare nei millemila uffici, perché suvvia, siamo in Italia, non sia mai che tutta la pappardella possa essere sbrigata in un solo ufficio preposto.
O ancora, per richiedere il visto d’ingresso in Russia, non so come sia per altri paesi, puoi recarti in ben, e sottolineo ben, TRE uffici: Milano, Roma e Genova. Per la serie che se io abito a Palermo, mi costa di più andare a fare il visto che andare in Russia. Peccato che quando poi invece fa comodo a loro, riescono a far fare a un documento più chilometri di maratoneta professionista, rifilandoti attese epocali, che nel frattempo tu di vacanze riesci a farne altre quattro. Per avere il visto devi far fare al tuo culone ( per lo meno il mio lo è) il Giro d’Italia, perché di istituire un servizio che permetta di richiederlo in un ipotetico ufficio di competenza nella propria area di residenza non se ne parla. C’è da dire che poi, in massimo 10 giorni, hai il visto; pagando un supplemento “d’urgenza” anche più in fretta ( non vi sarete mica aspettati che ci fosse il bollino di precedenza come in pronto soccorso a costo zero??!). Però per avere una tessera d’abbonamento ai mezzi bisogna aspettare 250 giorni, perché devono inviare il modulo di richiesta alla sede centrale, che, ne sono quasi sicura, sta proprio a Timbuktu! C’è da dire che almeno quella te la spediscono a casa. Sempre che le Poste Italiane decidano che te la meriti…

Ok, va bene, oggi sono “un pochino” polemica. Il punto è che, quando finalmente poggerò i piedoni sul suolo materno, vorrei avere ancora un po’ di energie per godermi il rimpatrio nell’amata Grande Madre, mia terra d’origine in una qualche vita precedente.

Che ne dite? Dopo i BlogTrotter (vedi commenti qui e qui), ovvero una manica di WordPressiani itineranti, perché non fondare anche un nostro partito? In fondo uno in più in Italia non fa certo scandalo. Se l’ultima “rivelazione” politica nel nostro Bel Paese è stato il Movimento 5 Stelle, alla prossima tornata elettorale ci saremo anche noi: fieri membri del Movimento 2 Balle (Rigonfie)!!!

Per concludere: VOTATEMI!!!

Muahahahahahahah!!! XD

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