Articoli con tag: Врачебный Осмотр

Attesa. #1

attesa-ожидание

Image Credit © VeRA Marte

 

Questo, a mio parere, si chiama “pararsi il c**o”.
Con classe, aggiungerei, per carità, ma pur sempre pararsi il c**o.
(Ebbene sì, ogni tanto mi ricordo di auto-censurarmi le continue volgarità che eruttano dalla mia boccaccia polemica.)

Mi sta bene che non si possa essere marziali riguardo la durata di una visita medica, ma se da oltre un anno a questa parte il ritardo medio fra l’orario dell’appuntamento e quello dell’effettivo ingresso in ambulatorio non è MAI sceso al di sotto dell’ora e 15 minuti, non sono polemica io: c’è qualcosa che non va nell’organizzazione e nella gestione degli appuntamenti, eccome se c’è.

Sarà che dopo il ricovero a sorpresa l’ambiente ospedaliero si è fatto ancora più infido ai miei occhi.
Il riscaldamento a palla non è perché i malati non prendano freddo, ma per stordirli riproducendo le condizioni che provocano i colpi di calore d’estate, così si accasciano e non rompono.
Poi esci e ti ritrovi in 10 centimetri di neve con una temperatura di -3°. Il risultato è che, causa sbalzo termico, ti riammali, devi tornare in ospedale, e così via, in un infinito circolo vizioso.

Va beh, venendo al sodo, mercoledì avevo il controllo con la reumatologa fissato per le 12:30, ma il mio turno è giunto solo all’alba delle 14:00.
Entro e scopro che:

  • Non è vero che con la mia terapia non mi si dovrebbe alzare la febbre: diciamo che è molto poco probabile, ma non impossibile. Come io poi riesca a raggiungere i 39,9° nessuno me lo sa spiegare.
  • Mi hanno dato l’antibiotico senza sospendermi l’immunosoppressore??? Ma come è possibile???
    Così si rischia di prolungare, se non addirittura di peggiorare, l’infezione in corso.
    Peccato che questo fosse come minimo il quarto o quinto ciclo di antibiotici che la sottoscritta si è ingollata nell’ultimo anno.
  • Dimenticarsi della mia riabilitazione??!
    Ma come ho potuto anche solo pensare che potessero aver commesso cotanta oscenità??!
    Il punto sta nella pazienza: finché i valori degli esami non saranno come dicono loro, non è proprio il caso di pensare alla riabilitazione. In ogni caso, giusto perché ho avuto la malsana idea di chiederlo, se tutto sarà in ordine se ne potrebbe perlare verso l’inizio del 2016.
    STICAZZI!!! Aggiungo io.
    (Perdonatemi, ma qui proprio non me la sento di auto-censurarmi.)

Per amor di cronaca, finite le rimostranze, trovo giusto dire anche che, dopo circa 8 mesi di stallo, l’agognata riduzione dei farmaci c’è stata, e questa volta ha addirittura superato le mie aspettative, che tanto erano rimaste deluse la volta scorsa. Da 10 mg di cortisone al giorno a 7,5 mg per tutto il prossimo mese e poi, udite, udite, si passa a 5 mg al giorno fino al prossimo controllo, ai primi di ottobre.

Intanto fuori è tutto bianco, coperto da 15/20 centimetri buoni di neve che in realtà non ho vissuto granché, se non per il mortale gelo casalingo alla facciazza dei caloriferi bollenti, perché questa è stata anche la mia prima settimana di lavoro da casa. Fra l’ufficio, i compiti di russo, il blog e la mia pessima (pessimissima, pessimerrima) gestione degli acquisti (compulsivissimi) online, mi resta poco tempo perfino per guardare fuori dalla finestra.
È curioso come, nonostante ora risparmi le 3 ore giornaliere che di solito mi portano via i vari spostamenti, il tempo continui a rivelarsi troppo poco per tutto quello che vorrei fare. Le due alternative più plausibili sono: fare tutto in maniera abbastanza superficiale oppure dedicarmi a una sola cosa al giorno, però facendola bene.
Il problema è che alcune cose, lo studio del russo su tutte, richiederebbero un minimo d’applicazione quotidiana per portare a dei risultati decenti, quindi il problema rimane.

Detto questo, forse è il caso che io vada a fare almeno un paio di russ-esercizi…

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Preghierina del Giorno. #2

 

Ebbene, oggi tocca a te, dea/dio-delle-analisi-del-sangue!

Passato il periodo dei festoni con compagne e compagni di università, in cui il punto era approfittare dell’occasione per fare più casino di quanto fossimo già abituati a farne, anche il Capodanno ha perso quasi ogni attrattiva sulla sottoscritta. L’unico piacere di tale data, per me, era la doppia mangiata nell’arco di poche ore.
Sì, sono una buona forchetta, mi piace mangiare e , se possibile, farlo bene, e allora?

