Articoli con tag: Estate

Toppe e rammendi

giugno-июнь

Siamo a giugno, giovedì scorso nella mia amata Russia è iniziata l’estate, mentre qui ad AnarcoLandia per me è iniziato il settimo mese di arresti domiciliari.
Questo nuovo mese non è partito bene: tutto quello che poteva andare storto nel fine settimana passato non ha mancato di farlo, quindi l’umore non è proprio dei migliori.

Dopo essermi innervosita, arrabbiata, depressa, lasciata andare in balìa delle lacrime e chi più ne ha, più ne metta, sono più o meno rinsavita e giunta a una conclusione: per l’ennesima volta non mi resta che rimboccarmi le maniche e ricominciare tutto da capo. Sì, di nuovo.
Una lezione imparata di recente è che, in fondo, quando le energie si fanno scarse, si tratta di valutare con attenzione e scegliere con cura in cosa investirle, in modo che possano fruttare al meglio, portando a risultati capaci di suscitare l’entusiasmo necessario ad andare avanti, a non arrendersi.
Certo, questo investimento selettivo comporta anche delle rinunce. Il focalizzarsi in maniera esclusiva ed intensiva sugli obiettivi ritenuti prioritari fa sì che tutto il resto venga, quanto meno in via temporanea, accantonato e rimandato a momento da stabilirsi.
Non posso negare che dover per forza restringere i propri orizzonti sia frustrante, ogni giorno di più, ma se non c’è alternativa non resta che prenderne atto e fare del proprio meglio nella gestione delle nuove complicazioni, con la poco rassicurante consapevolezza che, con ogni probabilità, non saranno le ultime.
Decidere cosa sacrificare non sarà affatto facile, ma sono sicura che, una volta fatto, si rivelerà catartico.

Un’idea bizzarra mi frulla per la testa: e se ripartissi facendo un passo indietro?
Se, una volta scelte le priorità, magari con una buona dose di onesto realismo nella scelta, le riprendessi dal passo precedente a quello in cui sono stata costretta ad abbandonarle?
Se invece di impegnarmi a ricucire lo strappo tentando il possibile perché non si noti, mettessi una bella toppa, sobria ma dai colori vivaci, che ripari il danno portando una piacevole nota di novità?

Donare nuova vita a ciò che la vita stessa ha in qualche modo sgualcito, questo sarebbe il proposito. Un atteggiamento di grande rispetto verso le cose davvero importanti, seppur in apparenza ‘rovinate’, ma anche un allenamento costante e rigoroso per imparare a non lasciarsi sopraffare dall’imprevisto e a mantenersi saldi nella propria identità qualsiasi ostacolo ci si pari davanti.

Rompiamo il Silenzio!

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VeRA #2 e l’AnarcoSocio

 

Come promesso, ora vi spiego…
Sotto il titolo VeRA troverete buona parte dei racconti sulla vacanza in Russia, o almeno tutti quelli a cui non mi sbatterò a trovare un titolo specifico per pura pigrizia. Tiè!
Con mia immensa gioia, già la seconda mattina sono stata scambiata per russa, accento incluso. Immaginate il picco di esaltazione mitomane… XD
Nasce così l’acronimo VeRA, che sta per Vera: Russa nell’Anima!!!

Data la dovuta spiegazione, posso proseguire.
Il video sopra è tratto da uno dei CD che mi sono portata a casa. Da zia devota, non potrei permettere all’AnarcoNipotina di crescere senza risentire nemmeno un pochino della russofilia imperante della sottoscritta, e quale modo migliore delle canzoncine, dato che la Piccinina mostra già un certo amore per la musica?!

