Articoli con tag: Rientro

Shopping Funzionale.

Image Credit © VeRA Marte

 

Iniziano le grandi manovre.
La domenica pomeriggio, nonostante il diluvio universale, è stata dedicata a una trasferta improvvisata per procurarmi l’equipaggiamento da trasporto cibo. Si ringrazia l’AnarcoSocio per essersi accollato senza lamentele la mansione di autista-singing-in-the-rain, che nella PandaMobile non c’è il lettore CD e da qualche mese la radio ha deciso che le aggrada solo la frequenza di Radio Cuore, così oltre a guidare, il sant’uomo mi ha anche fatto da jukebox umano.

Come ormai sapete fin troppo bene, sono a dieta ferrea e rigorosa, quindi la questione pasti è una delle tante che dovrò imparare a gestire al mio rientro in ufficio, fra due settimane.
Nel male delle porzioni pesate al grammo e, ahimè, piuttosto ridotte, ho risolto con due maxi thermos per alimenti. Prove d’ingombro fatte: ci sta tutto alla perfezione, e già questo mi ha sollevata non poco.
Il prossimo passo sono le prove d’ingombro dei liquidi. Archiviato il mio vecchio thermos da 0,5 L addetto alla tisana, sono passata a due da 0,4 L in modo da potermi portare sia la tisana che il caffelatte previsto dalla colazione, che dal 3 di febbraio verrà “celebrata” alla scrivania. Alla faccia della pausa caffè fighettosa in tipico stile milanese: almeno a colazione, mangerò tre volte tanto rispetto alle colleghe, ma senza spendere niente. Ok, cappuccio e brioche alla crema sono un’altra cosa, ma sto cercando di vedere i lati positivi.
A corredare la mia collezione di thermos nuovissimi, ecco i bicchieroni di plastica da campeggio, che nei bicchierini/tappo dei thermos le fette biscottate non riesco proprio a inzupparcele, non ci passano.
Il tutto è destinato a essere portato a spasso nel mio meraviglioso zaino da escursionismo, nuovo anche lui, insieme alle posate e ai miei millemila litri d’acqua giornalieri obbligatori.
Insomma, per la fine di febbraio, metà marzo al massimo, conto, oltre alla gamba, di essere riuscita a stortarmi la schiena… Ihihih!!!

Riflettevo sul fatto che, contenuto dello zaino a parte, in effetti non sono molte le cose che mi restano da portarmi dietro.
Posto che io riesca a tener fede ai miei buoni propositi riguardanti i libri, potrei addirittura riuscire a compiere il grande passo: sostituire la maxi borsa in stile Mary Poppins con una borsa “normale”, ovvero contenente soltanto un mini-kit di sopravvivenza composto da documenti, portafoglio, salviettine, fazzolettini, UN SOLO libro, il mini blocnotes, il quadernino, un paio di penne, uno specchietto, gomme da masticare, burrocacao e crema per le mani. Una valutazione a sé verrà riservata, a tempo debito, alla gestione del materiale di russo nei giorni in cui c’è lezione e ai cosmetici, indispensabili da quando mi sono riempita di sfoghi causa farmaci. Elencate sembrano un sacco di cose, ma se ci pensate bene peso e ingombro sono davvero ridotti.

Che dire? Il ghiaccio è rotto.
Il primo passo verso la ripresa è fatto e, mentre mi domando perché il caricamento online abbia trasformato la mia fiquissima foto da moderna natura morta a orrenda sgranatura complessiva, penso a come organizzare le prossime tappe del mio ritorno al mondo esterno.

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Io, il Rientro e Miss Gamba.

Screenshot da Twitter, 07/01/2014, h 07:50
Image Credit © VeRA Marte

 

Il mio rientro, in condizioni “normali”, sarebbe iniziato così.
Col treno prima del mio in ritardo di 24 minuti, cosa che avrebbe avuto sicure ripercussioni anche sulla puntualità del mio, di treno. Non so bene se sorriderne o meno. So che, per sentirmi meno alienata, ho pensato bene di dedicare la mattinata a una serie di telefonate burocratiche che, a conti fatti, credo siano riuscite a farmi innervosire più di quanto avrebbe fatto il treno in ritardo, ma pazienza.

