Articoli con tag: Buongiorno

Buondì! #4

 

Sto sviluppando una seria dipendenza da cotanta sostanza: il caffellatte.

Bevanda che, durante i miei quasi 30 anni, non era neanche mai entrata nel ventaglio delle opzioni possibili, e che si è poi guadagnata con prepotenza il suo posto al sole mentre ero in ospedale.
Come? Semplice!
L’unica alternativa possibile a colazione era il tè più schifoso che io, devota cultrice dell’aromatico infuso in ogni sua forma, avessi mai assaggiato.
E poi, volendo essere anche un po’ più “materiale”, era più sostanziosa.
La colazione era il pasto più atteso durante il ricovero, l’unico che mi desse un minimo di soddisfazione, soprattutto perché, dopo una settimana, avevo trovato un modo per farmi dare due fette biscottate in più ogni mattina! 😛
Risultato è che tuttora faccio colazione con caffelatte e fette biscottate integrali e tuttora è il pasto che preferisco durante la mia dietetica giornata. Chissà, magari è solo perché, dosi misurate a parte, non ha nulla che lo faccia sembrare dietetico…

Da questa graditissima nuova abitudine, la mia mente bacata non poteva non trarre un dilemma esistenziale, ovvero: si scrive caffelatte o caffellatte? O esistono altre varianti ancora? Ad esempio è accettata la variante separata caffè latte?
Che brutta cosa essere linguisti per scelta di vita…
Ogni scemenza si trasforma in un assillo grammatico-ortografico di vitale importanza, capace di farmi arrovellare il cervello per giorni, spesso senza nemmeno giungere alla soluzione dato che, come insegnano nei primi minuti di qualunque corso di linguistica/glottologia/filologia, “la lingua è una creatura viva e in continua evoluzione“.
Per non parlare delle influenze dialettali, che spesso finiscono per rendere accettata e riconosciuta la forma sbagliata e “stonata” la forma giusta…
Voi, ad esempio, come lo scrivete questo squisito intruglio?

Passando alle cose serie…
La visita è andata bene. Sarebbe potuta andare anche meglio, ad esempio con la sospensione immediata delle odiate iniezioni, ma non mi lamento affatto: l’ultimo malefico foro sulla mia povera pancia-colabrodo-Milka sarà infatti quello di domani, alla faccia di chi ce l’ha col venerdì 13!
Un altro piccolo passo avanti verso la mèta della nuova normalità che sto imparando a costruirmi giorno dopo giorno, con lo sguardo sempre ben focalizzato sulla tappa successiva per non adagiarmi sugli allori e/o non perdermi d’animo, ma senza mai dimenticare di fermarmi un istante per poter apprezzare fino in fondo ogni singolo traguardo raggiunto.

E qualunque cosa voi beviate a colazione…

 

Buon giovedì a tutte e tutti!!!
Всем доброго четверга*!!!

 
 

*Vsiém dóbrava cjetvjergá!!!

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Mese Nuovo, Pantaloni Vecchi.

Image Credit © VeRA Marte

 

Ieri è iniziato dicembre e sui blog di WP è tornata la neve virtuale, l’unica che, tutto sommato, quasi mi piace.

Il mese non è l’unica cosa nuova.
Gli ormai famosi mercatini, ad esempio, sono un’assoluta novità di quest’anno, qui a VeraLandia. Pur non essendo una fervente sostenitrice di tutto ciò che è Natale e dintorni, devo ammettere che mi sono piaciuti. Sono tornata a casa con una pochette in panno viola con dettagli floreali neri e con un memory, sì il gioco, e una valanga di segnalibri di una ragazza davvero bravissima! Più una serie infinita di bigliettini da visita pieni di siti e contatti: tema natalizio a parte, adoro l’artigianato.

Il guasto all’impianto elettrico rimane un enigma. L’AnarcoPater era convinto di aver individuato il problema, ma a detta del tecnico, che se n’è andato circa un’ora e mezza fa, è tutto in ordine, quindi chi vivrà, capirà. Forse.

