Archivi del mese: marzo 2015

Questióne d’Accènto. #7

ударение-accento

 

È curioso come questa stramba rubrica settimanale stia riuscendo a tirar fuori dalla sottoscritta una costanza che, in tutta onestà, non avrei mai pensato di avere.

Il tormentone attuale è “concentrazione massima sullo studio”, nella speranza di riuscire a dare l’esame, magari di passarlo con un buon punteggio e di poter così mirare a qualche opportunità di crescita professionale in più. Da qui la scelta del tema di questa settimana: le professioni.

Attóre → o chiusa
Attrìce
Avvocàto
Avvocatéssa → e chiusa
Cantànte
Comméssa → e chiusa
Commésso → e chiusa
Cuòca → o aperta
Cuòco → o aperta
Dottóre → o chiusa
Dottoréssa → e chiusa
Editóre → o chiusa
Falegnàme
Fotògrafo → o aperta
Fotògrafa → o aperta
Giornalìsta
Giùdice
Imbianchìno
Imprenditóre → o chiusa
Imprenditrìce
Infermièra → e aperta
Infermière → e aperta
Informàtico
Ingegnère → e aperta
Insegnànte
Maèstra → e aperta
Maèstro → e aperta
Meccànico
Mèdico → e aperta
Muratóre → o chiusa
Pittóre → o chiusa
Pittrìce
Poliziòtto →o aperta
Pompière → e aperta
Pubblicitària
Pubblicitàrio
Regìsta
Sàrta
Sàrto
Scrittóre → o chiusa
Scrittrìce
Soldatéssa → e chiusa
Soldàto
Studènte → e aperta
Studentéssa → e chiusa

 

Come sempre è possibile, anzi sicuro, che manchino delle voci all’elenco, e come sempre sentitevi liberi di chiedere nel caso aveste dubbi o anche semplici curiosità in merito.

Al prossimo giovedì!

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Questióne d’Accènto. #6

accento-ударение

Image Credit © VeRA Marte

 

Lo so, lo so, sono in ritardo di 24 ore, ma ieri sono stata, come si dice, in altre faccende affaccendata e, prima che i più curiosi inizino a porsi domande, vi dico già che tutto si spiega con la fotografia qui sopra.

L’occasione, fra l’altro mi ha portata a una riflessione: “Com’è possibile che io non ci abbia pensato prima??!”.
Come a che cosa? A uno dei temi più fantastici che esistono: i dolci!!!

Come ormai saprete, questa fastidiosa rubrica settimanale con cui ho deciso di assillarvi tratta di accenti e pronunce della lingua italiana, quindi questa settimana mi conterrò, limitando l’elenco a termini nostrani, anche se in tema di dolci sarà davvero complicato.

Dita incrociate e… cominciamo!

Biscòtto → o aperta
Budìno
Cacào
Caffè → e aperta
Cannèlla → e aperta
Cappuccìno
Caramèlla → e aperta
Ciambèlla → e aperta
Cioccolatìno
Cioccolàto
Crèma → e aperta
Crostàta
Dólce → o chiusa
Glàssa
Lièvito → e aperta
Marmellàta
Pànna
Pasticcìno
Tè → e aperta
Tiramisù
Tórta → o chiusa
Zùcchero

A giovedì prossimo!

 

Rompiamo il Silenzio!

 

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Questióne d’Accènto. #5

accento-ударение

 

Da due settimane sono tornata allo sfinente tran tran da pendolare, e la non-frequenza con cui ho ripreso a non-occuparmi del blog è una delle conseguenze più evidenti.

Troppo stanca per rimettermi al computer quando rientro a casa, troppo indaffarata a sbrigare l’utile, l’inevitabile, l’indispensabile per dedicarmi al dilettevole, troppo attenta a non dimenticare nulla di fondamentale per riuscire a concentrarmi sul blog.

Per la vostra gioia, però, l’appuntamento del giovedì con i malefici accenti mi sono ripromessa di impegnarmi a mantenerlo, almeno questo.

Questa settimana non ho scelto alcun tema, perché a ispirarmi ci ha pensato l’AnarcoSocio.
Di recente mi è capitata l’occasione di regalargli un libro che voleva: “Divoràti” di David Cronenberg.
Il dubbio è sorto quando, non sapendo assolutamente nulla del libro in questione, e quasi nulla dell’autore, mi sono ritrovata alla cassa, senza sapere se dovessi chiedere una copia di “Divòrati” o “Divoràti”: per me quasi un dielmma esistenziale.

