Articoli con tag: I Miei Dolci

Sarebbe possibile?

epifania-2017-befana

 

Grazie all’AnarcoPatia mi ritrovo, per l’ennesima volta, a trascorrere le feste a dieta.

Sfornare tre teglie di biscotti al cioccolato, con cui riempire le calze degli AnarcoNipotini, senza assaggiarne neanche uno non è da tutti e, di sicuro, non è da me: nonostante questo ce l’ho fatta.

Alla luce di questo, cara Signora Befana, per quest’anno sarebbe possibile sostituire i dolciumi che non potrò permettermi di rubacchiare con qualcos’altro?
Non saprei, delle gambe sane, ad esempio, o delle braccia funzionanti, o magari anche un fegato un po’ meno intossicato dai farmaci.
Lo so, lo so, sono la solita esosa, quindi abbasserò un po’ il tiro, ripiegando sui libri, come prevedibile, ma anche un posto tutto mio dove custodirli, leggerli, tradurli e, chi lo sa, magari anche iniziare a scriverli sul serio, in parallelo a un nuovo lavoro più consono alle mie condizioni di (non) salute.
Ancora troppo, eh? Va bene, allora rilancio con un po’ più di forza, innanzi tutto emotiva, ma anche fisica, perché è proprio quella a mancarmi: l’energia. L’energia per restare sveglia un’ora in più la sera per leggere, scrivere o anche solo per riuscire a vedere un film fino alla fine, l’energia per stare in piedi il tempo necessario a visitare una mostra con l’AnarcoSocio, l’energia per impastare e poi stendere un intero panetto di pasta frolla al cacao, perché come i biscotti della zia non ce n’è.

Insomma, per quest’anno sarebbe possibile avere una calza piena di serenità e di un pizzico di “normalità”?
Così, giusto per cambiare un po’…

 

Buona Epifania 2017!!!

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Habemus Jack O’Lantern!

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Image Credit © VeRA Marte

 

Un picco di influenza inaspettato ha ritardato la pubblicazione di questo post, ma non ha interrotto la tradizione!

Nata nel 2013, per il primo Halloween più o meno consapevole dell’AnarcoNipotina, anno dopo anno la zucca intagliata si sta trasformando in un’irrinunciabile e piacevole abitudine.

Pur rispettando tutte le opinioni in merito, non posso negare che mi fanno sorridere quelle persone che borbottano contro questa festa, contro la sua non appartenenza alla nostra tradizione e alla nostra cultura.

La verità è che questa festa, come tante altre, è molto più europea di quanto si pensi e addirittura di secoli antecedente all’avvento del Cristianesimo nel Vecchio Continente.
Halloween è infatti l’odierna forma contratta dell’antica espressione celtica All Hallows’ Eve, ovvero “Vigilia di Ognissanti”.

Questa celebrazione sembra affondare le sue origini nell’Irlanda di oltre 2000 anni fa, abitata da popolazioni celtiche, e ancora oggi sopravvive nelle correnti neopagane col nome di Samhain, o Capodanno Celtico.
Ciò a cui si rende omaggio non è nulla più di un evento naturale: la fine dell’estate, intesa come fine dell’anno agricolo.

Mi rendo conto che nell’epoca dell’agricoltura intensiva e dell’allevamento in batteria, la nostra epoca, possa sembrare anacronistico parlare di feste stagionali, ma è proprio di questo che si tratta.
Per gli antichi la notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre era una sorta di “zona franca”, che non apparteneva né all’anno vecchio né a quello nuovo, in cui il velo fra il mondo dei vivi e quello degli spiriti era tanto sottile da permettere che questi entrassero in contatto.
Le usanze prevedevano un gioioso banchetto per festeggiare la fine dell’estate e tutto ciò che questa aveva portato attraverso l’agricoltura e l’allevamento, oltre alla conclusione dei lavori di immagazzinamento delle scorte per la stagione invernale. Il pasto era a base di ingredienti di stagione, come zucca, frutta secca, mele e cereali, oltre a generose portate di carne.
Tutto durante questa nottata celebrava l’imminente riposo della natura, da cui avrebbe avuto inizio un nuovo ciclo vitale.

