Articoli con tag: Языки

Giornata Internazionale della Lingua Russa 2017

 

Chi non condivide la mia famigerata russofilia potrebbe non sapere che oggi, 6 giugno, si celebra l’anniversario della nascita del signor Александр Сергеевич Пушкин (Aleksandr Sergeevič Puškin; 6 giugno 1799, Mosca – 10 febbraio 1837, San Pietroburgo) e, dal 2010 per proclamazione dell’ONU, anche la Giornata Internazionale della Lingua Russa.

Poeta, saggista, scrittore e drammaturgo del romanticismo russo, Puškin è considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea e le sue opere sono state fonte di ispirazione per numerosi scrittori, compositori e artisti.
Proprio “ispirazione”, in russo вдохновение, è la parola con cui ho festeggiato la Giornata Internazionale della Lingua Russa del 2017. Una parola imparata dai fantastici cartoni animati di Masha & Orso e poi riutilizzata, riscuotendo un enorme successo, durante l’esame orale per la Certificazione Internazionale TORFL.

Fra la definizioni di “ispirazione” fornite da Il Nuovo De Mauro, tengo in modo particolare a sottolineare le due che seguono:

  • potenza immaginativa, impulso che spinge alla creazione di un’opera dell’intelletto, specialmente artistica; motivo ispiratore di un’opera intellettuale o artistica
  • disposizione, impulso improvviso dell’animo che spinge ad agire in un determinato modo; intuizione, idea brillante

Qual è il legame fra le due cose? Semplice!
È così che mi sento ogni volta che mi immergo nella meravigliosa lingua russa: ispirata.

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

Annunci
Categorie: Arte Varia, Autori, Blog, Letteratura, Libri, Malattie Rare, PolimioVita, PseudoNormalità, Rompiamo il Silenzio, Russia, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Giornata Europea delle Lingue.

giornata-europea-lingue

 

Oggi, 26 settembre, si celebra la Giornata Europea delle Lingue, proclamata il 6 dicembre 2001 dal Consiglio d’Europa, con il patrocinio dell’Unione Europea.

Obiettivi di questa giornata sono la sensibilizzazione sull’importanza dell’apprendimento delle lingue per migliorare il plurilinguismo e la comprensione interculturale, promuovere la diversità linguistica dell’Europa e incoraggiare uno studio delle lingue esteso a tutta la vita.

Averne scoperto l’esistenza solo pochi giorni fa mi ha fatta stupire di me stessa: com’è possibile che non ne sapessi nulla??!

Sono quasi sicura che oggi, in Italia, saranno tutti concentrati sulla Giornata Mondiale di Qualunque-Cosa-È-Più-Importante-Delle-Lingue, forse per questo non ne avevo mai sentito parlare prima.

Stando alle indagini degli ultimi anni, infatti, il “Bel” Paese mantiene salda la sua posizione fra i peggiori in Europa riguardo la conoscenza della lingua straniera per eccellenza, l’inglese.

Io, che alle lingue straniere ho dedicato buona parte delle mie energie, del mio tempo e, più in generale, della mia vita, credo di poter dire che l’italiano medio è convinto che il nostro animato gesticolare abbia un potere comunicativo molto più efficace delle parole, così tende a improvvisare le lingua enfatizzando la mimica, e riuscendo in questo modo a renedere “maccheronica” qualsiasi lingua in cui decida di cimentarsi.

Egregi Signori, stimate Signore, mi duole informarvi che le cose non vanno proprio così.

Sapere una lingua straniera significa dedicarle l’intera vita, perché non esiste un punto d’arrivo da raggiungere, un traguardo da tagliare, esistono solo vocaboli, espressioni idiomatiche e strutture linguistiche da imparare, in continuazione, giorno dopo giorno.

Ne sa qualcosa l’AnarcoSocio che, dopo lo sciagurato incontro con la sottoscritta, si è ritrovato a confrontarsi con fenomeni quali la valenza semantica degli accenti, le riduzioni vocaliche, le consonanti vocalizzate, le coppie aspettuali dei verbi; tutte cose che, nello specifico, riguardano le lingue slave, dato che questo è il mio principale “campo d’azione”.
In fondo, però, chi non si è mai scontrato con i paradigmi dei verbi inglesi, con le lettere mute del francese, con i generi e le declinazioni del tedesco?