Venendo al dunque, di domande sulla trasferta russa ne ho ricevute davvero tante, ma una mi ha colpita più di tutte: “E dimmi, l’AnarcoSocio com’è come compagno di viaggio?”.
In tutta onestà? Un vero gentleman!!!
Gambe in sciopero, valigia pesante, gradini ostici, attese varie, incapacità di comunicare civilmente con una cartina… Questi sono solo alcuni degli ostacoli che, da sola, mi sarebbero sembrati insormontabili e mi avrebbero gettata nella depressione più nera, rovinandomi la vacanza. Invece con l’AnarcoSocio tutto è diventato gestibile, a volte magari difficile, ma fattibile.

Questa domanda mi ha fatto riflettere sull’importanza dei compagni di viaggio.
Quando si parte per un paese diverso dal proprio ci si preoccupa sempre delle solite cose: il cambio, il cibo, le abitudini, le regole, i punti di riferimento in caso di necessità, il clima e via dicendo.
Nessuno si sofferma a priori a riflettere sulle persone con cui si affronta l’esperienza. In fondo, a meno che non si tratti di compagnie vacanziere ormai consolidate, è un fattore fondamentale per il buon esito di un viaggio.
Ricordo che il mio primo viaggio all’estero da sola, una vacanza-studio in Inghilterra, fu devastata dalla follia assoluta della compagna di stanza che mi era stata assegnata per le prime due settimane. La pazza furiosa in questione aveva smesso di mangiare e iniziato a piangere per la nostalgia di casa al suo terzo giorno. Io invece escogitavo metodi per convincere gli AnarcoGenitori a mandarmi dei soldi extra e posticiparmi il volo del rientro, fate un po’ voi. Per fortuna lei è ripartita una settimana prima di me: una vera liberazione!

Insomma, per tornare alla domanda, la presenza dell’AnarcoSocio è stata determinante nel rendere questa vacanza indimenticabile, quindi ne approfitto anche qui per dirgli ancora una volta: СПАСИБО!!!

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Scrivere. #1

Image Credit © Vera Marte

 

Non sapevo chi fosse Anne Tyler.
Ho trovato questa sua citazione per caso, navigando random per la rete, e d’improvviso mi è apparso chiaro quanto, negli ultimi mesi, io abbia permesso alla routine “obbligata” di invadere i miei spazi personali.

Ho calcolato da quanto tempo non scrivo sul serio, da quanto tempo non correggo e revisiono, da quanto tempo non spulcio i miei mille manuali di scrittura, da quanto tempo non controllo nemmeno più i bandi di concorsi letterari online. Sono rimasta scioccata. Non avrei mai creduto possibile lo stare lontana dallo scrivere per così tanto tempo, eppure è successo.

Che dire, ho la brutta sensazione che dovrò “rispolverare” perfino le cose in cui ero ferratissima, oltre a riprendere, da dove li avevo lasciati, gli esercizi di scrittura per migliorare i miei punti deboli che, ahimè, non sono pochi.
So già che non mi ci vorrà molto per tornare a essere maniacale, ma il ciclo malato di euforia e isteria in cui precipito durante i miei trip scrittori è sempre stato positivo per me, quindi ben venga.

Questa si sta rivelando un’estate di cambiamenti, alcuni voluti, altri proprio no, ma mi auguro che possa rappresentare una svolta anche da questo punto di vista, perché scrivere è quello che mi piace fare più di ogni altra cosa, e mi manca da matti.

Non importa dove, cosa e quanto, l’imperativo è uno solo: SCRIVERE.

E sì, è una minaccia, quindi preparatevi al peggio… 😛

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Ho deciso…

Image Credit © Vera Marte

 

Avevo un altro post pronto per la pubblicazione, ma all’ultimo minuto ho deciso di lasciarlo in bozza, almeno per ora.

Come alcune/i di voi avevano ipotizzato, la mia stanchezza cronica non è solo stanchezza, ma un problema di salute di cui, per l’appunto, avevo scritto nel dettaglio nell’altro post. Poi però ho capito che avevo solo bisogno di scriverne, non di sbandierarlo, ergo ho scelto di tenermelo per me.

