Storie di streghe. #2

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In un certo reame c’era una volta un re; quel re aveva una figlia maga. Accanto al palazzo rele viveva un pope: aveva un figlio di dieci anni, che ogni giorno andava da una vecchia a imparare a leggere e a scrivere. Una volta gli capitò di tornare tardi la sera dalla lezione; passando vicino al palazzo, gettò un’occhiata da una finestrella. A quella finestrella siede la principessa, fa le pulizie: si tolse la testa, la lavò col sapone, la sciacquò con acqua pulita, pettinò i capelli, fece la treccia e rimise la testa al suo posto. Il bambino rimase strabiliato: «Vedi che furba! È proprio una strega!». Tornò a casa e raccontò a tutti che aveva visto la principessa senza testa. Improvvisamente si ammalò gravemente la principessa, mandò a chiamare il padre e gli diede istruzioni: «Se morissi, allora fa restare il figlio del pope a leggere per tre notti accanto a me il salterio». Morì la principessa, la misero nella bara e la portarono in chiesa. Il re chiama il pope: «Hai un figlio?». «Sì, Vostra Altezza». «Che legga» dice «accanto a mia figlia il salterio per tre notti». Il pope tornò a casa e ordinò al figlio di prepararsi.
Al mattino andò il figlio del pope a lezione e sta davanti al libro tutto triste. «Perché sei così triste?», gli chiede la vecchia. «E come non esserlo, se sono perduto per sempre?» «Ma che dici? Sii più chiaro». «Le cose stanno così, nonna! Devo leggere accanto alla principessa, che è una strega!» «Lo sapevo già prima di te! Ma non temere, eccoti un coltellino; quando arriverai in chiesa, traccia intorno a te un cerchio, leggi il salterio e non guardarti mai indietro. Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi mostruosità tu veda, tu continua a leggere, senza farci caso! Ma se ti guarderai indietro, sarai perduto per sempre!» La sera il ragazzo arrivò in chiesa, tracciò intorno a sé col coltellino il cerchio e si concentrò sul salterio. Suonarono le dodici, la lastra della tomba si sollevò, la principessa si alzò, corse fuori e iniziò a gridare: «Ah, ora imparerai dalle mie finestre a guardare e a tutti andarlo a raccontare!». Cercò di lanciarsi sul figlio del pope, ma in nessun modo riesce a superare il cerchio; allora cominciò a far apparire un sacco di cose terribili; solo che, qualsiasi cosa facesse, quello continuav a leggere, non alzava gli occhi. Quando iniziò ad albeggiare, la principessa si precipitò nella bara e di slancio vi cadde distesa alla meglio!
La seconda notte avvenne la stessa cosa; il figlio del pope non ebbe paura di niente, lesse senza sosta fino alla luce del giorno, e il mattino andò dalla vecchia. Quella chiede: «Allora, hai visto cose terribili?». «Sì, nonna!» «Stanotte sarà ancora peggio! Eccoti un martello e quattro chiodi: inchiodaci ai quattro angoli la bara, e quando ti metterai a leggere il salterio, sistema il martello di fronte a te». La sera arrivò il figlio del pope in chiesa e fece tutto quello che gli aveva insegnato la vecchia. Suonarono le dodici, la lastra della bara cadde a terra, la principessa si alzò e iniziò a volare da ogni parte, minacciando il figlio del pope; poi fece apparire cose ancora più terribili delle altre volte: al figlio del pope sembra che in chiesa si sia creato un incndio, la fiamma ha già avvolto tutte le mura; ma quello continua a stare in piedi e legge, senza guardarsi indietro. Verso l’alba la principessa si precipitò nella bara, e subito l’incendio sparì, ogni apparizione svanì! Al mattino arriva in chiesa il re, guarda: la bara è aperta, nella bara la principessa sta a faccia in giù. «Che significa?», chiede al ragazzo; lui gli raccontò quel che era successo. Il re ordinò di uccidere la figlia con un paletto di pioppo nel petto e di sotterrarla, ricompensò generosamente il figlio del pope con denaro e diverse tenute.

 

♦ “Masha e l’Orso e altre fiabe popolari russe”,
Raccolte da A. N. Afanas’ev

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Un pensiero su “Storie di streghe. #2

  1. Che tipo eh…. Cattivella proprio

    Rompiamo il silenzio!
    Ciao
    .marta

    Mi piace

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