La principessa che scioglieva gli indovinelli.

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C’era una volta un vecchio che aveva tre figli, il terzo dei quali era Ivan lo sciocco. C’era allora un certo zar — era tanto tempo fa, che aveva una figlia. Dice al padre: «Permettimi, padre, di indovinare gli indovinelli; se indovino gli indovinelli di qualcuno, che gli taglino la testa, se non indovino, lo sposerò». Subito fecero un bando; molti si presentarono, tutti li giustiziarono: la principessa indovinava gli indovinelli. Ivan lo sciocco dice al padre: «Benedicimi, padre! Vado dallo zar a proporre degli indovinelli!». «Ma che dici, sciocco! Anche gente meglio di te è stata giustiziata!» «Se mi benedici — vado, se non mi benedici — vado lo stesso!» Il padre lo benedì. Ivn lo sciocco andò, vede: sulla strada c’è del grano, nel grano un cavallo; lo cacciò con la frusta perché non lo calpestasse, e dice: «Eccolo qui l’indovinello!». Va avanti, vede un serpente; prese e lo trapassò con una lancia e pensa: “Ecco un altro indovinello!”.
Arriva dallo zar; lo accolgono e ordinano di proporre gli indovinelli. Quello dice: «Stavo venendo da voi, vedo per la strada un bne, in quel bene un altro bene, presi quel bene e con un bene lo cacciai dal bene; il bene a causa del bene corse via dal bene». La principessa prese un libretto, guarda: non c’è quell’indovinello; non sa indovinare e dice al padre: «Padre! Oggi mi fa male la testa, i pensieri si sono confusi; lo indovinerò domani». Rimandarono al giorno seguente. Ivan lo sciocco fu accompagnato in una camera. La sera si fa una pipatina; ma la principessa scelse una fedele cameriera, la manda da Ivan lo sciocco: «Vai» dice «Chiedigli che razza di indovinello è; promettigli oro e argento a volontà».
La cameriera arriva, bussa; Ivan lo sciocco aprì la porta, quella entrò e chiede dell’indovinello, promette montagne di oro e di argento. Ivan lo sciocco dice: «A che mi servono i soldi! Ne ho già molti. Che la principessa passi l’intera notte senza dormire nella mia camera, allora le spiegherò l’indovinello». La principessa lo seppe, stette in piedi tutta la notte — non dormì. Ivan lo sciocco al mattino le spiegò l’indovinello, che aveva cacciato dal grano il cavallo. E la principessa indovinò.
Ivan lo sciocco propose un altro indovinello: «Stavo venendo da voi, per la strada vedo un lae, presi e lo colpii con un male, il male per il male morì». La principessa di nuovo afferrò il libretto, non riesce a indovinare l’indovinello e chiede tempo fino all’indomani. La sera manda la cameriera per sapere da Ivan lo sciocco la soluzione dell’indovinello: «Promettigli» dice «dei soldi!». «A che mi servono i soldi! Ne ho già molti» risponde Ivan lo sciocco «ce la principessa passi l’intera notte senza dormire nella mia camera, allora le spiegherò l’indovinello». La principessa acconsentì, non dormì la notte e indovinò l’indovinello.
Il terzo indovinello Ivan lo sciocco non iniziò nemmeno a proporlo, ma ordinò di convocare tutti i senatori e propose un indovinello su come la principessa non fosse stata capace di indovinare gli indovinelli e avesse mandato da lui una cameriera per corromperlo con dei soldi. La principessa non poté indovinare neanche questo indovinello; di nuovo mandò da lui a chiedere: promise oro e argento a volontà e voleva rimandarlo a casa a pascolare. Invece no! Di nuovo passò la notte senza dormire; quando lui le ebbe detto a proposito di cosa fosse l’indovinello, indovinarlo non le fu possibile; significava far sapere a tutti come aveva carpito a Ivan lo sciocco anche gli altri indovinelli. E rispose la principessa: «Non lo so». Ecco che con un allegro banchetto si fecero le nozze: Ivan lo sciocco la sposò; vissero felici e contenti, e ancora adesso vivono.

 

♦ “Masha e l’Orso e altre fiabe popolari russe”,
Raccolte da A. N. Afanas’ev

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
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