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Solo un altro lunedì…

DAY IN HELL – EXILIA

 

Dear president and plastic wife
I fell wrong and nothin’s right
I never was a princess
I never had a lucky star

No fucking fairy tale life
No more angels, no more chances

Gotta fight for my dream
Gotta think about me

Ready or not – ready or not – ready or not

It’s just another day, it’s just another day
Another day in hell
It’s just another day, another motherfacking day
it’s just another day
Another day in hell

Dear president and plastic wife
I see black and you see white
I never had no better time
No better place, no better life

Don’t forget where I come from
No destination for my world

It’s your perfect boomtown
My generation is burning down

Ready or not – ready or not – ready or not

It’s just another day, it’s just another day
Another day in hell
It’s just another day, another motherfacking day
it’s just another day
Another day in hell

I see, I see the pistols now
Hanging low on leather belts
I see cops forming a police line
I hear shots making world headline
There’s a war on what I believe in,
There a source for the pain in my head,
Everyday of my life
They push me right to the edge and they scream

Jump,it’s just another day
Jump,it’s just another day
Jump,it’s just another day

It’s just another day, it’s just another day
Another day in hell
It’s just another day, another motherfacking day
it’s just another day
Another day in hell

 
 

Si sa, in genere il lunedì è ILday in hell” per eccellenza, ma in quest’ultimo periodo questa ‘suggestiva’ immagine si sta facendo costante. È una di quelle fasi in cui tutto ciò che può andare storto non manca di farlo, alla faccia della mia buona volontà per imparare a cercare sempre il lato positivo delle cose.

Non sono arrabbiata, né demoralizzata, sono solo un po’ stanca di ritrovarmi ad affrontare ogni giorno come fosse una battaglia.

La voglia di fare non manca, l’impegno nemmeno, vorrei solo riuscire a gestire tutto in maniera un po’ più serena, che si tratti di entusiasmanti novità o di assillanti preoccupazioni, ma proprio non mi riesce. La mia tendenza a ingigantire le cose, al momento, mi sta un po’ fregando, bloccandomi proprio in una fase cruciale, in cui i passi già fatti richiederebbero un minimo di equilibrio per consolidarsi, equilibrio che io fatico a trovare.

Cambiare non è mai facile, soprattutto quando il cambiamento non si sostituisce alla quotidianità corrente, ma vi si sovrappone, sotto forma di prospettiva per un futuro diverso. Tenere in piedi entrambe le cose richiede un livello di stabilità che, per ora, sembra essere fuori dalla mia portata e, anche se la determinazione è tanta, fatica e stanchezza la seguono a ruota.

Tornare a scrivere dopo tanto silenzio è uno dei compiti che mi sono auto-assegnata, perché in questi giorni mi è tornato in mente quante volte io abbia sostenuto, nei vari blog, che per me “scrivere è respirare”, e allora, forse, in questa situazione di apnea riprendere a scrivere potrebbe essere un modo, IL modo, per riprendere anche a respirare.

Il tempo è poco, il lavoro e lo studio lo assorbono quasi tutto, ma questa non può essere una scusante per sfruttare male quel che resta, quindi rieccomi qui, a tentare di mettere nero su bianco pensieri ed emozioni.
Durante le vacanze ho ripreso a leggere: almeno mezz’ora al giorno, questo è il nuovo accordo con me stessa. Allo stesso modo credo sia arrivato il momento di negoziare anche sullo scrivere: chissà se io e me riusciremo a trovare un compromesso accettabile…

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Benvenuto Autunno!

Autunno-Осень

San Pietroburgo, Russia

 

Giovedì scorso, 15 Settembre, a Milano è stato il primo giorno al di sotto dei 30°, con tanto di pioggia: era ora!
Unico fastidio, la comprovata incapacità del milanese medio a gestire se stesso e l’ombrello in contemporanea.

Nonostante la temperatura sia finalmente arrivata a un livello tollerabile, per quanto mi riguarda ancora non ci siamo.
Mi rendo conto che, forse, il mio termine di paragone è un tantino irrealistico, ma trattandosi di me la scelta era inevitabile e quasi scontata.

 

Per farvi capire:

15/09/2016. Milano. Ore 6:00. → 20°
Temperatura massima della giornata: 25°

15/09/2016. San Pietroburgo. Ore 7:00. → 8°
Temperatura massima della giornata: 16°

E parlando di oggi:

23/09/2016. Milano. Ore 6:00. → 15°
Temperatura massima della giornata: 23°

23/09/2016. San Pietroburgo. Ore 7:00. → 10°
Temperatura massima della giornata: 10°

 

Non credo servano commenti.

Così, mentre tutti si lamentano da ormai una settimana dell’infausto clima sopraggiunto, sgradito profeta annunciatore della fine dell’estate, io quasi rinasco, galvanizzata come non mai dalla manciata di gradi Celsius in meno.

Ribadendo il concetto con parole più semplici e dirette:

È arrivato l’autunno!

 

Tutti depressi dal progressivo e insesorabile assopirsi della natura, io invece inizio a sentire il cervello che si risveglia.

Certo, il freddo rattrappisce i miei muscoli acciaccati, ma non riesce a scalfire la mia opinione: se fa freddo, non c’è limite al numero di strati sotto cui posso infilarmi, se fa caldo, una volta che sono in mutande cosa faccio?

Vi faccio un altro esempio…

CALDO.
Rientrate dopo una giornata pesante, appiccicaticci e grondanti di sudore.
Vi rinfrescate, vi infilate addosso quel che di più leggero riuscite a trovare nell’armadio, spalancate le finestre seguendo una strategia ben precisa, per far sì che l’aria circoli, aprire il frigorifero e… orrore!
Vi siete dimenticati di mettere qualcosa da bere in fresco, o peggio, qualcuno è arrivato alle scorte prima di voi, ma poi si è scordato di rifornire il frigo.

FREDDO.
Rientrate dopo una giornata pesante, a un passo dall’ibernazione. Vi liberate della tenuta da lavoro, qualsiasi essa sia, sostituendola con numerosi strati di morbidi maglioni di lana e comode felpone di pile, aprite le finestre giusto quei 10 minuti necessari ad arieggiare la casa, tanto semi-congelati come siete non saranno certo quei 10 minuti a uccidervi, soprattutto considerando che ora siete provvisti di un’armatura riscaldante inaccessibile al più infido degli spifferi.
Mentre fate tutto questo, il bollitore che avete messo sul fuoco appena rientrati inizia a borbottare. Cosa manca da fare? Una cosa soltanto: scegliere da quale tè o tisana bollente farvi tenere compagnia.
Mio unico rammarico sarebbe di aver usato, da occidentale, un bollitore al posto di un samovar

Insomma, checché possano dirne gli amanti dell’estate, per me non c’è confronto: non esiste una stagione migliore dell’autunno!

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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