Altre newzzz giungono dall’ufficio. Da stamattina, infatti, riprendo a lavorare da casa. Io ormai sarò anche web-dipendente, ma vista la situazione, sia lodato l’inventore di internet!
Continuo a non ricevere lo stipendio di ottobre, ma il fatto che mi abbiano inviato un contratto per dicembre è un segnale positivo, significa che non hanno intenzione di liquidarmi, e questo per me è già qualcosa, pazienza se per qualche mese la situazione sarà “traballante”. In più è un modo come un altro per fare un altro passo avanti verso la nuova organizzazione dei miei tempi e dei miei spazi, sempre nell’ottica di ritagliarmene alcuni solo per me e per le mie passioni e di imparare a mantenerli anche dopo la ripresa definitiva della mia vita.

Fra una settimana ci sarà il prossimo giro di riduzione dei farmaci e, se il fato mi assiste, fra dieci giorni potrei addirittura essere graziata con la sospensione definitiva delle iniezioni. Nel frattempo la dieta inizia a farsi più ragionevole. Ora mi è concessa una pizza a settimana, margherita o al prosciutto, e perfino il dolce, sempre una volta a settimana, e a proposito, i miei muffins double chocolate erano BUO-NIS-SI-MI!!! Nonostante questo, il peso continua a scendere. Per fortuna, aggiungerei, visto che secondo i medici sono soltanto a metà del mio percorso dietetico. Scongiuro di eventuali effetti collaterali a parte, il mio peso deve calare ancora per risparmiare al mio sistema muscolare bacato del carico extra, non sia mai che decida di fare le bizze di nuovo. Proprio da questo fatto nasce il post di oggi. Ieri infatti, per la mia prima uscita ufficiale post ospedale, ho deciso di provare a sfoderare i pantaloni più pesanti che abbia mai avuto (vedi foto: pantaloni neri). Considerato che da circa un mese e mezzo vengo tenuta in cattività a climi tropicali, volevo essere sicura di coprirmi per bene prima di avventurarmi nel grande gelo di cui tutti mi raccontano da settimane. Il punto sta nel fatto che in quei pantaloni non riuscivo ad entrarci da circa un anno e mezzo. Quando sono riuscita a infilarli e allacciarli senza difficoltà mi è venuta l’idea malata di fotografarli insieme a quelli che indossavo il giorno in cui hanno deciso di ricoverarmi (vedi foto: pantaloni grigi).

Che dire?
Forse, cercando di prenderla con ottimismo, è vero che non tutti i mali vengono per nuocere.

 

Buona settimana e buon dicembre a tutte e tutti!!!
Всем весёлой недели и доброго декабря*!!!

 
 

*Vsiém visiólai njedjegli i dóbrava dikabriá!!!

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Improbabili Bontà… #2

Image Credit © VeRA Marte

 

Et voilà!
Muffins double chocolate serviti!

Io in realtà avevo in mente di presentarli guarniti con crema di burro al cioccolato e zuccherini colorati, ma…
Eh sì, c’è sempre un MA
Nel caso specifico si tratta di: MA ieri sera alle 18:30 circa l’impianto elettrico è andato a farsi fott… ehm… benedire. Individuare quale fosse l’anello guasto della catena ha richiesto un tempo indeterminato, ritardando non di poco la tabella di marcia della sottoscritta, che come tutti i comuni mortali, ha una cucina dotata di forno elettrico. Per farla breve, l’ultima sfornata è avvenuta a un orario e a livelli di stanchezza improponibili, così ho deciso che, come primo esperimento, potevo accontentarmi.
Lo so, lo so, se fossi una persona seria mi sarei procurata anche dei fighissimi pirottini in carta fantasia multicolor, ma io non sono una persona seria e, sebbene consapevole delle smisurata attenzione che la pasticceria d’oggi presta all’estetica, continuo a preferire la sostanza.

Nel frattempo il meteo sembra aver avuto pietà di me, quindi ho deciso che dopo pranzo porterò il mio didietro ai mercatini. Per l’occasione mi concederò il lusso di provare un make up tutto nuovo, ordinato online come tutti i miei acquisti dell’ultimo mese e mezzo. Colori naturali, neutri, un esperimento in vista del mio proposito di prendermi cura di me stessa come si deve, colori che possano andar bene per un look quotidiano, che dica che mi voglio bene, ma che lo faccia senza dare troppo nell’occhio.
Piccoli gesti, che spero di riuscire a far diventare routine, in modo da riuscire a mantenerli anche quando rientrerò in ufficio, per non dimenticarmi più che la cosa più importante sono io.

Ora però scappo, i mercatini mi aspettano!

 

Buona domenica a tutte e tutti!!!
Всем весёлого воскресенья*!!!

