The Space In Between.

space-between-Marina-Abramović

 

Lo scorso martedì sera mi sono imbarcata in una delle mie serate cinematrografiche da solista.
Ho appoggiato il mio sederone nella PandaMobile e sono partita alla volta DEL Multisala (con la M maiuscola), a 20 km da casa, che a differenza dei consimili della mia zona, è abbastanza chic da potersi permettere la proiezione dei “film-evento”.

Attenzione puntata su “The Space In Between”, docu-film che testimonia il viaggio che Marina Abramović ha intrapreso nel 2013 in Brasile, alla ricerca di una spiritualità più profonda e trascendente.

Bello, ma un tantino al di sotto delle aspettative.
L’artista, sessantasettenne all’epoca del viaggio, sembra aver perso smalto e originalità. Condizione accettabile se la si pensa come naturale evoluzione di un essere umano che, col passare degli anni, va incontro a un possibile calo fisiologico d’energia, ma difficile da concepire in relazione a Marina Abramović.

Nonostante questo, si coglie ancora almeno l’ombra di quel che Marina Abramović è stata e, per quanto mi riguarda, è stata comunque una visione interessante.

Ho letto e sentito critiche feroci riguardo questo documentario e mi rendo conto che, forse, il mio giudizio è “ammorbidito” dall’effetto catartico che le performance della Abramović hanno avuto su di me negli anni.

Non posso negare l’oggettività di alcune delle osservazioni mosse contro “The Space In Between”, ma, personalmente, non ho trovato il passaggio dallo scioccare il pubblico al suggestionarlo così disturbante e deludente.

Un percorso che, compiuto da chiunque altro, risulterebbe emozionante, mentre trattandosi di Marina Abramović dà l’idea di essere di essere quasi banale.
Durante il suo viaggio l’artista ha incontrato guaritori e guaritrici rappresentanti di diverse correnti sciamaniche del Brasile e si è sottoposta ad alcuni dei loro rituali purificatori.
A farmi percepire ancora lo spirito di sperimentazione della Abramović è stata la consapevolezza che ben poche persone provenienti da paesi “civilizzati” si sottoporrebbero a pratiche simili, perfino se fossero la loro ultima speranza. Interventi chirurgici eseguiti con strumenti di fortuna e senza anestesia, intrugli potenzialmente letali e permanenze in contesti naturali sconfinati e ostili.

Quel che più mi è rimasto è un insegnamento, tanto semplice da risultare scontato, ma difficile da vivere nella quotidianità:

Ho capito che la felicità non viene dall’esterno, viene da me. Da dentro.

 

space-between-Marina-Abramović

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Categorie: Arte, Arte Varia, Blog, Film, PolimioVita, PseudoNormalità, Rompiamo il Silenzio, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “The Space In Between.

  1. Esatto, proprio così!
    (Ma vogliamo metterlo una briciola di incoraggiamento di,prop iena esterna?)

    Il film non l’ho visto quindi non posso dire nulla al riguardo.

    Rompiamo il silenzio! Sempre…

    Liked by 1 persona

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