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Flusso di Coscienza. #1

Mi spiace.

No. Non è vero. Non mi dispiace proprio per niente. Ho smesso di andare incontro a chi non prova nemmeno a venire incontro a me.

Le relazioni umane sono degli enormi, giganteschi compromessi, attorno ai quali, se ti va bene, puoi permetterti di far gravitare anche qualche buon sentimento.
A me finora non è quasi mai andata bene, dunque sì, sono asociale e misantropa.
Detengo ottimi livelli di diplomazia, quindi all’apparenza sono in grado di intrattenere buoni rapporti più o meno con chiunque, in realtà nella mia testa prende forma ogni giorno di più il progetto di un epico rogo purificatore.
Ci tengo a dire che non mi sto lamentando, anzi, solo mi domando dove stia il punto nel censurare se stessi al solo scopo di piacere a tutti.

È un’utopia. Ma anche se fosse possibile, a quel punto come fare?
Se la sintonia con le persone fosse universale e indiscriminata a priori, come sarebbe possibile il crearsi di relazioni di valore?
Un’amica varrebbe l’altra, un compagno varrebbe l’altro, una collega varrebbe l’altra, un parente varrebbe l’altro, e così via…
Saremmo solo tasselli intercambiabili di un macroscopico puzzle sociale.

Non so, forse nonostante tutto credo ancora nell’esistenza di esseri umani dotati di un intelletto affine al mio, forse lascio ancora alle persone che sembrano possederlo troppo spazio per deludermi, forse, più semplicemente, non ho ancora imparato la vecchia, proverbiale lezione del “chi fa da sé fa per tre” ed elargisco ancora troppo beneficio del dubbio.

Mi concedo un’altra precisazione, perché l’idea di apparire presuntuosa non mi alletta…
Vorrei che nell’espressione “intelletto affine al mio” non si leggesse “alla mia altezza”. Lungi da me ritenermi meglio o peggio di chiunque altro. Ciò che intendevo è solo che a volte farebbe piacere, conversando con qualcuno, avere la sensazione che l’altra persona stia davvero capendo ciò che gli dici e, perché no, che magari addirittura lo condivida.

Bene. Mi rendo conto di aver detto tutto e non aver detto nulla, ma stamattina è così.
Colpa mia. Appena sveglia mi si sono schiantati addosso tutti gli strascichi di una cosa che ho deciso di ignorare di proposito.
Sapevo che sarebbe andata così, ma non è bastato a farmi decidere di affrontare subito la questione.

Per cui, tornando all’inizio, in realtà sì, mi dispiace, ma ho deciso di non venirti incontro lo stesso.

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L’Uomo è un animale (sociale?).

“L’uomo è un animale sociale.”

BOOOOOOOOOP!!! RISPOSTA ERRATA, cari i miei Aristotele e Seneca.

La donna è un animale sociale. L’uomo è un animale. Punto.

Ok, lo ammetto, la mia spiccata misantropia in questo periodo è un tantino focalizzata sul genere maschile.
Il punto è che sono stanca di sentire uomini lamentarsi della non serietà delle donne quando il mantra collettivo del sesso “forte” sembra essere diventato: “Scusa, ma non mi sento pronto a una storia seria, non mi va proprio di legarmi.”.

Beh, cari maschietti, sapete una cosa? AVETE ROTTO IL CAZZO!!!

Se queste sono le VOSTRE premesse, mi sembra ragionevole che noi donne ci comportiamo di conseguenza. Dunque perché mai noi dovremmo essere “serie” se tanto quello che ci aspetta è uno scontato due di picche al momento di tirar fuori i coglioni e iniziare a comportarsi da “grandi”?!

Nessuno vi sta chiedendo di trasformarvi all’istante in tanti perfetti principi azzurri. Ci siamo evolute anche noi, lo sappiamo che i miracoli non esistono. Quello che vi si chiede è un briciolo di fottuta coerenza.
Se non mi piaci, io con te non ci esco, non ci ceno, non ci bevo, men che meno ci faccio quello che vorresti tu…
Invece tu, Homo Sapiens (e questa vorrei proprio che qualcuno me la spiegasse, “Sapiens” de che???), mi incontri, mi inviti fuori, mi offri la cena, poi un drink, una passeggiata sul lungomare, io non te la do lo stesso, perché sì, sono stronza, eppure tu torni alla carica…
Il secondo giro non è diverso dal primo. Al terzo ti ritrovi in una bettola fra i miei amici schizzati e sciattoni, ma non molli. Arrivano perfino i complimenti. Sparate che insinuerebbero sospetti perfino nella fiduciosa nonna di Cappuccetto Rosso, del tipo che prima o poi la bellezza abbandona tutti e che è l’interiorità di una persona a contare. Intuile dire che a questo segue un elenco di tutte le cose che è bellissimo fare con me: parlare, ridere, scherzare, discutere, confrontarsi… E a questo punto penso: dai, su, dillo, eri una donna! Se non prima dell’intervento, quanto meno nella vita precedente. Invece no, a quanto pare uomo fino al midollo.

Eppure il momento fatidico arriva. E arriva sempre.
“Ma io sono single per scelta. Sono troppo volubile per riuscire a gestire un rapporto serio e stabile. Non me la sento di legarmi.”

BOOOOOOOOOP!!! RISPOSTA ERRATA. Sì, di nuovo. D’altronde Aristotele e Seneca erano maschi.

Tu non sei uno spirito libero, selavggio, volubile, incapace di intrattenere una relazione seria.
Sei semplicemente un grande STRONZO!

Mi dilungo ancora, perché mi rendo conto di aver dimenticato una postilla fondamentale.
Non sono una bigotta che non concepisce l’idea che possano esistere relazioni “leggere” e senza impegno, quello che mi manda in bestia è la mancanza di onestà nelle persone (perché sì, dai, concediamoglielo, anche i maschi sono persone). Se sai a priori che non hai intenzione nemmeno di dare una possibilità a una persona di diventare significativa nella tua vita, dillo subito, così siamo tutti consapevoli e felici. Non perdere del tempo, ma soprattutto non farne perdere a me, sbrodolando cazzate su quanto io sia diversa dalle altre e robaccia simile, che tanto, se il gioco con te non vale la candela, prima o poi viene a galla.

[N.d.A.] Mr. Costume è qui taggato solo in quanto appartenente alla categoria maschile, non perché il post sia riferito a lui nello specifico.

Categorie: Capita anche a me..., La Creatura Uomo, PseudoNormalità, Vita | Tag: , , , , , , , | 17 commenti

Perché la matematica È un’opinione…

Oggi ho un solo obiettivo per la giornata: non pensare all’incontro imminente con Mr Costume!

Per fortuna la provvidenza fa il suo lavoro e… provvede!
Come? Fornendomi di che scrivere oggi su un piatto d’argento!

Ieri ero in treno, me ne tornavo beata verso casa, con lo stomaco pieno di penne all’arrabbiata e il cervello concentrato sull’Aleph di Jorge Luis Borges. Tornando presto, credo fossero all’incirca le 14:30, riesco a leggere anche senza il sostegno della musica che in genere uso per isolarmi dal caos degli altri passeggeri.
A un certo punto, il passaggio del controllore mi distrae dal mio universo parallelo e, mentre rimetto a posto l’abbonamento, si offre alle mie orecchie lo sfoggio di ignoranza più epico a cui abbia mai assistito.

Le protagoniste dell’opera magna sono tre ragazze, chiamiamole A, B e C, dato che tanto sono delle estranee incrociate per caso su un treno qualunque. Età media non superiore ai 20 anni, almeno così è sembrato a me. Capelli da vamp, trucco impeccabile, manicure dai colori fluorescenti corredata di glitter, montagne di bijoux vari, vestiti all’ultimo grido e accessori corredati.
Fin qui, nulla di male, peccato per l’infausta idea di aprire bocca…

 
 

A Stavo pensando… Magari voi potete aiutarmi con un calcolo che non riesco a fare… Se ci frequentiamo dal primo gennaio 2010, perché era il 2010, vero?

B e C (Presumo abbiano annuito, dandole conferma del suo ricordo, ma a me era dato di vedere solo A)

A Ecco allora, se era il primo genna 2010, quest’anno, a Capodanno, quanti anni sono che stiamo insieme? Tre o quattro?

IO ( o__O )

B Scusa sono 3… Da 2010 a 2013 sono 3 anni…

C Ma no, è che lei fa un conto diverso… Ti spiego. Lei dice: “Se era il primo gennaio 2010, siamo stati insieme tutto il 2010, tutto il 2011, tutto il 2012 e quindi il 2013 è il quarto anno”. Quindi sono 4…”

A Eh, vedi che dipende da come li conti…

IO (Chiudo il libro, mi infilo gli auricolari, alzo il volume al limite della tollerabilità, seleziono Trivium e premo “play”)

 
 

Ah, ma prima o poi la figaggine vi molla figliole mie, e allora verrà la resa dei conti e io, da bruttina pensante, godrò come una matta!!!

Categorie: Inorridisco., PseudoNormalità, Strano Pianeta, Vita da Pendolare | Tag: , , , , | 12 commenti

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