 
 

* Vsiém visiolava vaskrjesjenja!!!

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Programma Elettorale. #1

 

Oggi davvero non riesco a svegliarmi…

A dire il vero mi sono svegliata 20 minuti prima del solito per concedermi una luuunga e rilassante doccia fresca prima di uscire di casa in direzione eco-bolla-smogghica, che in Verese (leggi: la Lingua di Vera) è il sinonimo per la “ridente” metropoli di Milano. Ciò significa che sono “sveglia” da ormai 5 ore, ma il cervello ancora non dà segni di voler seguire la carcassa fisica.

Preso atto della situazione, comprenderete come possa essere nata la seguente riflessione…

La matematica non è mai stata il mio forte, ma per qualche ignota ragione nutro una malsana passione per le proporzioni. Si chiamano così??? Boh… Chi lo sa… In linguistica le definirei sillogismi… Ma veniamo al dunque.

 

2 : 7 = x : 12

x = 3,4

 

Cosa significa? Semplice!

Partiamo dal presupposto che su una settimana di 7 giorni, 2 di riposo sono una palese sproporzione contro i 5 di lavoro.
Questa evidente ingiustizia universale si fa però ancora più evidente se si pensa alle vacanze. Mantenendo la proporzione, già pessima, della settimana, ci spetterebbero circa 3,4 mesi di vacanza all’anno.

Ma io dico e mi domando: possibile che nessuno ci abbia mai pensato?
Ma soprattutto: possibile che nessuno sia mai insorto??? o_O

Basta! Ho deciso che questo sarà uno dei punti cardine del programma elettorale del Movimento 2 Balle (Rigonfie)!!!

 

Buon giovedì!!!
Весёлого четверг!!!

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Buondì! #3

 

Stamattina ho deciso che voglio un jet privato. Va bene anche un elicottero, ma perché no?, perfino una mongolfiera!
L’importante è: basta treni!

Decido che per oggi ho già scritto abbastanza, apro WP e… l’app è impallata! Mappor*☠☢☒*☹☠!!!
Disinstallo, la recupero, faccio per reinstallarla e… è saltato il 3G! A-ri-por*☠☢☒*☹☠!!!
Smanetto un po’ con le impostazioni, rifaccio l’accesso (che mi accetta solo al secondo tentativo)… et voilà!

Tutto ‘sto casino solo per darvi il buongiorno! ;D

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Il Mese dell’Attesa.

 

Luglio. Come accennavo ieri, il mese dell’attesa.

Aspetto, senza poter alzare più di tanto la testa, di sapere se a settembre avrò ancora un lavoro.

Aspetto agosto, quando sarò finalmente a casa, da sola. Un sacco di tempo per riposarmi e prendermi cura di me stessa. Tempo per il sonno, per la dieta sana e per l’attività fisica. Tempo per leggere, scrivere e studiare.

Aspetto, sistemando le ultime cose, che arrivino i documenti dalla Russia per poter fare la richiesta del visto.

La Russia. IL viaggio.
La voglia, già a priori, di non tornare più.
Realizzare che ormai manca un mese e mezzo e di colpo sentirla così vicina, forse fin troppo. Sentirmi emozionata e impreparata allo stesso tempo.
La consapevolezza, a dire il vero un po’ triste, che quando avrò finalmente ingranato con la lingua, sarà già ora di tornare a casa.
Il sogno di una casa lì, di un lavoro lì, di una vita lì, che non deve essere per forza per sempre, ma almeno per un po’…

 

Buon martedì!!!
Доброго вторника!!!

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È lunedì. Si ricomincia.

È lunedì e si ricomincia.

Io ricomincio dalla sveglia puntata venti minuti prima per fare in tempo a fare la prima commissione del giorno.
Alle 5:40 sono in piedi, per poter ricominciare da un mazzolino di lilium gialli per una collega che compie gli anni.
Non conosco il linguaggio dei fiori, a dire il vero non mi interessa conoscerlo, aver imparato almeno qualche nome per me è già un successo. Li scelgo in base all’ispirazione del momento e alla persona per cui li compro.
La collega adora le rose gialle, me l’ha detto lei, ma non so, le rose a me sembravano troppo scontate e banali per una persona così esuberante e poliedrica, e allora ho tenuto conto del colore, ma mi sono lanciata su un fiore più “importante”.
I fiori sono cose da donne e io me la cavo davvero maluccio…

Ricomincio dalle parole, anche se mi rendo conto che questo fosse prevedibile.
D’altronde, non conosco altro modo per dipingere le sfumature sempre diverse che l’anima assume giorno dopo giorno.