Come perdere i chili presi durante le feste” sta già facendo la sua brava parte da must del momento, e questo sì che mi fa ridere, un riso amaro, ma pur sempre riso. Io dall’inizio delle feste, che in casa mia è coinciso con un compleanno festeggiato il 7 dicembre, sono dimagrita. Eppure ho mangiato, mi sono concessa degli sgarri che una volta mi sarebbero sembrati ovvi in relazione al periodo, ma che ora per me sono paragonabili a un pranzo di nozze: niente. Dopo i picchi, da attribuire in gran parte all’ingordigia del cortisone più che alla mia, ho chiuso le feste in ribasso di ciccia. Intendiamoci, non mi fa certo schifo, eh?! Non è il cosa a mettermi tristezza, ma il come. Sarebbe bello poter fare un applausone al mio metabolismo o, meglio ancora, alla mia buona volontà e al mio autocontrollo, ma non è questo il caso. La standing ovation va alla paura, al terrore del non saper quantificare l’entità del danno causabile da un cioccolatino in più infilato in bocca più o meno di nascosto. Così, per placare la fame, ho ripreso a ruminare gomme da masticare, rigorosamente senza zucchero, a volte anche per ore, a oltranza, col risultato che lo stomaco mi si riempie d’aria e l’interno delle guance è un massacro di morsiconi involontari, ma almeno mi concentro su questo e non sul fatto che, così dicono, anche le gomme da masticare fanno male, almeno considerato l’uso improprio che ne faccio io.

Mi accorgo che le feste sono finite solo per le grandi manovre di smantellamento Lapponia messe in atto dall’AnarcoMater, che ogni anno ingaggia, e vince, una sfida con se stessa per “La casa più decorata e illuminata del paese”. E per fortuna il pezzetto di giardino è condominiale, se no sarebbe capace di assoldare di tasca sua dei teatranti di strada per allestire un presepe vivente non-stop dall’8 dicembre al 6 gennaio.
Ebbene sì, la casa sta tornando al suo aspetto originario, quindi nell’arco di qualche giorno ho buone probabilità di smettere di ritrovarmi glitterata contro la mia volontà, rea colpevolissima dell’incresciosa malefatta di vivere qui.

Il punto è che io ero convinta che per questo rientro sarei stata in grado di rimettermi in pista. Certo, coi miei tempi e le mie modalità tutte nuove, ma comunque di nuovo in corsa, invece no: ancora a riposo forzato, anzi, forzatissimo dopo il ribaltone dalle scale.
E io ora come lo faccio passare il tempo? Almeno prima ero tornata a muovermi in maniera quasi accettabile, invece adesso ogni movimento è una fitta e non sembra esistere posizione umana che la mia gamba trovi di suo gradimento, maledetta stronza! Mai sentito parlare di karma? Prima mi fai finire col culo per terra e poi ti lamenti se ci sei finita in mezzo anche tu… Ma pensa te ‘sta presuntuosa di ‘sto piffero… Per la cura e l’attenzione che ti ho riservato in questi ultimi mesi, avresti dovuto improvvisarti Transformer, mutarti in elica, sollevarmi in volo e farmi atterrare, comoda e leggiadra, sul cuscino più morbido del divano. Invece no. Ha deciso di entrare in sciopero senza preavviso, la simpaticona, per di più mentre ero sulle scale, ché non è solo simpatica, ma anche burlona, la fetente… Stiramento del muscolo già lesionato, piede scorticato contro i gradini e dolori che neanche il giorno dopo l’intervento. Sai che ti dico? Che puoi anche andartene affan…

Scusate, eh, ma quanno ce vo’, ce vo’…

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