A oggi, le testimonianze disponibili fanno risalire le prime tracce dell’esistenza di questa festa al VI secolo a.C., nei territori corrispondenti all’odierna Irlanda, quindi mi chiedo: perché mai non dovremmo considerarla “nostra” e festeggiarla?
Non parlo certo di chi ne approfitta, facendone solo un’occasione in più per stordirsi, di musica, di alcol o di qualunque altra cosa; quello a cui mi riferisco io sono cose come, per l’appunto, l’intaglio della zucca, i biscotti per i più piccoli o una serata diversa da trascorrere con le persone a cui teniamo; insomma, nulla di troppo diverso dal Capodanno “classico”.

Per queste ragioni, spero abbiate trascorso una bella nottata di Halloween e che la zucca che io e l’AnarcoSocio abbiamo intagliato quest’anno per gli AnarcoNipotini vi piaccia!

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Ottobre Rosso.

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Image Credit © VeRA Marte

 

Scherzetto! Nonostante la mia conclamata russofilia, questo post nulla ha a che fare con gli eventi della rivoluzione d’ottobre avvenuta nel 1917 nella Grande Madre Russia.

L’unico sangue versato è stato il mio, infatti ho iniziato il mese con l’abituale gita trimestrale al Centro Prelievi: vi lascio immaginare con quale gaudio io abbia accolto il trillo della sveglia sabato mattina.

Non ho grandi aspettative rispetto a questo giro di analisi, forse perché le mie aspettative non coincidono mai con gli esiti effettivi, positivi o negativi che siano.

Spiegare la mia apparente indifferenza, in fondo, è semplice: arriva un momento in cui smetti di lasciarti ossessionare dai numeri stampati sui referti, e inizi a concentrarti su quale sia stato il reale impatto della malattia sulla tua vita e su cosa significhi davvero conviverci giorno dopo giorno.

Dopo aver pianto, dopo essermi arrabbiata, dopo aver finto che non fosse mai successo nulla, non ho potuto fare altro che prendere atto della realtà.

Così ho imparato a riposare gli occhi da computer e televisione almeno ogni due ore, a non sacrificare preziosi minuti di sonno per niente al mondo, a organizzare i pasti in modo da non interferire con l’assunzione dei farmaci.

Quelli nella foto, ad esempio, sono i miei 11 giorni di vacanza a Praga.
Una bella rottura, certo, ma nulla di ingestibile una volta preso il ritmo.

Quando i medici mi dicevano “Sarà una cosa lunga”, non avevo idea che si stesse parlando di anni, e per un sacco di tempo ho vissuto posticipando tutto a “quando sarei stata meglio”. Di sicuro la situazione è migliorata, ma col tempo ai benefici della terapia si sono aggiunti anche gli effetti collaterali, e la sensazione di prigionia si è amplificata.

Dover accettare di stare male per non stare peggio è una gran fregatura.

A un certo punto, però, è stata proprio questa consapevolezza a spingermi a ripartire, a riprendere le redini e le misure della mia (nuova) vita.
Seppur con ritmi molto più blandi, ho ripreso a scrivere, a leggere, a studiare e tradurre, ad andare fuori a cena e al cinema da sola in settimana.
Sono perfino tornata all’estero, prendendo un aereo e scarrozzandomi i bagagli.

Il prossimo obiettivo, tanto banale quanto complicato se si pensa che da mesi ho in nervi delle mani infiammati, è tornare a impastare biscotti di tutte le forme per gli AnarcoNipoti.

Sono convinta che a Leti non dispiacerà affatto riprendere questa vecchia abitudine ma, soprattutto, con ben 6 dentini già attivi e con il 7º e l’8º in arrivo, è proprio ora che anche Tommi si unisca a noi!