Essendo questa una faccenda con cui metto spesso alla prova la pazienza dell’AnarcoSocio, ho pensato che sarebbe stato carino trarne anche un post. Oggi, dunque, ho deciso di stressarvi l’animo con gli omografi.

Cosa sono?
Cercando di essere il più breve possibile, il concetto di omografo descrive due vocaboli che, seppur scritti nello stesso modo, sono caratterizzati da un diverso accento, che comporta una differenziazione nel significato della parola stessa.

Gli omografi si suddividono in due gruppi principali:

  1. Parole scritte nello stesso modo, con accento tonico che cade su due vocali diverse.
  2. Parole scritte nello stesso modo, con accento tonico che cade sulla stessa vocale, ma che si presenta nelle due diverse varianti, acuto e grave.

Prendendo spunto dall’episodio del libro per l’AnarcoSocio, ho scelto di iniziare parlando degli omografi appartenenti al primo gruppo.

Eccovi degli esempi:

Àbitino → da abitare
Abitìno → da abito (abbigliamento)

Bàcino → da baciare
Bacìnoossa del bacìno

Càpitano → da capitare
Capitànocomandante

Dècadeserie di dieci anni; e aperta
Decàde → da decadere

Lèggeredare lettura; e aperta
Leggèrelievi; e aperta

Nòccioloparte di un frutto; o aperta
Nocciòlopianta; o aperta

Òccupati → da occuparsi; o aperta
Occupàtiimpegnati

Pàgano → da pagare
Pagànonon cristiano

Regìadirezione artistica
Règiareale; e aperta

Séguito → da seguitare; e chiusa
Seguìto → da seguire

E anche per questa settimana eccovi servita un’ottima ragione per ricoprirmi di improperi… Ihihih!!!

A giovedì prossimo!

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Questióne d’Accènto. #4

accento-ударение

 

Nuovo giovedì, nuovo giro di accenti.
Ogni tanto mi sfiora l’idea malata di mettermi ad accentare l’intero post, parola per parola, ma poi mi rendo conto che sarebbe pura follia.
Oltre a essere un lavoraccio, e un gran pasticcio da vedere, temo sarebbe il poverbiale “troppo che stroppia”, capace di scoraggiare perfino le lettrici e i lettori più assidui e audaci.

Così, per dare sfogo a questo entusiastico e perverso raptus formativo, istruttivo e propagandistico, per questa settimana ho scelto “La Scuola” come tema dei miei sproloqui linguistici.

Vi avverto che questa volta l’elenco sarà lungo e ben nutrito ma, come sempre, nel caso aveste dubbi o voleste chiarimenti su vocaboli omessi dalla sottoscritta, non esitate a scrivermi per chiedere.

Abbecedàrio
Acquerèllo → e aperta
Allièva → e aperta
Allièvo → e aperta
Alùnna
Alùnno
Amìca
Amìco
Assemblèa → e aperta
Bànco
Bidèlla → e aperta
Bidèllo → e aperta
Blòcco → o aperta
Calamàio
Càrta
Cartèlla → e aperta
Càttedra
Compàgna
Compàgno
Compàsso
Cómpito → o chiusa
Córso → o chiusa
Diplòma → o aperta
Diségno → e chiusa
Dizionàrio
Docènte → e aperta
Esàme
Evidenziatóre → o chiusa
Fòglio → o aperta
Gessétto → e chiusa
Gèsso → e aperta
Gìta
Ginnàstica
Gómma → o chiusa
Goniòmetro → o aperta
Inchiòstro → o aperta
Insegnànte
Intervàllo
Istitùto
Laboratòrio → o aperta
Làurea
Lavàgna
Lezióne → o chiusa
Lìbro
Maèstra → e aperta
Maèstro → e aperta
Matèria → e aperta
Matìta
Maturità
Merènda → e aperta
Mìna
Pastèllo → e aperta
Pénna → e chiusa
Pennarèllo → e aperta
Pennèllo → e aperta
Pennìno
Pofessóre → o chiusa
Professoréssa → e chiusa
Quadèrno → e aperta
Ricreazióne → o chiusa
Righèllo → e aperta
Scolàra
Scolàro
Scuòla → o aperta
Sèdia → e aperta
Sèggiola → e aperta
Squàdra
Studènte → e aperta
Studentéssa → e chiusa
Tèma → e aperta
Temperìno
Università
Verìfica
Vocabolàrio
Zàino

Che altro dire? Questo giovedì mi sono sfogata mica male, anche se, lo ammetto, nonostante la determinazione a voler imparare gli accenti corretti permanga, metterla in pratica è davvero una fatica disumana.

