Archivi del giorno: 24 gennaio 2014

Libri, Книги, Książki, Knjige, Books, Bücher… #2

 

Per essere un libro finalista del Premio Strega 2013, mi ha delusa.

Di sicuro sapete che non so fare le recensioni, quindi prendete quanto segue come una pura e semplice opinione personale.
Apprezzo la coraggiosa scelta di affrontare un tema tabù, per lo meno in Italia, come l’aborto terapeutico, ma mi ha abbastanza amareggiata scoprire che proprio nella scelta del tema sta la massima attrattiva del libro di Simona Sparaco, “Nessuno sa di noi“.
Ho scoperto questo libro 5/6 mesi fa e mi si è piantato in testa. Mi incuriosiva, e il fatto che fosse nella lista dei finalisti per lo Strega mi ha portata a pensare che dovesse avere un certo spessore. Alla fine, qualche settimana fa, mi sono decisa e l’ho ordinato online: in un giorno l’avevo finito.

Partiamo dalla biografia dell’autrice, così come la si trova sul libro:

Scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Per Newton Compton ha pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Vive tra Roma e Singapore.

Dunque, questa signorina ha una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, una laurea italiana in Lettere, indirizzo Spettacolo e, fra i vari corsi di scrittura frequentati, un Master della Scuola Holden di Torino.
Alla luce di tutto ciò, io mi chiedo: perché il libro è scritto così male???
A livello tecnico e stilistico l’ho trovato scadente, a livello lessicale molto “povero”. Per quanto riguarda la capacità di trasmettere delle emozioni, poi, credo si possa ringraziare solo il tema in sé, abbastanza forte da farsi carico di questo compito di suo, non certo a come l’ha affrontato la Sparaco, in modo sbrigativo e superficiale.

Mette tristezza assistere pagina dopo pagina allo scempio che l’autrice fa del complesso sentire umano, con una scrittura arida e più sterile degli ambienti ospedalieri descritti. Un libro su cui avevo riflettuto molto, proprio a causa del personale, e recente, incontro con l’imprevisto medico, quello a tempo indeterminato, non quello temporaneo che passa, destinato a trasformarsi in un lontano ricordo. Avevo paura delle reazioni che un libro simile avrebbe potuto suscitarmi, per questo mi ci erano voluti addirittura mesi per decidermi a comprarlo, invece niente, zero assoluto. A parte qualche spunto di riflessione, appena accennato e lasciato poi cadere nel nulla dalla Sparaco, e che con ogni probabilità potrebbe essere percepito interessante o meno in base alla sensibilità del/la singolo/a lettore/trice, questo romanzo non mi ha lasciato nulla.

Come già detto, quanto sopra non è altro che un parere personale ma, se decidete di fidarvi, spendete quei 12,00 € per un panino e una birra il sabato sera: a patto che non siate a dieta, saranno spesi meglio.

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Categorie: Autori, Blog, Che Schifo!, Inorridisco., Libri, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 11 commenti

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