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Questióne d’Accènto. #8

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Uno dei dolci sfornati con le mie manine per il mio compleanno.
Image Credit © VeRA Marte

 

Giusto per restare in tema, perché non usare una bella espressione colloquiale e dire che sì, la settimana scorsa ho “bigiato”.
Il punto è che non sono stata impegnata solo con le abbuffate pasquali, ma anche con quelle di compleanno: ebbene sì, sono invecchiata, e si sa, con la vecchiaia si fa più fatica a mantenere il ritmo. Ihihih!!!
Per farmi perdonare, questa settimana ho scelto di rendere omaggio alla passione che mi ha ispirato questa rubrica: la linguistica.
Disciplina in realta molto più complessa e articolata di quanto si pensi, proprio perché trattata in modo sbrigativo e superficiale, fatta eccezione per le facoltà universitarie dedicate.
Per evitare di annoiarvi con paroloni che, con ogni probabilità, non avrete mai occasione di utilizzare nella quotidianità, mi sono limitata a “pescare” dalla terminologia usata per insegnare ai pargoli del Bel Paese le basi della loro lingua madre, attraverso l’analisi logica e grammaticale.
In effetti qualche sospetto mi sarebbe dovuto venire già ai tempi delle scuole medie e superiori, quando la noia mortale dei miei compagni nell’analizzare parole e frasi mi risultava davvero incomprensibile…

Cominciamo!

Artìcolo
Astràtto
Avvèrbio → e aperta
Compleménto → e chiusa
Comùne
Concrèto → e aperta
Condizionàle
Congiuntìvo
Congiunzióne → o chiusa
Coniugazióne → o chiusa
Coordinàta
Determinatìvo
Futùro
Grammàtica
Imperatìvo
Imperfètto → e aperta
Indeterminatìvo
Indicatìvo
Interrogatìvo
Mòdo → o aperta
Nóme → o chiusa
Ortografìa
Passàto
Perìodo
Personàle
Predicàto
Preposizióne → o chiusa
Presènte → e aperta
Principàle
Pronóme → o chiusa
Proposizióne → o chiusa
Pròprio →o aperta
Pròssimo → o aperta
Relatìvo
Remòto → o aperta
Sintàssi
Soggètto → e aperta
Sostantìvo
Subordinàta
Tèmpo → e aperta
Vèrbo → e aperta

Al prossimo giovedì!

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

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Questióne d’Accènto. #6

accento-ударение

Image Credit © VeRA Marte

 

Lo so, lo so, sono in ritardo di 24 ore, ma ieri sono stata, come si dice, in altre faccende affaccendata e, prima che i più curiosi inizino a porsi domande, vi dico già che tutto si spiega con la fotografia qui sopra.

L’occasione, fra l’altro mi ha portata a una riflessione: “Com’è possibile che io non ci abbia pensato prima??!”.
Come a che cosa? A uno dei temi più fantastici che esistono: i dolci!!!

Come ormai saprete, questa fastidiosa rubrica settimanale con cui ho deciso di assillarvi tratta di accenti e pronunce della lingua italiana, quindi questa settimana mi conterrò, limitando l’elenco a termini nostrani, anche se in tema di dolci sarà davvero complicato.

Dita incrociate e… cominciamo!

Biscòtto → o aperta
Budìno
Cacào
Caffè → e aperta
Cannèlla → e aperta
Cappuccìno
Caramèlla → e aperta
Ciambèlla → e aperta
Cioccolatìno
Cioccolàto
Crèma → e aperta
Crostàta
Dólce → o chiusa
Glàssa
Lièvito → e aperta
Marmellàta
Pànna
Pasticcìno
Tè → e aperta
Tiramisù
Tórta → o chiusa
Zùcchero

A giovedì prossimo!

 

Rompiamo il Silenzio!

 

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