E allora…

 

Ogni difficoltà su cui si sorvola diventa un fantasma
che turberà i nostri sonni.

– Fryderyk Franciszek Chopin –

 

Oggi la sfida è nella difficoltà che provo, mio malgrado, nel gioire per la bella notizia ricevuta da un’amica.
È così difficile stare a guardare gli altri che avanzano nella la loro vita, mentre tu non solo non procedi, ma addirittura regredisci. Osservo obiettivi che consideravo ormai raggiunti sfumare all’ultimo a causa della mia pausa forzata, perché a molta gente non frega assolutamente un emerito cazzo del fatto che sto male, a loro interessa solo che non rendo, non produco.

OLTRE IL DANNO LA BEFFA.

E mi sento uno schifo, perché il nervoso e la rabbia che mi prendono mi impediscono di essere felice per chi se lo merita, per lo meno di esserlo in modo genuino, mi incollano a forza sulla faccia una maschera di finta gioia condivisa, che si vede lontano chilometri che è fasulla, e mi incazzo ancora di più, perché questa non sono io.

E allora scrivo.
E allora mi metto a rovistare, frenetica, fra i miei libri, alla ricerca di qualcosa che sia capace di distrarmi, di non farmi pensare, non importa che sia lettura o studio.
E allora accendo la tv e faccio zapping selvaggio, sperando di imbattermi in qualcosa che renda il silenzio meno rumoroso senza interferire con la già forzata distrazione dei libri, o forse qualcosa che riesca meglio nell’impresa di zittire la voce della mente.
E allora chiacchiero con chi mi chiama o viene a trovarmi, come se niente fosse, come se davvero la mia testa fosse in grado di assorbire quello che dicono.
E allora mi concentro sulla ferita, lasciata libera dal cerotto che si è staccato dopo essersi impigliato nei pantaloni, e provo a convincermi che sia un buon segno il fatto che inizino a staccarsi i pezzetti di crosta.
E allora mi siedo sul divano e mi rialzo senza aggrapparmi alla sedia, per essere sicura che davvero ci riesco, che non me lo sono solo immaginato.
E allora mi dico che tutto questo non serve a niente…

Fra un mese, una settimana, un giorno, un’ora, ma anche solo fra 10 minuti, lo schifo sarà ancora lì.
La soluzione non è metterlo a tacere, ma imparare a conoscerlo, per poterci convivere, per potergli sopravvivere.

UN RESPIRO PROFONDO.

Come previsto. Tutto uguale. Ma almeno mi sono calmata.
Ora posso davvero scegliere un libro e godermelo in tutta serenità.

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Categorie: Abisso, Blog, Capita anche a me..., Che Schifo!, Поток Сознания, Flusso di Coscienza, PseudoNormalità, Sclero, Stream of Consciousness, Vita | Tag: , , , , , , , , , | 5 commenti

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5 pensieri su “E allora…

  1. grazie a dio ci sono sempre i libri e la scrittura. Mi spiace molto perchè conosco quella sensazione ed è davvero brutta. Anche a me è capitato di non riuscire a provare istantaneamente felicità per le belle notizie di un’amica..come se la sua gioia rendesse ancora più tragica la mia non-gioia. E’ una sensazione umana ma in me di solito genera un grande senso di colpa. Respira. Non conosci ancora bene il tuo nemico…ed è normale sentirti così!
    Sai, quando leggo queste cose non riesco a non commentare anche se ti scrivo sempre le stesse cose, scusa la banalità.

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    • Perché scusarti? Ma soprattutto: di cosa?
      Credo che sapere di non essere soli, anche se poi ognuno è unico nella propria situazione, non possa che essere d’aiuto. 😉

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  2. Un forte abbraccio
    .marta

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