Articoli con tag: Пятница 13

Io sono lo scrittore.

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Io sono lo scrittore.
È così che mi chiamano tutti. I miei amici, i miei genitori, i miei parenti, e anche le persone che non conosco e che tuttavia mi riconoscono in un luogo pubblico e mi dicono: “Lei non è quello scrittore…?” Io sono lo scrittore: è la mia identità.
La gente crede che, in quanto scrittore, la tua vita sia abbastanza tranquilla. Recentemente un mio amico, dopo essersi lamentato per i suoi spostamenti quotidiani tra casa e ufficio, mi ha detto: “Tu, in fondo, la mattina ti alzi, ti siedi alla scrivania e scrivi. Tutto qua.” Non gli ho risposto niente, forse per lo sconforto di rendermi conto fino a che punto, nell’immaginario collettivo, il mio lavoro consista nel non far niente. La gente pensa che non combini nulla, ma è proprio quando non fai niente che lavori di più.
Scrivere un libro è come aprire una colonia estiva. La tua vita, in genere solitaria e tranquilla, viene improvvisamente scombussolata da una moltitudine di personaggi che un giorno giungono senza preavviso e ti stravolgono l’esistenza. Arrivano una mattina, a bordo di un grande pullman, dal quale scendono rumorosamente, eccitati per il ruolo che hanno ottenuto. E tu devi rassegnarti, devi occupartene, devi dargli da mangiare, devi ospitarli. Sei responsabile di tutto. Perché tu, appunto, sei lo scrittore.

♦ “Il libro dei Baltimore”,
di Joël Dicker

 

Lunedì, nel “mondo là fuori”, la vita di tutti i giorni ha ripreso il suo corso.
Io, ancora blindata in casa grazie a una nuova fase acuta di AnarcoPatia, ho scelto di riprendere con questo paragrafo, che apre il primo capitolo de “Il libro dei Baltimore”, l’ultimo romanzo di Joël Dicker, nella speranza che possa essere profetico e portarmi fortuna.

Mi piace molto l’immagine creata da Dicker.
Non è necessario che si tratti di romanzi, e nemmeno di veri e propri personaggi, quando ti metti a scrivere subisci un assedio, un’invasione: immagini, luoghi, suoni, colori, profumi. Interi mondi si riversano nella tua testa da passaggi segreti invisibili, per lasciarla solo quando sta bene a loro.

La prima volta che mi sono ritrovata allettata, ero convinta che avrei scritto tantissimo, invece niente. Al di là delle vene esplose a causa dei farmaci nelle flebo, che mi rendevano quasi impossibile qualsiasi movimento delle dita, la cosa più grave era la testa del tutto vuota. Nessuna idea, zero.

Mi ero convinta che le parole sarebbero state il mio ponte di salvezza per attraversare l’impervio fiume della malattia in cui mi sentivo affogare, ma non è stato così. È subentrato un inaspettato silenzio mentale che mi ha portata a rimuginare sulle cose più di quanto io non facessi già di mio, rendendomi una persona rabbiosa, rancorosa e pessimista.

Questa volta, però, vorrei che fosse diverso.
Risfoderati i libri del caso, mi sono riarmata di carta e penna e mi sono rimessa a studiare e a esercitarmi.
Mi ci sono voluti tre anni, ma c’è una lezione che, alla fine, sono stata costretta ad imparare, ed è questa: quando il corpo non ti assiste, punta tutto sulla mente.
Concentrati su quello che sai e su come trasformarlo in un’opportunità di svolta, approfondisci e specializzati, così da poterti dedicare a quello che ti piace e ti appassiona, magari riuscendo anche a trarne dei progetti innovativi o un qualcosa di unico da offrire sul piano professionale, a cui nessun altro sia in grado di tenere testa.

E allora, in quest’ottica, viviamoci in allegria e assoluta tranquillità questo Venerdì 13, che tanto, per una questione di equilibrio universale superiore, è quasi impossibile che anche la prossima razione di sfiga cosmica sia destinata a me.

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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С Пятницей 13!!!

 

Sono una persona ossessivo-compulsiva, su questo non c’è alcun dubbio, ma superstiziosa no.
Ho una serie di rituali tutti miei che eseguo in maniera maniacale, ma non do adito alle comuni credenze, a meno che io non abbia delle convinzioni del tutto personali che mi portino a farlo.
Per questo il fatto che oggi sia venerdì 13 non mi disturba affatto, anzi, per tutta una serie di ragioni, mi entusiasma, mi riempie di ottimismo.
Si prospetta infatti una giornata piuttosto piena per me.
Mattinata impegnata da una serie di telefonate “burocratiche” e preparativi per la trasferta pomeridiana, causa ennesima visita. Circa 270 km fra andata e ritorno, con l’incognita della “Protesta dei Forconi” che incombe sulla sottoscritta e sugli AnarcoGenitori, promossi ormai da un po’ anche al grado di autisti/assistenti/accompagnatori personali.
Per assurdo, nonostante le mille cose da fare oggi, l’unica cosa su cui riesco a concentrarmi è: cosa mi porto per passare il tempo del viaggio? Quale libro? Quale musica carico nel lettore mp3? Perché di sicuro al ritorno sarà buio e io mi annoio se devo tenere il libro e la lucina in contemporanea. Sì, ce l’ho quella che si attacca al libro, ma fra le mie fisse rientra anche quella che quegli aggeggi malefici li rovinino, i libri, quindi mi serve anche la musica. In italiano? In inglese? In russo? Un po’ di tutte e tre? Boh, ci penserò… Di sicuro non mancheranno carta e penna, ma credo che questo fosse prevedibile e scontato.
Nel frattempo il lato destro della pancia è tornato ad avere un aspetto quasi normale, mentre il lato sinistro è un unico, enorme, per di più dolorante, ematoma viola scuro ma almeno, per chiudere in bellezza, quella di stasera sarà l’ultima delle malefiche iniezioni.

Ora scappo, anche se vista l’ora mi sono lasciata sfuggire ancora una volta l’occasione di smentire la mia fama di ritardataria cronica… -.-”

 

Buon venerdì 13 a tutte e tutti!!!
Всем с пятницей 13*!!!

 
 

*Vsiém s pjátnizej trinazatym!!!

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