Imparare sul serio una lingua è faticoso, richiede impegno e dedizione, perché la differenza fra sapere una lingua e barcamenarcisi, il classico “farsi capire” all’italiana, non è cosa da poco.
C’è un abisso fra scimmiottare quel che si crede di star dicendo, nella speranza che i gesti chiarifichino eventuali dubbi dell’interlocutore, e padroneggiare le modalità comunicative proprie di ogni lingua.

Alla luce di tutto questo, in questa giornata proclamata per poi essere dimenticata, quanto meno dall’Italia, vorrei lanciare un piccolo appello: smettetela di chiedere a noi, bistrattati linguisti, cosa ce ne facciamo della grammatica approfondita e di tutte le regole fonetiche, morfologiche, lessicali, semantiche e sintattiche con cui ci facciamo scoppiare il cervello.

La risposta è una, quasi banale nella sua semplicità: noi, con tutta quella “robaccia”, ci muoviamo nelle retrovie, permettendo non solo la reale interazione fra paesi e culture diverse, ma anche una migliore qualità di vita a chi le lingue le guarda con supponenza, ritenendole inutili.

Siamo noi a tenere i rapporti lavorativi con i collaboratori esteri, noi a dedicarci al ramo traduttivo permettendo a ognuno di leggere un libro o guardare un film nella propria lingua d’appartenenza, noi a portarvi in giro per il mondo, non solo facendovi da guide, ma anche risolvendovi qualunque eventuale magagna vi capiti mentre vi godete le vacanze in un paese in cui sapete a mala pena salutare e ringraziare, sempre noi, attraverso l’insegnamento, a far sì che le nuove generazioni siano più “cittadine del mondo” delle precedenti.

Insomma, noi siamo ripetitori in carne o ossa, in grado di trasmettere dati e informazioni anche quando “non c’è campo” e la nostra batteria non si scarica mai, perché a muoverci è la passione per quello che facciamo.

 
 

Rompiamo il Silenzio…
… in tutte le lingue del mondo!

 
 

Categorie: Arte Varia, Blog, Buoni Propositi, Capita anche a me..., PolimioVita, PseudoNormalità, Rompiamo il Silenzio, Russia, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Eight Days a Week

the-beatles

 

Si è conclusa ieri, 21 settembre 2016, la proiezione del film-documentario «Eight Days A Week – The touring years», con cui Ron Howard ha scelto di rendere omaggio alla più grande band di tutti i tempi: The Beatles.

Da che parte cominciare?
Forse dall’immenso rimpianto di non essere vissuta negli anni ’60, quando la musica era più vissuta e meno monetizzata, sia per chi la faceva che per chi l’ascoltava.
Questo non toglie che i grandissimi nomi abbiano fatto soldi a palate, ma il prezzo da pagare era molto più alto di quanto non sia oggi, epoca in cui i “musicisti”, o sedicenti tali, riescono a guadagnare soldi perfino con un semplice e banale click del pubblico.

È stato curioso sentire persone che hanno avuto modo di ascoltare i Beatles “in tempo reale”, lamentarsi perché il film era in inglese con sottotitoli in italiano.
È vero che i sottotitoli attirano lo sguardo distraendolo dall’immagine, ma è vero anche che a me non era neanche passato per la testa che potesse essere doppiato.

Purtroppo non ho mai avuto la buona abitudine di approfondire la biografia dei musicisti che ascolto, lo faccio di rado perfino con gli autori che leggo, quindi figuratevi. Questo documentario, però, è stato un’esperienza commovente, un viaggio nel tempo di due ore e un quarto, un salto indietro di oltre 50 anni che mi ha catapultata in una realtà che mi ha conquistata.
Io, che nel mondo odierno mi sento sempre un po’ fuori luogo, ho scoperto che è esistito un periodo, fra l’altro neanche così lontano, in cui il mio essere alienata a causa di passioni più o meno condivise dalle masse, sarebbe stato la “normalità”. Un periodo in cui l’aspirare a fare della propria arte un’attività a tempo pieno non era visto come un’infantile e idealista utopia.

È stato interessante sentir svelare le origini autobiografiche di alcune canzoni e scoprire di più sulle personalità dei “Fab Four” di Liverpool, al punto che mi sono vergognata a morte dell’immensa ignoranza in cui galleggiavo quando, ragazzina in vacanza studio, mi è capitata la fortuna di visitare il museo loro dedicato proprio a Liverpool.