Sono preoccupata e spaventata a morte.

Ecco. L’ho detto.
Ma averlo detto non cambia le cose: continuo a essere TERRORIZZATA.

Negli ultimi mesi la mia vita è diventata un vero e proprio incubo a occhi aperti, ma quello che mi aspetta per venirne fuori non mi appare affatto incoraggiante.

E allora ho deciso di non pensarci e guardare il cielo, almeno per un po’, almeno fino al prossimo controllo.

Ho deciso che devo uscire di più.
Ho deciso che devo leggere di più.
Ho deciso che devo dedicare più tempo alle persone che amo.
Ho deciso che devo fotografare di più.
Ho deciso che devo sorridere di più.
Ho deciso che devo scrivere di più, tanto di più.

 

Ho deciso di non pensarci.
E guardare il cielo.
Almeno per un po’.

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Missione Burocrazia: Compiuta!

 

Fanciulle e fanciulli, ieri ho ritirato i visti, dunque è ufficiale:

Fuocherella Anarchica e l’AnarcoSocio
se ne vanno in RUSSIA!!!

 

E chi lo sa se torniamo…
Io ormai da mesi accarezzo languida l’idea di darmi alla macchia e svanire nell’immenso nulla slavo, ma l’AnarcoSocio, ostinato, si oppone, intestardito com’è sull’alternativa scandinava.
Vuol dire che dovrò consolarmi con la fotografia selvaggia e la vodka sfrenata, appellandomi alla Grande Madre perché affascini e conquisti anche il cuoricino del mio compare.

In fondo come si può non amare una terra che, circa mille anni or sono, scelse la propria religione a tavolino, optando per il cristianismo solo perché era l’unica che sembrava non avere nulla da dire contro l’assunzione, più o meno massiccia, di alcol.

E detto questo, ho detto tutto.
Almeno per oggi, ché sono troppo impegnata a godermi il mio primo giorno di riposo… ;D

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10 Cose… #1

Image Edit © Vera Marte

 

Ho deciso di inaugurare questa nuova sezione elencando 10 cose per cui odio l’estate. Credo, anzi sono sicura, che per ognuno dei seguenti punti troverò un lungo elenco di persone pronte a contraddirmi, ma… pazienza!

 

