Articoli con tag: Mercatini di Natale

Mese Nuovo, Pantaloni Vecchi.

Image Credit © VeRA Marte

 

Ieri è iniziato dicembre e sui blog di WP è tornata la neve virtuale, l’unica che, tutto sommato, quasi mi piace.

Il mese non è l’unica cosa nuova.
Gli ormai famosi mercatini, ad esempio, sono un’assoluta novità di quest’anno, qui a VeraLandia. Pur non essendo una fervente sostenitrice di tutto ciò che è Natale e dintorni, devo ammettere che mi sono piaciuti. Sono tornata a casa con una pochette in panno viola con dettagli floreali neri e con un memory, sì il gioco, e una valanga di segnalibri di una ragazza davvero bravissima! Più una serie infinita di bigliettini da visita pieni di siti e contatti: tema natalizio a parte, adoro l’artigianato.

Il guasto all’impianto elettrico rimane un enigma. L’AnarcoPater era convinto di aver individuato il problema, ma a detta del tecnico, che se n’è andato circa un’ora e mezza fa, è tutto in ordine, quindi chi vivrà, capirà. Forse.

Altre newzzz giungono dall’ufficio. Da stamattina, infatti, riprendo a lavorare da casa. Io ormai sarò anche web-dipendente, ma vista la situazione, sia lodato l’inventore di internet!
Continuo a non ricevere lo stipendio di ottobre, ma il fatto che mi abbiano inviato un contratto per dicembre è un segnale positivo, significa che non hanno intenzione di liquidarmi, e questo per me è già qualcosa, pazienza se per qualche mese la situazione sarà “traballante”. In più è un modo come un altro per fare un altro passo avanti verso la nuova organizzazione dei miei tempi e dei miei spazi, sempre nell’ottica di ritagliarmene alcuni solo per me e per le mie passioni e di imparare a mantenerli anche dopo la ripresa definitiva della mia vita.

Fra una settimana ci sarà il prossimo giro di riduzione dei farmaci e, se il fato mi assiste, fra dieci giorni potrei addirittura essere graziata con la sospensione definitiva delle iniezioni. Nel frattempo la dieta inizia a farsi più ragionevole. Ora mi è concessa una pizza a settimana, margherita o al prosciutto, e perfino il dolce, sempre una volta a settimana, e a proposito, i miei muffins double chocolate erano BUO-NIS-SI-MI!!! Nonostante questo, il peso continua a scendere. Per fortuna, aggiungerei, visto che secondo i medici sono soltanto a metà del mio percorso dietetico. Scongiuro di eventuali effetti collaterali a parte, il mio peso deve calare ancora per risparmiare al mio sistema muscolare bacato del carico extra, non sia mai che decida di fare le bizze di nuovo. Proprio da questo fatto nasce il post di oggi. Ieri infatti, per la mia prima uscita ufficiale post ospedale, ho deciso di provare a sfoderare i pantaloni più pesanti che abbia mai avuto (vedi foto: pantaloni neri). Considerato che da circa un mese e mezzo vengo tenuta in cattività a climi tropicali, volevo essere sicura di coprirmi per bene prima di avventurarmi nel grande gelo di cui tutti mi raccontano da settimane. Il punto sta nel fatto che in quei pantaloni non riuscivo ad entrarci da circa un anno e mezzo. Quando sono riuscita a infilarli e allacciarli senza difficoltà mi è venuta l’idea malata di fotografarli insieme a quelli che indossavo il giorno in cui hanno deciso di ricoverarmi (vedi foto: pantaloni grigi).

Che dire?
Forse, cercando di prenderla con ottimismo, è vero che non tutti i mali vengono per nuocere.

 

Buona settimana e buon dicembre a tutte e tutti!!!
Всем весёлой недели и доброго декабря*!!!

 
 

*Vsiém visiólai njedjegli i dóbrava dikabriá!!!

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Frammenti. #3

 

Il nevischiolo no, non l’avevo considerato…
Scema io, che da quando sono reclusa non mi pongo più il problema di guardare le previsioni del tempo.
Per dirla in altre parole, di quando VeRA fa un pensierino ai mercatini di Natale di VeraLandia, fra l’altro evento mai verificatosi prima.
Eh già, domani, per la prima volta nella storia, nel mio paesucolo ci saranno i mercatini di Natale, con tanto di attività varie ed eventuali per i bimbi. Quale occasione migliore per testare il mio attuale potenziale deambulatorio? Niente orari da rispettare, niente permanenze di durata obbligatoria e prestabilita, libertà di fuga nel caso la ressa si facesse eccessiva e, quindi, pericolosa, insomma, libero arbitrio assoluto.
I soldini nelle tasche sono davvero pochi, ma se non si trovano cose economiche ai mercatini di un paesino di circa 7.000 anime, dove si trovano? Il percorso è di difficoltà medio-bassa, in compenso il rischio di incontrare gente poco gradita è altissimo, ma in fondo, con l’AnarcoSocio come bodyguard, il problema potrebbe risultare meno rilevante del previsto.
Tutto questo per dire che… Stamattina mi alzo e, invece del solito, pallido raggio di sole, fuori dalle finestre c’è la neve che mi fa “ciao”, tipo le caprette di Heidi.
A tempo di record è partito l’auto-insulto a briglia sciolta!
Dopo un mese e mezzo mi si presenta un’occasione di uscita ragionevole e compatibile con la situazione e io cosa faccio? Mi dimentico di controllare le previsioni del tempo…
Va beh, mi auto-censuro e auto-liquido con un diplomatico e fin troppo clemente “no comment“…

Parlando d’altro, così magari evito di innervosirmi oltre, il mio ritmo del sonno ha ripreso a farsi “li cazzi sua”, come direbbero nell’Urbe.
Ci sono giorni in cui sprofondo in rilassanti pennichelle non solo nel pomeriggio, ma perfino a metà mattina, dato che i farmaci mi impongono una sveglia abbastanza mattiniera. Sere in cui, poco dopo cena, infilo la mia manina con la pelle rinsecchita dai medicinali nella manona di Morfeo (chissà perché me lo immagino grande e grosso) e lascio che mi porti a zonzo nel suo magico regno di luci e ombre.
Poi però ci sono notti come quella appena trascorsa, in cui gli occhi non si chiudono, le palpebre sembrano troppo leggere per riuscire a tenerle giù dopo averle abbassate. Il cervello non si decide a staccare la spina, neanche se gli faccio presente che la bolletta energetica dell’organismo in questo periodo mi costa davvero cara. La gamba mi fa i dispetti, punzecchiandomi con fitte e dolorini ogni volta che sembro aver trovato la via del rilassamento. Le dita fremono a caccia di pagine, non importa che siano da sfogliare o da scrivere.

Così, alle quattro del mattino, partorisco “perle” di cui nemmeno io riesco a cogliere a pieno il senso, e mi appunto nei promemoria del cellulare per la mattina dopo, a cui in realtà mancano solo poche ore, di rifletterci su, ché in fondo potrebbe uscirne un bel post…

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