Quest’anno, però, causa prelievi imminenti, cena dietetica secondo i sacri dettami della Magna Carta che governa il mio stomaco da un tempo che a me sembra immemore, anche se in realtà sono due mesi e mezzo, e cenone di mezzanotte annullato. Premettendo che allo scoccare dell’ora X dormivo, accasciata in una poltrona con i cartoni animati di sottofondo, quando mi sono svegliata, giusto per amor di coerenza, mi sono concessa un cioccolatino e un brindisi a base di limpida e naturalissima acqua minerale.

Fin qui, tutto sommato, nulla di che.
La parte davvero divertente è stato l’ormai leggendario ribaltone dalle scale, andato in scena il giorno dopo in tutta la sua maestosa e scenografica drammaticità. Il giorno successivo ancora, infatti, siamo quindi SOLO al 3° giorno di questo nuovo anno, avevo in programma i prelievi.
Sorvolando sulle attese bibliche e sulla delicatezza da scaricatori di porto degli “addetti ai lavori”, fatta la mia brava donazione per niente volontaria, ho deciso di passare a salutare lo squadrone di angeli che si guadagna da vivere nel reparto in cui ero ricoverata, ovvero coloro che mi hanno impedito di perdere del tutto il senno durante la mia permanenza in ospedale.
Fortuna vuole, a quanto pare ogni tanto si degna di farsi viva, che fosse in turno anche la dottoressa responsabile della sciagurata sottoscritta, a cui, per non mancare di rispetto alle tradizioni, ho pensato bene di sfracellare i maroni con mille domande. Tralascio le varie ed eventuali, e mi concentro sulla notizia bomba: il ruzzolone, avendo colpito il muscolo già sofferente, potrebbe falsare i risultati delle analisi.

Ora, io dico, cosa cazzo sono stata attenta a ogni singola stronzata a fare per un mese e mezzo, se poi era destino che, proprio il pomeriggio prima degli esami, mi cappottassi in un modo capace di comprometterli?

Tirando le somme, oggi pomeriggio l’AnarcoMater si lancerà nella “Missione Ritiro Esiti” e qualcosa mi dice che ci sarà da farsi grasse risate…

La mia pazienza è agli sgoccioli, la mia stabilità mentale è messa anche peggio, dunque, suddetta entità (presunta) superiore, vediamo di non giocare tiri troppo mancini, perché questa volta potrei arrabbiarmi sul serio…

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С Пятницей 13!!!

 

Sono una persona ossessivo-compulsiva, su questo non c’è alcun dubbio, ma superstiziosa no.
Ho una serie di rituali tutti miei che eseguo in maniera maniacale, ma non do adito alle comuni credenze, a meno che io non abbia delle convinzioni del tutto personali che mi portino a farlo.
Per questo il fatto che oggi sia venerdì 13 non mi disturba affatto, anzi, per tutta una serie di ragioni, mi entusiasma, mi riempie di ottimismo.
Si prospetta infatti una giornata piuttosto piena per me.
Mattinata impegnata da una serie di telefonate “burocratiche” e preparativi per la trasferta pomeridiana, causa ennesima visita. Circa 270 km fra andata e ritorno, con l’incognita della “Protesta dei Forconi” che incombe sulla sottoscritta e sugli AnarcoGenitori, promossi ormai da un po’ anche al grado di autisti/assistenti/accompagnatori personali.
Per assurdo, nonostante le mille cose da fare oggi, l’unica cosa su cui riesco a concentrarmi è: cosa mi porto per passare il tempo del viaggio? Quale libro? Quale musica carico nel lettore mp3? Perché di sicuro al ritorno sarà buio e io mi annoio se devo tenere il libro e la lucina in contemporanea. Sì, ce l’ho quella che si attacca al libro, ma fra le mie fisse rientra anche quella che quegli aggeggi malefici li rovinino, i libri, quindi mi serve anche la musica. In italiano? In inglese? In russo? Un po’ di tutte e tre? Boh, ci penserò… Di sicuro non mancheranno carta e penna, ma credo che questo fosse prevedibile e scontato.
Nel frattempo il lato destro della pancia è tornato ad avere un aspetto quasi normale, mentre il lato sinistro è un unico, enorme, per di più dolorante, ematoma viola scuro ma almeno, per chiudere in bellezza, quella di stasera sarà l’ultima delle malefiche iniezioni.

Ora scappo, anche se vista l’ora mi sono lasciata sfuggire ancora una volta l’occasione di smentire la mia fama di ritardataria cronica… -.-”

 

Buon venerdì 13 a tutte e tutti!!!
Всем с пятницей 13*!!!

 
 

*Vsiém s pjátnizej trinazatym!!!