  1. Sudo anche stando ferma. E io odio essere appiccicaticcia!
  2. Io sono bianca e fiera di esserlo, quindi anche un leggerissimo rossore conseguente a una passeggiata, nonostante io faccia del mio meglio per stare all’ombra, mi dà ai nervi.
  3. Le gambe mi si gonfiano come fossero cotechini.
  4. Con il caldo e il sudore la mia pelle diventa un rigoglioso giardino di eczemi, sfoghi, eritemi, bolle, tutto pruriginoso e dolorosissimo. E chi più ne ha più ne metta. Aggiungete le varie pomate che mi ritrovo costretta a spalmarmi e avrete un pollo ben unto pronto da infornare. -.-“
  5. Nei bar, salvo quelli super fighi coi prezzi da salasso, se chiedi una cioccolata con panna non ce l’hanno. Non solo, ti guardano male! Sì, sono capace di chiedere una cioccolata con panna anche a Ferragosto, problemi??!
  6. Gli inestti. Vogliamo parlarne? Io ODIO gli insetti!!!
    Con quelli camminanti/striscianti ho imparato (più o meno) a controllarmi, ma con quelli ali-muniti, come già accennato in un post precedente, la scena è sempre la stessa: vedo l’insetto, urlo, piango, svengo. Anche se non mi si avvicina più di tanto, figuriamoci se invece osa appoggirmisi addosso… In più, gli insetti estivi limitano drasticamente la mia capacità di sopravvivere in full immersion nei boschi, e questa cosa mi irrita a morte!!!
  7. Le ustioni. Solo la crema solare protezione 50+, detto in altre parole “quella dei bambini”, è in grado di risparmiarmi ustioni di terzo grado con conseguente scorticamento fino alla carne viva. Quanto mi ci vuole per arrivare a tale livello? Circa 3/4 ore di esposizione al sole. Dunque, o mi impano, o soccombo. Perdonatemi, ma non mi aggrada nessuna delle due opzioni.
  8. Il trucco. Quello normale cola. Quello waterproof, oltre a costare di più, mi resta in faccia per giorni, perché, come ormai avrete capito, la mia pelle è più delicata di una velina, e nonostante i mille struccanti provati, togliere quel maledetto stucco spacciato per cosmetico finisce per lasciarmi col faccino in uno stato pietoso… 😦
  9. Il traffico. Ogni weekend, la vostra eroina se ne va in trasferta. La domanda è: perché a novembre per tornare a casa ci metto circa un’ora e 20 minuti, e a luglio mi ci vogliono minimo due ore??! Semplice! Perché mi ritrovo incolonnata dietro una manica di imbecilli che invece di starsene a fare la sardina in città, decidono di andare a fare la sardina al lago, sul loro quadratino di riva, fra il super manager che non si stacca dal cellulare nemmeno per farsi una nuotata e la famigliola coi bambini urlanti e la nonna borbottante. Il tutto per poi passare ore e ore in macchina, che nel frattempo si è trasformata in una sorta di forno crematorio, nel lungo calvario verso casa, dove arriveranno più spossati di quanto fossero alla partenza, cosa di cui non faranno che lamentarsi per tutta la seguente settimana lavorativa. Inutile dire che il monito non sarà sufficiente a impedire ai “geni” di imbarcarsi nella stessa identica crociata la domenica successiva.
  10. Il rumore. Perché d’estate il genere umano si rende più molesto del solito urlando??? Magari lo fa anche d’inverno, ma le finestre chiuse attutiscono il fracasso. All’inizio questa mi era sembrata una spiegazione ragionevole, ma poi ci ho ripensato. Anche le persone per strada d’estate alazano il volume rispetto all’inverno, quindi torno al mio dilemma esistenziale: perché?
  11.  

    Con un po’ di impegno, ne sono certa, potrei trovare molte altre fastidiose perle estive, ma queste sono le prime che mi sono venute in mente, e per oggi ho deciso che mi fermo qui…

     

    Buon fine settimana estivo!!! 😛
    Весёлых летних выходных!!! 😛

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La Saga delle Ferrovie Continua… #6

 

Ecco a voi l’ultima perla di Trenord…
Per la serie: “Come iniziare bene la giornata”.

Ora, facciamo le dovute considerazioni:

  1. La mia stazione rientra nella tratta in cui il servizio verrà sospeso.
  2. Io la settimana che inizia lunedì 29 luglio LA-VO-RO.
  3. Nessuno di questi “importanti interventi di manutenzione e ammodernamento della rete ferroviaria” ha mai portato a reali miglioramenti delle condizioni di viaggio, soprattutto per i pendolari, o a una maggiore efficenza del servizio, anzi…
  4. Sono convinti di poter stipare le persone di un treno su un autobus, e questo dimostra che non hanno mai preso un treno pendolari all’ora di punta.

Detto tutto ciò, voi quale imprecazione partorireste al posto mio??? >.<

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Flusso di Coscienza. #5

SUL SOLE – SUBSONICA

 

Con grande sorpresa e contro ogni mia aspettativa, stamattina ho scoperto di aver perso un altro chilo.
Chi l’avrebbe mai detto?!

E allora, come insegna Vuc’s, scriviamolo!
Le cose che ci fanno bene meritano di essere scritte, e al diavolo la teoria che l’ispirazione per scrivere arriva solo quando si soffre.
Oddio, la dieta è un po’ una sofferenza, ma quando inizi a vedere qualche risultato capisci che ne vale la pena.