Alla prossima settimana!!!

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Milligrammi di Prigionia.

accento-ударение

 

Questa matttina mi sono lasciata distrarre da un pensiero un po’ così…

Le cose più grandi si quantificano con le unità di misura più piccole.

Misuriamo il mondo in chilometri, ma affrontiamo le sfide a passi.
Misuriamo la vita in anni, ma le emozioni in secondi.
Misuriamo il frastuono della quotidianità in decibel, ma le parole importanti in sussurri.

Misuriamo la salute in chilogrammi, la malattia in milligrammi.

Milligrammi chimici da cui, nell’ultimo anno e mezzo, è dipesa la mia chilogrammica salute.

Questo è quello che mi è passato per la testa stamattina, di fronte alla mia pastiglia e mezza di cortisone.
Da domani la mezza, quella che mi fa tanto sentire una pusher incallita quando la taglio a metà, non ci sarà più.
Da domani si scende a 5 milligrammi.
Da domani rifilerò al mio organismo un quantitativo di cortisone pari al peso di una formica, di un capello, di un fiocco di neve.
Un successone se penso ai 100 mg iniziale. Eppure, dopo tutti questi mesi, dopo tutte le conseguenze collaterali dell’assunzione massiccia e prolungata, faccio abbastanza fatica a considerarli un traguardo: a me sembrano un’incudine, una balena, una portaerei.

Domani inizia il nuovo capitolo della prigionia farmacologica, un capitolo che, salvo nuovi imprevisti, si protrarrà per i prossimi sette mesi.
Nell’attesa del verdetto finale.
Nella speranza che sia liberatorio.

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Rare Disease Day 2015

 

Il 28 Febbraio si è celebrata l’8ª Giornata Mondiale delle Malattie Rare.
La seconda per me, la prima per questo blog.

L’anno scorso l’ho scoperto troppo tardi e quest’anno, per non smentirmi, me ne sono ricordata troppo tardi.

Sono circa 30.000.000 le persone che, solo in Europa, sono affette da una delle oltre 6.000 malattie rare identificate fino a oggi.
La maggior parte rientrano in due principali gruppi: autoimmuni e genetiche. Ad accomunarle, oltre alla rarità, alcuni dati di fatto.

  • Non se ne conoscono le cause.
  • La diagnosi è spesso lunga e costellata di esami che tendono a farsi via via più invasivi e dolorosi.
  • In genere, non esiste una cura definitiva e risolutiva.
  • Le attuali terapie adottate hanno lo scopo di “gestire” e tenere sotto controllo i sintomi. Molte danno buoni risultati, ma spesso nessuno si preoccupa di informare in modo esauriente la persona interessata riguardo agli effetti collaterali.
  • In quanto “rare”, e di conseguenza poco conosciute, gli organi sanitari, sociali e legali che se ne occupano, o meglio, che dovrebbero occuparsene, lo fanno in maniera nebulosa, evasiva, vaga e approssimativa.
  • Il sostegno psicologico non è previsto, anzi, non è proprio contemplato. A meno che, s’intende, una persona non decida di investirci tempo, energia e denaro per via privata.

Il tema proposto quest’anno è stato “Vivere con una malattia rara: giorno per giorno, mano nella mano”.
Come ogni anno, l’intento è, in primis, quello di sensibilizzare le persone, le autorità, i vari enti, gli operatori di settore, aumentandone la consapevolezza. Obiettivo del 2015, in particolare, cercare di focalizzare l’attenzione della società su quanto sia profondo l’impatto che la comparsa di una malattia rara ha su tutti gli aspetti della vita di una persona, illustrando con semplicità come questa possa trasformare anche i più piccoli gesti quotidiani in ostacoli insormontabili e rischiare di logorare anche i rapporti più saldi.

Come per molte altre esperienze, anche meno “esclusive”, non si può capire cosa significhi convivere con una malattia rara se non si prova in prima persona.
D’improvviso il mondo si sfuoca, e inizia la lotta per tornare a vederlo nitido, ben definito. Le certezze si sbriciolano e ogni nuovo giorno è un’enorme incognita.

Vorrei concludere citando una frase trovata sul web che mi è piaciuta molto: “Nessuna malattia è così rara da non meritare attenzione”.

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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