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Buondì! #4

 

Sto sviluppando una seria dipendenza da cotanta sostanza: il caffellatte.

Bevanda che, durante i miei quasi 30 anni, non era neanche mai entrata nel ventaglio delle opzioni possibili, e che si è poi guadagnata con prepotenza il suo posto al sole mentre ero in ospedale.
Come? Semplice!
L’unica alternativa possibile a colazione era il tè più schifoso che io, devota cultrice dell’aromatico infuso in ogni sua forma, avessi mai assaggiato.
E poi, volendo essere anche un po’ più “materiale”, era più sostanziosa.
La colazione era il pasto più atteso durante il ricovero, l’unico che mi desse un minimo di soddisfazione, soprattutto perché, dopo una settimana, avevo trovato un modo per farmi dare due fette biscottate in più ogni mattina! 😛
Risultato è che tuttora faccio colazione con caffelatte e fette biscottate integrali e tuttora è il pasto che preferisco durante la mia dietetica giornata. Chissà, magari è solo perché, dosi misurate a parte, non ha nulla che lo faccia sembrare dietetico…

Da questa graditissima nuova abitudine, la mia mente bacata non poteva non trarre un dilemma esistenziale, ovvero: si scrive caffelatte o caffellatte? O esistono altre varianti ancora? Ad esempio è accettata la variante separata caffè latte?
Che brutta cosa essere linguisti per scelta di vita…
Ogni scemenza si trasforma in un assillo grammatico-ortografico di vitale importanza, capace di farmi arrovellare il cervello per giorni, spesso senza nemmeno giungere alla soluzione dato che, come insegnano nei primi minuti di qualunque corso di linguistica/glottologia/filologia, “la lingua è una creatura viva e in continua evoluzione“.
Per non parlare delle influenze dialettali, che spesso finiscono per rendere accettata e riconosciuta la forma sbagliata e “stonata” la forma giusta…
Voi, ad esempio, come lo scrivete questo squisito intruglio?

Passando alle cose serie…
La visita è andata bene. Sarebbe potuta andare anche meglio, ad esempio con la sospensione immediata delle odiate iniezioni, ma non mi lamento affatto: l’ultimo malefico foro sulla mia povera pancia-colabrodo-Milka sarà infatti quello di domani, alla faccia di chi ce l’ha col venerdì 13!
Un altro piccolo passo avanti verso la mèta della nuova normalità che sto imparando a costruirmi giorno dopo giorno, con lo sguardo sempre ben focalizzato sulla tappa successiva per non adagiarmi sugli allori e/o non perdermi d’animo, ma senza mai dimenticare di fermarmi un istante per poter apprezzare fino in fondo ogni singolo traguardo raggiunto.

E qualunque cosa voi beviate a colazione…

 

Buon giovedì a tutte e tutti!!!
Всем доброго четверга*!!!

 
 

*Vsiém dóbrava cjetvjergá!!!

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Preghierina del Giorno. #1

 

Dea/dio-delle-visite-di-controllo, se esisti, ascolta la mia preghierina e sii buona/o con me!

Io lo so che tutte quelle caramelline, più o meno colorate, devo ingurgitarle per il mio bene, ma abbi un po’ di compassione, almeno le iniezioni sospendimele!
Ho la pancia che sembro la mucca della Milka: pezzata di viola, ma non quel bel viola-cioccolato (??!) così invitante che tutti conoscono, no, viola-ematoma, giusto per non essere banali. Perfino l’effetto sembra una parolaccia: anticoagulante. Magari, e sottolineo magari, se tu me ne liberassi, potrei farla finita anche con la rottura delle medicazioni alla gamba perché, sempre magari, la ferita riuscirebbe finalmente a cicatrizzarsi e a guarire una volta per tutte.

Passi la dieta ferrea e, diciamolo, parecchio snervante, passino gli orari da caserma militare, passi l’andatura claudicante, passi il sonno che fa le bizze, passino gli effetti vari ed eventuali del farma-cocktail quotidiano, passi la toppa sulla gamba per evitare che i pezzetti di crosta saltino via impigliandosi nei vestiti e dando vita a cascate di sangue, ma basta con la pancia-colabrodo!

L’ottimismo per la visita che mi attende fra poche ore è un po’ vacillante, ma c’è.
Se potete, se volete, incrociate tutte le vostre ditina scribacchianti e pensatemi, perché io confido davvero tanto in voi, nella vostra presenza, nel vostro sostegno, nel vostro affetto. L’ho già scritto mille volte, ma in questo periodo difficile la mia già ferma convinzione non ha trovato altro che conferme: siete persone magiche e speciali!

 

Grazie a tutte e tutti di esserci!!!
Всем спасибо*!!!

 
 

*Vsjém spasíba!!!

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