Storie di morti. #3

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Un soldato chiese una licenza per visitare il suo paese, vedere i genitori, e si mise in viaggio. Camminò un giorno, camminò un secondo giorno, al terzo si ritrovò in un fitto bosco. Dove trovare lì un posto per passre la notte? Vide che ai margii del bosco c’erano due izbe, entrò in quella più esterna e trovò in casa una vecchietta. «Salve, nonna!» «Salve, militare!» «Lasciami passare la notte qui». «Va’, qui ti troveresti male». «Perché? State forse stretti? Questo, nonna, non mi interessa; un soldato ha bisogno di poco posto: mi butterò da qualche parte in un angolo, basta che non sia fuori!» «Non è questo, caro militare! Per disgrazia sei capitato…» «Per quale disgrazia?» «Ecco: nell’izbà vicina è morto non da molto un vecchio, un potente stregone; e ora ogni notte si aggira nelle case altrui e mangia la gente». «Eh, nonna, non si muove foglia che Dio non voglia».
Il soldato si svestì, cenò e si stese su un tavolaccio; si stese per riposare, ma accanto a sé mise la sua spada. A mezzanotte in punto si ruppero tutti i catenacci e si aprirono tutte le porte; entra nell’izbà il defunto con un lenzuolo bianco addosso e si gettò sulla vecchia. «Perché sei venuto, maledetto?», gli gridò il soldato. Lo stregone mollò la vecchia, satò sul tavolaccio e giù a darsi da fare col soldato. Quello lo colpì con la spada, lo colpì, gli staccò tutte le dita delle mani, ma non riuscì lo stesso ad avere la meglio. Aspramente lottarono, e ambedue dal tavolaccio per terra ruzzolarono: lo stregone cadde sotto e il soldato sopra; lo afferrò il soldato per la barba e continuò a colpirlo con la spada finché i galli non cominciarono a cantare. In quell’attimo lo stregone cadde morto: sta disteso, non si muove, proprio un pezzo di legno.
Il soldato lo trascinò fuori in cortile e lo gettò nel pozzo, la testa in giù e i piedi in aria. Guarda: lo stregone ha ai piedi dei begli stivali nuovi, ben inchiodati, ben incatramati! “Eh, peccato, si perderanno invano” pensa il soldato “su, togliamoglieli!&rdquo Tolse al morto gli stivali e rientrò nell’izbà. «Ah, carissimo militare» dice la vecchietta «perché gli ha tolto gli stivali?» «E perché lasciarglieli? Guarda che bel paio di stivali! Chiunque me ne darà un rublo d’argento; io sono un uomo di campagna, mi piacciono molto!»
Il giorno dopo, il soldato salutò la padrona e proseguì; ma da quel giorno, ovunque si fermasse a dormire, a mezzanotte in punto appariva sotto la finestra lo stregone e richiedeva i suoi stivali. «Io» minaccia «non mi staccherò mai da te: farò tutta la strada insieme a te; in patria non ti darò pace, in caserma ti tormenterò!» Il soldato non ce la fece più: «Ma che vuoi, maledetto?». «Dammi i miei stivali!» Il soldato gettò gli stivali dlla finestra: «To’, staccamiti di dosso, forza impura!». Lo stregone afferrò i suoi stivali, fischiò e scomparve alla vista.

 

♦ “Masha e l’Orso e altre fiabe popolari russe”,
Raccolte da A. N. Afanas’ev

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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4 pensieri su “Storie di morti. #3

  1. izba:
    casa tradizionale in tronchi d’albero, l’abitazione tipica e più diffusa presso i contadini

    “Le izbe russe sono milioni, ma non possono ..
    essercene – e non ce ne sono – due perfettamente identiche.
    Ciò che è vivo non ha copie.
    Due persone, due arbusti di rosa canina, non possono essere uguali, è impensabile …
    E dove la violenza ceca di cancellare varietà e differenze, la vita si spegne.”

    Vasilij Grossman – Vita e destino
    Trovato qui: https://pontitibetani.org/2009/08/05/le-izbe-russe-sono-milioni-ma-non-possono/

    M’incuriosiva la parola, volevo vedere come erano fatte esattamente queste abitazioni.
    Ciao
    un abbraccio
    .marta

    Liked by 1 persona

    • “Vita e destino” di Vasilij Grossman: uno dei miei ultimi acquisti… 🙂
      A me piacerebbe un sacco vivere in un’izbà: sono spettacolari! 😀
      A dire il vero credo che, se mi offrissero l’opportunità di vivere in Russia, mi andrebbe bene anche un monolocale sgarrupato… Ihihih!!! 😛
      Hai provato a cercare anche qualche immagine? Sono troppo belle! Danno proprio l’idea di “casa”…

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  2. Ma certo che ho visto delle immagini!
    Sono bellissime!
    Anche a me non dispiacerebbe eh…però nella stagione estiva! 😀

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