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Welcome Back.

ELIZABETH – ASHRAM


 

Lìberati. Svèlati.
Dài fuoco alla maschera.
Ti si rivelerà inutile quando avrai davvero bisogno di protezione.
Ama i tuoi difetti. Ti rendono più unica dei tuoi pregi.

Spolvera i tuoi scheletri. Arreda loro i tuoi armadi con amorevole cura.
Sono i tuoi avi. Sono le radici da cui germogli ogni giorno.
Smetti di tamponare le ferite. Lascia che sputino il loro veleno.
Permetti al sangue di scorrere, così che le arterie respirino.

B., guardami.
Riesci ancora a riconoscermi?
Potrai mai perdonarmi?
Non ho molto da offrirti, solo una lacrima.

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Categorie: Abisso, Arte Varia, B., Blog, Deliri Linguistici, Поток Сознания, Чернила, Flusso di Coscienza, Inchiostro, Ink, PseudoNormalità, Sclero, Scrittura, Sproloqui d'Inchiostro, Sproloqui dal passato, Stream of Consciousness, Vita | Tag: , , | Lascia un commento

Scorrere.

 

Vorrei essere capace di scorrere.
Come l’acqua. Come il tempo.
Sfiorare tutto e tutti,
ma non legarmi a niente e nessuno.

– © Vera Marte –

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Piccola Casa da Brivido.

Da due giorni sono in fissa con una canzone…
Lei è l’essere umano più inutile mai visto sulla faccia della terra, e la canzone stessa non è certo una perla, né per la musica né per il testo, anche se ammetto che, a suo modo, crea un’atmosfera carina.
A colpirmi, quando mi capitò a portata d’orecchio per la prima volta, fu il video che, se si toglie l’insignificanza della “cantante”, trovo tuttora fighissimo.
Sarà per il mio rapporto perverso con le bambole di ogni genere e specie, marionette comprese, ma ritengo che il punto sia stato proprio questo: catturare l’utente con un video fiquerrimo, per distogliere l’attenzione dall’incapace.
Detto questo, da due giorni ascolto la signorina Kerli in loop, e in genere i miei loop si protraggono finché non riesco a capire cosa vuole dirmi l’inconscio con la fissa del momento.
A questo giro, a quanto pare, il loop voleva che recuperassi un mio vecchio pezzo e, magari, che rileggendolo a distanza di tempo, io riuscissi a cavarne una qualche lezione.
Dopo ricerche varie, il pezzo l’ho trovato, ora sono concentrata sulla ricerca dell’insegnamento che dovrei trarne.

 
 

WALKING ON AIR – KERLI

 

 

È la vita che dovrebbe essere considerata un cattivo funzionamento.

– “Metafisica dei Tubi”, Amélie Nothomb –

Di colpo ti accorgi che ti stai spegnendo.
Sei una sorta di locale, ma invece che organizzare eventi sei tu stessa una sorta di evento itinerante.
Offri te stessa come intrattenimento a chiunque sembri averne bisogno, seppellendo sotto cumuli di sorrisi ben costruiti il vuoto che sta assediando la tua anima. Mentre fuori risuona il caos, dentro rimbomba, prepotente, il silenzio.

Vorrei vivere in una casetta viola in cima a una collina non troppo alta, quel tanto che basta per poter guardar il cielo poco oltre le cime degli alberi. Sì, alberi. La casetta viola la vorrei in mezzo a un boschetto di sempreverdi, di quelli con le fronde fitte, che offrono ombra fresca d’estate e che rimani a fissare incantata d’inverno quando si cristallizzano sotto una spolverata di neve.
Vorrei una cucina accogliente con le credenze piene di tè e tisane da ogni parte del mondo.
Vorrei pareti ricoperte di librerie straripanti di volumi di ogni epoca, genere e dimensione.
E vorrei una veranda, dove poter stare seduta a scrivere durante i temporali…
Vorrei veder scrosciare le parole sulla pagina bianca come la pioggia si abbatte sulla terra.
Libere. Inafferrabili. Implacabili.

Forse se avessi il mio boschetto di sempreverdi la serenità non mi sembrerebbe un miraggio.
Forse se avessi la mia cucina piena di tè e tisane l’immobilità del tempo non mi sembrerebbe tanto amara.
Forse se avessi le mie pareti ricoperte di libri la felicità non mi sembrerebbe fantascienza.
Forse se avessi la mia veranda la passione viscerale per la scrittura non mi sembrerebbe radicata follia.
Forse se avessi la mia casetta viola la vita non mi sembrerebbe un cattivo funzionamento.

– © Vera Marte, 12/08/2011 –

 

ВСЕМ ВЕСЁЛОГО ДНЯ!!! – BUONA GIORNATA A TUTTI!!!

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