Con questo film Ron Howard non ha voluto celebrare l’immensa fama dei Beatles, ma ha voluto mostrare quali conseguenze questa fama abbia avuto sulle loro vite, personali e artistiche.
Venticinque concerti in trenta giorni, attraverso tutti gli Stati Uniti. Nella famosissima esibizione allo Shea Stadium di New York City, con 56.000 spettatori in delirio, i visi sono tirati, gli occhi stanchi, nonostante l’evidente sforzo per continuare a sorridere. Il grido d’aiuto di John Lennon nella canzone “Help!” mi ha colpita come un pugno allo stomaco.
La sensazione che ho provato io è stata che un sogno può spiccare il volo, ma se vola troppo in alto e troppo in fretta, non ti lascia il tempo di abituarti all’improvvisa mancanza d’ossigeno, finendo per soffocarti.

È stato davvero tremendo sbattere il naso contro il fatto che anche le aspirazioni più genuine, una volta realizzate, possono trasformarsi da inesauribili forze motrici a inarrestabili schiacciasassi che ti travolgono, annientandoti sotto il loro insostenibile peso.

Mi ha fatto riflettere parecchio sulla fase che sto vivendo.
Su quanto io mi stia perdendo il bello del viaggio perché troppo concentrata sulla meta, senza alcuna certezza che, se mai la raggiungerò, si riveli come io mi ostino a immaginarla.

 

E proprio con quel grido vorrei chiudere questo post, perché rimanga a monito dell’estrema delicatezza con cui sarebbe opportuno maneggiare i sogni.

 

 
 

Rompiamo il Silenzio…
…magari con della buona musica!

 
 

Categorie: Arte Varia, Blog, Film, Musica, PolimioVita, PseudoNormalità, Rompiamo il Silenzio, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Libri, Книги, Książki, Knjige, Books, Bücher… #1

 

Domani la Anarchiche Fiamme compiono un anno e mezzo e, con mio profondo senso di orrore e vergogna, ho realizzato solo stamattina che fra le mie mille saghe numerate, non ne ho ancora istituita una dedicata alla mia passione più grande: i libri.

Mi è venuto in mente di scriverne perché oggi ho ricevuto i primi 9 dei ben 16 libri che dovrebbero giungere fra le mie avide grinfie entro la fine di questa settimana.
Troppi? Non direi.

I libri non sono MAI troppi.

Oltre a narrativa varia, soprattutto thriller, sono in fase “facciamoci del male” e mi sto ingozzando di diari e libercoli vari sull’essere scrittrici/ori, tutti vergati dalle penne di grandi autrici/ori più o meno tormentate/i: Virginia Woolf, Franz Kafka, Sylvia Plath, Raymond Carver, Ray Bradbury, il tutto condito da un po’ di Gianni Rodari, che non fa mai male. Come accompagnamento altri manuali di scrittura e psico-libri sulle potenzialità terapeutiche dello scrivere. Insomma, libri che parlano di libri e scritti che parlano dello scrivere, ma che questo fosse il mood del momento credo l’aveste ormai già capito tutti.
Non chiedetemi recensioni, non sono proprio capace di farle, ma di sicuro se qualcuno dei nuovi acquisti dovesse rivelarsi meritevole di essere in qualche modo citato, prometto che non mancherò di farlo.

Non sono a caccia di ispirazione, ma di ordine.
La mia scrittura ha risentito, non poco aggiungerei, dello scossone emotivo, e ora ho bisogno di ridarle forma, di trovare la mia nuova via d’inchiostro, per riprendere a vivere la pagina bianca col giusto spirito. Non ho smesso di scrivere, anzi, ma fra un tentativo e l’altro, alcuni più o meno riusciti, altri davvero pessimi, mi dedico a letture che spero possano rivelarsi buone consigliere e suggeritrici di punti di vista interessanti finora inesplorati.

E ora, con permesso, vado a “riempirmi” la pancia con la mia magra cena dietetica, per poi dedicarmi in assoluta pace alle ultime 90 pagine del quarto libro del 2014!!!

Categorie: Abisso, Arte Varia, Autori, Blog, Поток Сознания, Чернила, Flusso di Coscienza, Inchiostro, Ink, Libri, PseudoNormalità, Russia, Sclero, Scrittura, Sproloqui d'Inchiostro, Stream of Consciousness, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: