Buchtan Buchtanovič

Бухтан-Бухтанович-Buchtan-Buchtanovič

 

In un certo reame, in terre lontane c’era una volta un certo Buchtan Buchtanovič; Buchtan Buchtanovič aveva in mezzo a un campo una stufa su palafitte. Se ne sta sulla stufa, appoggiato ai gomiti, nel latte di scarafaggio. Arrivò da lui la volpe e disse: «Buchtan Buchtanovič, vuoi che ti faccia sposare la figlia dello zar?». «Che dici, volpettina!» «Hai un gruzzoletto?» «Ma certo: in tutto una moneta da cinque rubli». «Dammela qui!» La volpe andò, cambiò la moneta in copeche, soldini e quarti di copeche; andò dallo zar e dice: «Zar, uomo libero! Dammi un secchio per misurare i soldi di Buchtan Buchtanovič». Quello dice: «Prendi». Lei lo portò a casa; un soldo, una copeca li cacciò dietro il cerchione e lo riportò allo zar e dice: «Zar, uomo libero! Un scchio è poco; dammi mezza misura per misurare i soldi di Buchtan Buchtanovič». «Prendi».
La prese, l portò a casa; un soldo, una copeca li cacciò dietro il cerchione e lo riportò allo zar: «Zar, uomo libero! Mezza misura è poco, dammi una misura». «Prendi una misura». La prese, la portò a casa e il resto dei cinque rubli lo cacciò dietro il cerchione e lo riportò allo zar. Lo zar dice: «Hai misurato, volpe?». La volpe disse: «Tutto quanto. Be’, zar, uomo libero! Sono venuto da te per un buon affare: fai sposare tua figlia con Buchtan Buchtanovič». «Va bene, fammi un po’ vedere il fidanzato». Quella corse a casa. «Buchtan Buchtanovič! Hai un vestito? Indossalo». Buchtan Buchtanovič si vestì e andò con la volpe dallo zar. Vanno in fila, e gli capita di dover passare un ponticello, ma così sporco! La volpe lo spinse, e Buchtan Buchtanovič cadde nel fango. Lei accorse: «Che fai, che fai, Buchtan Buchtanovič?». E lei stessa lo cospargeva con quel fango. «Stai qui, Buchtan Buchtanovič! Io corro dallo zar».
La volpe arrivò di corsa dallo zar e dice: «Zar, uomo libero! Passavamo con Buchtan Buchtanovič per un ponticello — un ponticello così sporco! — siamo stati poco attenti, siamo caduti; Buchtan Buchtanovič si è tutto infangato; in quelle condizioni non si può venire in città; non hai per caso un vestito per casa?». « To’, prendi». La volpe corse. Arrivò. «Buchtan Buchtanovič! To’, cambiati d’abito e andiamo». Arrivarono dallo zar. Dallo zar avevano già preparato la tavola. Buchtan Buchtanovič non fa che guardarsi, non aveva mai visto in vita suaun abito del genere! Lo zar strizzò l’occhio alla volpe: «Volpe, come mai Buchtan Buchtanovič non fa altro che guardarsi?». «Zar, uomo libero! Sembra si vergogni di indossare quel vestito; Buchtan Buchtanovič non ha mai avuto in vita sua un vestito così misero. Zar, uomo libero! Dagli il vestito che tu porti a Pasqua». E quindi bisbiglia a Buchtan Buchtanovič: «Non ti guardare!». Buchtan Buchtanovič di nuovo non fa che guardare la sedia: la sedia era dorata. Lo zar bisbigliò alla volpe: «Volpe, perché Buchtan Buchtanovič non fa che guardare la sedia?». «Zar, uomo libero! Da loro di sedie del genere ce n’è molte, nei bagni». Lo zar scaraventa la sedia fuori dalla porta. La volpe bisbigliò a Buchtan Buchtanovič: «Non guardare in un punto; guardati intorno». Be’, qui si misero a parlare del buon affare, delle nozze.
Be’, fecero le nozze; ci vuole molto da uno zar? Niente birra da far fermentare, né vodka da distillare, tutto era pronto. Per Buchtan Buchtanovič caricarono tre navi, e andarono a casa in nave. Vanno a casa: Buchtan Buchtanovič va sulle navi con la moglie, mentre la volpe corre lungo la riva. Buchtan Buchtanovič vide la sua stufa e gridò: «Volpe, volpe! Ecco la mia stufa!». «Sta’ zitto, Buchtan Buchtanovič, vergogna!» Buchtan Buchtanovič va, e la volpe corre avanti lungo la riva; corse avanti, salì su un monte, c’è sul monte una casa di pietra enorme, e apparve un regno immenso. Entra nell’izbà: nell’izbà non c’è nessuno; corse nel palazzo: in un grande angolo sta steso Serpente Serpentovič, sul palo della stufa sta Corvo Corvonič, siede sul trono Gallo Gallonič. La volpe dice: «Che fate seduti lì! Lo zar arriva col fuoco, la zarina col fulmine, vi bruceranno e vi arrostiranno». «Volpe, dove possiamo andare?» «Gallo Gallonič, vai nel barile!» La volpe chiuse nel barile Gallo Gallonič. «Corvo Corvonič, vai nel mortaio, su!» Chiuse Corvo Corvonič nel mortaio; Serpente Serpentovič lo arrotolò nella paglia e lo portò fuori in strada. Le navi arrivarono. La volpe ordinò di buttarli tutti in acqua; i servi li calarono subito nell’acqua.
Buchtan Buchtanovič passò tutta la sua vita in quel palazzo, lì vissero felici e contenti, diventando sempre più abbienti, lì regnò-governò, la sua vita terminò.

 

♦ “Masha e l’Orso e altre fiabe popolari russe”,
Raccolte da A. N. Afanas’ev

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

Annunci
Categorie: Autori, Blog, Libri, Malattie Rare, PolimioVita, PseudoNormalità, Rompiamo il Silenzio, Russia, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: