Articoli con tag: AnarcoNipotino

Sarebbe possibile?

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Grazie all’AnarcoPatia mi ritrovo, per l’ennesima volta, a trascorrere le feste a dieta.

Sfornare tre teglie di biscotti al cioccolato, con cui riempire le calze degli AnarcoNipotini, senza assaggiarne neanche uno non è da tutti e, di sicuro, non è da me: nonostante questo ce l’ho fatta.

Alla luce di questo, cara Signora Befana, per quest’anno sarebbe possibile sostituire i dolciumi che non potrò permettermi di rubacchiare con qualcos’altro?
Non saprei, delle gambe sane, ad esempio, o delle braccia funzionanti, o magari anche un fegato un po’ meno intossicato dai farmaci.
Lo so, lo so, sono la solita esosa, quindi abbasserò un po’ il tiro, ripiegando sui libri, come prevedibile, ma anche un posto tutto mio dove custodirli, leggerli, tradurli e, chi lo sa, magari anche iniziare a scriverli sul serio, in parallelo a un nuovo lavoro più consono alle mie condizioni di (non) salute.
Ancora troppo, eh? Va bene, allora rilancio con un po’ più di forza, innanzi tutto emotiva, ma anche fisica, perché è proprio quella a mancarmi: l’energia. L’energia per restare sveglia un’ora in più la sera per leggere, scrivere o anche solo per riuscire a vedere un film fino alla fine, l’energia per stare in piedi il tempo necessario a visitare una mostra con l’AnarcoSocio, l’energia per impastare e poi stendere un intero panetto di pasta frolla al cacao, perché come i biscotti della zia non ce n’è.

Insomma, per quest’anno sarebbe possibile avere una calza piena di serenità e di un pizzico di “normalità”?
Così, giusto per cambiare un po’…

 

Buona Epifania 2017!!!

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Ottobre Rosso.

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Image Credit © VeRA Marte

 

Scherzetto! Nonostante la mia conclamata russofilia, questo post nulla ha a che fare con gli eventi della rivoluzione d’ottobre avvenuta nel 1917 nella Grande Madre Russia.

L’unico sangue versato è stato il mio, infatti ho iniziato il mese con l’abituale gita trimestrale al Centro Prelievi: vi lascio immaginare con quale gaudio io abbia accolto il trillo della sveglia sabato mattina.

Non ho grandi aspettative rispetto a questo giro di analisi, forse perché le mie aspettative non coincidono mai con gli esiti effettivi, positivi o negativi che siano.

Spiegare la mia apparente indifferenza, in fondo, è semplice: arriva un momento in cui smetti di lasciarti ossessionare dai numeri stampati sui referti, e inizi a concentrarti su quale sia stato il reale impatto della malattia sulla tua vita e su cosa significhi davvero conviverci giorno dopo giorno.

Dopo aver pianto, dopo essermi arrabbiata, dopo aver finto che non fosse mai successo nulla, non ho potuto fare altro che prendere atto della realtà.

Così ho imparato a riposare gli occhi da computer e televisione almeno ogni due ore, a non sacrificare preziosi minuti di sonno per niente al mondo, a organizzare i pasti in modo da non interferire con l’assunzione dei farmaci.

Quelli nella foto, ad esempio, sono i miei 11 giorni di vacanza a Praga.
Una bella rottura, certo, ma nulla di ingestibile una volta preso il ritmo.

Quando i medici mi dicevano “Sarà una cosa lunga”, non avevo idea che si stesse parlando di anni, e per un sacco di tempo ho vissuto posticipando tutto a “quando sarei stata meglio”. Di sicuro la situazione è migliorata, ma col tempo ai benefici della terapia si sono aggiunti anche gli effetti collaterali, e la sensazione di prigionia si è amplificata.

Dover accettare di stare male per non stare peggio è una gran fregatura.

A un certo punto, però, è stata proprio questa consapevolezza a spingermi a ripartire, a riprendere le redini e le misure della mia (nuova) vita.
Seppur con ritmi molto più blandi, ho ripreso a scrivere, a leggere, a studiare e tradurre, ad andare fuori a cena e al cinema da sola in settimana.
Sono perfino tornata all’estero, prendendo un aereo e scarrozzandomi i bagagli.

Il prossimo obiettivo, tanto banale quanto complicato se si pensa che da mesi ho in nervi delle mani infiammati, è tornare a impastare biscotti di tutte le forme per gli AnarcoNipoti.

Sono convinta che a Leti non dispiacerà affatto riprendere questa vecchia abitudine ma, soprattutto, con ben 6 dentini già attivi e con il 7º e l’8º in arrivo, è proprio ora che anche Tommi si unisca a noi!

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Tommaso

Giovedì 21 Settembre 2015 – Ore 03:17
Benvenuto Tommaso!!!

È diffuso in tutta Italia, soprattutto nel Lazio e in Sardegna, anche nelle varianti Tomaso, Tommasino, Tomasso, Tomassino e nelle forme abbreviate Maso, Masino, Massino, tutte in uso anche al femminile. Alla base è il soprannome dell’apostolo dei Vangeli divenuto famoso per la sua incredulità a proposito della resurrezine di Cristo, fatto a cui credette solo dopo averne toccato le piaghe con il dito. Da quell’episodio il nome Tommaso è stato assunto come simbolo di incredulità, riferito alle che non credono finché non sperimentano i fatti con la propria mano. È un nome ampiamente diffuso in ambienti cristiani per il culto dello stesso apostolo, detto Didimo, patrono dei muratori e dei carpentieri; di San Tommaso d’Aquino, filosofo e teologo domenicano del Duecento, grande studioso in campo teologico, filosofico e scientifico, onorato come patrono degli studenti e festeggiato il 7 marzo; del beato Tommaso da Celano compagno e biografo di san Francesco; di san Thomas Becket, assassinato nella cattedrale di Canterbury nel 1170, ricordato il 29 dicembre; di san Tommaso Moro, statista e umanista inglese del XVI secolo, consigliere e ministro di Enrico VIII d’Inghilterra che lo fece giustiziare per tradimento. Tra i personaggi di maggior rilievo si ricordano i filosofi Campanella (1568-1639) e Hobbes (1588-1679); Tommaso Aniello detto ‘Masaniello’, capopopolo della rivolta napoletana contro gli Spagnoli nel 1647; lo scienziato statunitense Edison; il pittore del Quattrocento Masaccio; gli scrittori Tommaso da Celano e Thoas Mann (1875-1955); il poeta e letterato dell’Ottocento Grossi (1790-1853); il poeta e drammaturgo statunitense Stearns Eliot, morto nel 1965. Mai stanco, dotato di un’intelligenza raffinata e di uno spirito vivacissimo, Tommaso è un filosofo nato, uno scienziato brillante, un dotto, un erudito dedito alla lettura e agli studi. Contrariamente a quanto si possa pensare, non ama la soitudine del suo scrittoio ma fa dell’amicizia un punto fermo della propria vita. Generoso, dolce, stabile, fedele, è un marito di cui andare fieri e un padre davvero premuroso, che ama condividere con i propri figli le scoperte e le ricerche che conduce.

Nomi & Nomi, Ed. DEMETRA

 

Lasciarla senza un degno compare di malefatte sarebbe stato un delitto, così a poco più di due anni e mezzo dal debutto dell’AnarcoNipotinA, è fra noi anche l’AnarcoNipotinO.
Ahimè, temo che invece di dimezzarsi, la mia SiZA cronica raddoppierà…

Ben arrivato piccolo, tenero, tostissimo Tommy!!!

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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