Ricomincio dalla serenità di una buona notizia piccolina ricevuta ieri sera. Alla ranocchietta hanno dato le aggiunte di latte perché faceva la pigrona e si addormentava invece di mangiare. Ora, col biberon, sembra un’alcolizzata incallita come la zia… Ihihih! Ma almeno è passata la preoccupazione per il peso ballerino e capriccioso.

Ricomincio da un pomeriggio trascorso con un’Amica, di quelle che davvero meritano la “A” maiuscola, quelle che magari non possono esserci sempre, ma ci sono quando ne hai davvero bisogno. Siamo state a una mostra su cui, come spesso accade, ci siamo scornate in allegria. Il “libro d’artista” è un tema “scottante” quando lo affrontiamo insieme. Lei va in estasi di fronte alla follia assoluta di quella gentaglia che brucia, incolla, dipinge o fa a pezzetti il dio libro per farne “arte”, per dargli una nuova collocazione artistica, un nuovo ruolo che sia “altro” da quello narrativo. Io, inutile dirlo, farei a loro quello che loro fanno ai libri.
Grasse risate e scambi pregnanti sul concetto indubbiamente soggettivo di arte, che si concludono sempre con merende di lusso accompagnate da chiacchiere random: sogni e quotidianità, pettegolezzi e riflessioni esistenziali.
In fondo qualcosa di femminile dovrò pur averlo anch’io, no?!

Ricomincio da un progettino editoriale umile e semplicissimo, tanto che la definizione “editoriale” mi suona esagerata. Ho deciso di tentare un genere che non ho mai affrontato prima: chissà se ne verrà fuori qualcosa di buono… Perdonatemi se non vi dico altro, ma ho il brutto vizio di essere scaramantica. Se non ne esce una schifezza cosmica, prometto di riaggiornarvi a lavori finiti.

Ricomincio in compagnia dei soliti, fedeli compagni nella borsa: un libro da leggere, uno di russo per studiare, IL quaderno, un blocchetto per annotare ogni scemenza, millemila penne, che non si sa mai, e l’ormai inseparabile super telefono, da cui pubblico quasi tutta la robaccia che vi proprino, mentre il treno mi scarrozza dal Paese-di-Vera alla metropoli.

È lunedì e si ricomincia.
Io ricomincio da me. O almeno ci provo…

 

ВСЕМ ДОБРОГО ПОНЕДЕЛЬНИКА!!! – BUON LUNEDÌ A TUTTI!!!

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Felice Anno Nuovo!

LA RUOTA DELL’ANNO

Samhain cade il 31 ottobre, ed è conosciuta in tutto il mondo anche come Halloween e Vigilia di Ognissanti. È l’unica festività che riguarda direttamente i defunti. Per questo motivo, la celebrazione di Samhain definisce in modo completo il ruolo della Morte nel ciclo della Vita, e l’importanza delle sue lezioni nella nostra realtà personale.
In molte culture antiche, Samhain segnava l’ultimo giorno dell’anno. Per questo motivo diventava un’occasione per chiudere tutte le questioni lasciate in sospeso. Quando la stagione del pascolo si chiudeva, il bestiame veniva riunito e selezionato – alcuni capi venivano mandati al macello e gli altri riportati nelle stalle. Gli agricoltori mettevano da parte il raccolto, lasciando a marcire nei campi ciò che restava come tributo alla Madre Terra. Ma ci si occupava anche di altre faccende: i debiti venivano saldati e le controversie risolte. In realtà, tutto ciò che poteva pregiudicare la buona sorte nel Nuovo Anno veniva affrontato senza indugio.
Tuttavia, la funzione principale di questa giornata probabilmente riguardava le persone decedute durante l’anno. Era importante che potessero avere un riposo tranquillo prima dell’avvento del nuovo anno, che fossero onorate e ricevessero il dovuto, che i loro spiriti non provassero disagio o dispiacere, per timore che continuassero a vagare sulla Terra. E dato che il velo tra il mondo fisico e quello spirituale è molto sottile Samhain, era un giorno eccellente per occuparsi di loro.

