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VeRA #3

Image Credit © VeRA Marte

 

Quanti di voi, negli anni di studio, hanno stilato una classifica ed eletto un vincitore fra i barettini e i cafè in cui si piazzavano per interi pomeriggi, fra libri, appunti e tazze colme delle più svariate bevande a seconda della stagione?
Beh, io l’ho fatto.
Rintanata in mille caffetterie sparse per mezza regione, mi sono goduta alcune fra le migliori full immersion di studio/lettura/scrittura che io ricordi.

A San Pietroburgo esistono posti nati con questo scopo. Punti di ritrovo per studenti, studiosi e letterati. Ambienti spartani e spuntini semplici, ripagati da un’atmosfera che risulta magica ancora oggi. Quel che la foto ha immortalato, altro non sono che caffellatte e ciambelle (кофе с молоком и пышки), preparate secondo una ricetta locale che, ve lo assicuro, dà assuefazione già al primo assaggio.

Un fattore da non trascurare è però il costo di questa abitudine. Volendo essere equa, confronterò città con città, quindi a San Pietroburgo non posso far altro che contrapporre Milano.
Spesa minima di un pomeriggio di studio a Milano: 1,20 €/1,30 €, ovvero il cappuccino meno costoso che io sia riuscita a trovare.
Prezzo di TUTTO quello che vedete nella foto: 2,19 €.
Lo so, lo so, spesso il costo della vita in un paese è proporzionato agli stipendi, ma sono precaria da ormai 7 anni e, credetemi, il mio stipendio, nei periodi in cui ne ho uno, non è affatto proporzionato al costo della vita in Italia.

Tornando all’argomento principale. Differenze di stile e pareri personali a parte, in ambito culturale la piccola Italia non avrebbe chissà cosa da invidiare all’enorme Russia: quello che ci fa uscire da indiscussi perdenti di questo confronto è la scarsa attenzione e la vergognosa quantità di fondi che riserviamo alla conservazione e manutenzione del nostro patrimonio artistico.

Che tristezza…

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VOTATEMI!!!

 

Allora…

  • Biglietti – FATTI
  • Passaporto – FATTO
  • Invito in originale dalla Russia – RICEVUTO
  • Assicurazione sanitaria – FATTA
  • Appuntamento per la richiesta del visto – PRESO

Mamma mia, che fatica…

Probabilmente per un viaggetto su Marte c’è meno burocrazia!
Che poi, io dico, ormai siamo tutti pedine super intercettate e ultra schedate sul piano da gioco del Risiko dei potenti, quindi non potrebbero limitarsi a fare un controllino di fronte a un singolo modulino di richiesta? Ma che dico? Direttamente sul biglietto aereo!
Tizia/o ha comprato un biglietto per Timbuktu: diamo un’occhiata!
E invece no! Disboscano foreste per quintali di carta che vivranno tanto quanto durerà il viaggio, fosse anche solo un fine settimana; inquinano l’aria con i millemila litri di benzina che devi consumare per andare nei millemila uffici, perché suvvia, siamo in Italia, non sia mai che tutta la pappardella possa essere sbrigata in un solo ufficio preposto.
O ancora, per richiedere il visto d’ingresso in Russia, non so come sia per altri paesi, puoi recarti in ben, e sottolineo ben, TRE uffici: Milano, Roma e Genova. Per la serie che se io abito a Palermo, mi costa di più andare a fare il visto che andare in Russia. Peccato che quando poi invece fa comodo a loro, riescono a far fare a un documento più chilometri di maratoneta professionista, rifilandoti attese epocali, che nel frattempo tu di vacanze riesci a farne altre quattro. Per avere il visto devi far fare al tuo culone ( per lo meno il mio lo è) il Giro d’Italia, perché di istituire un servizio che permetta di richiederlo in un ipotetico ufficio di competenza nella propria area di residenza non se ne parla. C’è da dire che poi, in massimo 10 giorni, hai il visto; pagando un supplemento “d’urgenza” anche più in fretta ( non vi sarete mica aspettati che ci fosse il bollino di precedenza come in pronto soccorso a costo zero??!). Però per avere una tessera d’abbonamento ai mezzi bisogna aspettare 250 giorni, perché devono inviare il modulo di richiesta alla sede centrale, che, ne sono quasi sicura, sta proprio a Timbuktu! C’è da dire che almeno quella te la spediscono a casa. Sempre che le Poste Italiane decidano che te la meriti…

Ok, va bene, oggi sono “un pochino” polemica. Il punto è che, quando finalmente poggerò i piedoni sul suolo materno, vorrei avere ancora un po’ di energie per godermi il rimpatrio nell’amata Grande Madre, mia terra d’origine in una qualche vita precedente.

Che ne dite? Dopo i BlogTrotter (vedi commenti qui e qui), ovvero una manica di WordPressiani itineranti, perché non fondare anche un nostro partito? In fondo uno in più in Italia non fa certo scandalo. Se l’ultima “rivelazione” politica nel nostro Bel Paese è stato il Movimento 5 Stelle, alla prossima tornata elettorale ci saremo anche noi: fieri membri del Movimento 2 Balle (Rigonfie)!!!

Per concludere: VOTATEMI!!!

Muahahahahahahah!!! XD

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