Un libro, carta, penna, bolle di sapone e musica che piace solo a me!
Non importa quando. Non importa dove.
Questa è la chiave!
Ho i miei luoghi “magici”, ma non ho intenzione di lasciarmi abbattere dalla mancanza di tempo per andarci, sono già troppo impegnata a combattere contro la stanchezza.

Ebbene sì, quando mi prendo una pausa dalla lettura e non ho niente da dire sulla carta, passo ore e ore a fare bolle di sapone canticchiando in mezzo ai campi. Che poi, “canticchiare” è un eufemismo, faccio dei veri e propri live, ma sentirmi cantare è l’ultima delle maledizioni che augurerei perfino al mio peggior nemico. L’unico modo per sopravvivere al “soave” suono della mia vocina è volermi davvero un sacco bene per un qualunque altro motivo.

Io ho un problema grosso con la musica, oltre alla mia spiazzante ignoranza intendo. Non do alcun peso alla musica propriamente detta. Partendo dal presupposto che non ho alcuna competenza per esprimere un giudizio degno di considerazione, ci sono cose che trovo belle e altre che mi sono quasi del tutto indifferenti, ma da brava paroliera, per me la cosa fondamentale è il testo. Se mi piace è fatta: canzone e relativo autore promossi.
Questo, naturalmente, con immenso disappunto degli intenditori seri.

Uhmmm… Ma cosa volevo dire??! Boh… Va beh…

Vi auguro un buon fine settimana con questa canzone che, l’estate scorsa, mi ha mandata in trip per settimane.
Scontata, banale, sì, lo so, ma a me piace da matti!!!

Ciao ciao! ;D

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Il Mese dell’Attesa.

 

Luglio. Come accennavo ieri, il mese dell’attesa.

Aspetto, senza poter alzare più di tanto la testa, di sapere se a settembre avrò ancora un lavoro.

Aspetto agosto, quando sarò finalmente a casa, da sola. Un sacco di tempo per riposarmi e prendermi cura di me stessa. Tempo per il sonno, per la dieta sana e per l’attività fisica. Tempo per leggere, scrivere e studiare.

Aspetto, sistemando le ultime cose, che arrivino i documenti dalla Russia per poter fare la richiesta del visto.

La Russia. IL viaggio.
La voglia, già a priori, di non tornare più.
Realizzare che ormai manca un mese e mezzo e di colpo sentirla così vicina, forse fin troppo. Sentirmi emozionata e impreparata allo stesso tempo.
La consapevolezza, a dire il vero un po’ triste, che quando avrò finalmente ingranato con la lingua, sarà già ora di tornare a casa.
Il sogno di una casa lì, di un lavoro lì, di una vita lì, che non deve essere per forza per sempre, ma almeno per un po’…

 

Buon martedì!!!
Доброго вторника!!!

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Piter, sto arrivando!!!

Non so quanto tempo sia passato, non ricordo proprio quando ho messo da parte i primi 10 €, ma a quanto pare ci siamo…

Primo passo compiuto:
ho i biglietti per San Pietroburgo!

Per l’appunto, è solo l’inizio. Ora ci sono i documenti, i regolamenti della compagnia aerea, dovrò procurarmi un trolley, dato che sono passati più di dieci anni dall’ultima volta che ho preso un aereo e otto dall’ultima volta che sono andata in vacanza, bisognerà capire se servono adattatori per le prese della corrente, informarmi dal mio operatore telefonico per i costi all’estero, e poi ci sarà la mia inevitabile paranoia da bagaglio, insomma, ho ancora un sacco di cose da fare.

All’improvviso mi sento come la mattina di un esame: mi sembra di non ricordare nemmeno una parola di russo.
Vorrei dedicare più tempo alla full immersion linguistica in questi mesi, ma so già che sarà difficile…

PITER, STO ARRIVANDO!!!

ПИТЕР, Я ПРИЛЕЧУ!!!

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