L’Arte della Strega di Dorothy Morrison –

 
Prima di tuffarmi in caduta libera verso l’ateismo più sfrenato, sono stata pagana per anni.
Senza nulla a togliere agli altri credo, perché la fede è un diritto di tutti, averla o meno, credo che se mai decidessi di tornare a “credere”, tornerei pagana.
In fondo le “regole” del paganesimo altro non sono che buonsenso, condito con un pizzico di rispetto per se stessi e per quello che ci circonda.
Sarei tentata di dare il via a una lunga serie di paragoni, ma come ho detto, non sto scrivendo questo post per screditare questa o quella religione.

Essendo però grata al paganesimo per tutti i momenti di reale serenità che è stato capace di donarmi, oggi voglio vivere Samhain a modo mio, senza pagliacciate all’americana.
Un buon libro, buona musica, un buon film, magari un’improvvisata dalla super-iper-mega splendida Lety (sì, il rincoglionimento della zia per TE continua ad aggravarsi), la buona volontá di provare a evitare lo scontro feroce con certe persone almeno per un giorno, sperimentare la magia di un sorriso regalato.

Non mi sento più buona, non credo di esserlo mai stata davvero, ma tentare almeno di sembrarlo per un giorno mica può uccidermi, no?!
E se anche fosse, dato il giorno, significherebbe cavarsela con un last minute per l’aldilà, senza neanche troppi sbattimenti.

Ok, oggi sto già perdendo il controllo sulla genesi spontanea di cazzate visionarie nella mia testa, quindi chiuderla qui potrebbe rivelarsi un’idea geniale, dunque…

BUON SAMHAIN E FELICE ANNO NUOVO
A TUTTE E TUTTI VOI,
MIE MALCAPITATE LETTRICI
E MIEI MALCAPITATI LETTORI!!!

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Voglia di Casa…

РОССИЯ, ЛЮБОВЬ МОЯ! – RUSSIA, AMORE MIO!

 

 

Oggi, con ogni probabilità, dovrò mandare una mail di lavoro per segnalare un malfunzionamento nel gestionale di un sito che, con mia immensa gioia, visualizza solo la metà delle foto, che però vengono date per caricate nel backoffice.

Non so perché questo sia stato il mio primo pensiero di oggi, appena sveglia, ma il punto è che, pensando a come avrei potuto impostare il tutto, naturalmente evitando gli insulti, l’ho pensato in russo…

Bello!, direte voi.
Certo!, vi risponderei io.
Non fosse che la referente per questo sito sia una cortese e zelante signora americana.

A volte mi interrogo sul serio riguardo l’esistenza della reincarnazione, perché il dubbio di essere stata slava in una vita precedente mi assale con la stessa veemenza con cui io sono solita assaltare il vaso formato famiglia della Nutella.

Per impossibilità economica io in Russia non ci sono ancora stata, eppure quando parlo con le amiche italiane che ci sono state, con le amiche russe via Skype, o con quelle fra loro che ora, per le ragioni più svariate, vivono qui in Italia, mi pervade quel senso di serenità che solo casa propria sa dare.

Per numerose che siano le cose che non vanno in Italia, non sono una di quelle persone convinte che in qualunque altro paese tutto funzioni meglio e che l’Italia sia il peggio del peggio.
La questione è molto più semplice, nonché personale.
Al di là del leggere, scrivere, guardare film e ascoltare musica, tutte azioni volontarie e controllabilissime, mi capita sempre più spesso di sognare e pensare in russo. Vi lascio immaginare in quale fantasiosa e perversa lingua le parole mi escano di bocca quando mi viene la malsana idea di parlare…

Che dire? Soffro di una forma acuta di Mal di Russia, ma in fondo ci sono esempi ben più noti di morbi simili, si pensi al Mal d’Africa.

E voi? C’è un luogo, da qualche parte nel mondo, per cui sareste disposti a piantare in asso il Bel Paese?

Intanto buongiorno a tutti! Всем добрый день!

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Buondì!!! #2

ДОБРЫЙ ДЕНЬ!!! – BUONGIORNO!!!

 

 

Anche oggi la giornata si presenta impegnativa, il che significa che anche oggi, in preda all’influenza che si ostina a parassitare la mia esistenza e alla stanchezza di fine giornata, finirò per tediarvi con le mie scemenze serali.

Nel frattempo, anche oggi, vi auguro BUONA GIORNATA!!!

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