Articoli con tag: WordPress

Boh… Blogger

blog-блог

 

Viviamo un momento costellato di blogger: Fashion Blogger, Food Blogger, Travel Blogger e via di seguito, ma chi era un semplice blogger prima che la blogosfera finisse sotto le luci della ribalta, che tipo di blogger è?
Come dovrebbe definirsi chi, come me, ha iniziato a scrivere il proprio blog così tanto tempo fa da averlo “inaugurato” su piattaforme che si sono estinte ormai da anni? Bei tempi in cui ancora i blogger non millantavano super competenze in un qualche campo, ma si limitavano a trasporre nella più tecnologica versione in pixel il caro, vecchio diario personale.

Ho iniziato a scrivere quando avevo nove, dieci anni. Riempivo pagine e pagine di parole, in tutte le forme possibili e immaginabili: racconti, diario, poesie. Rivedevo, rifinivo, perfezionavo fino allo sfinimento, per poi copiare tutto con cura nei quaderni “in bella”.
Più o meno intorno ai quindici, sedici anni la scoperta dell’esistenza della blogosfera e il mio ingresso, da principio forse un po’ timoroso, in questo affascinante e poliedrico universo. Ricordo ancora con un sorriso le espressioni perplesse alla frase “Scrivo su un blog…”, quando ancora quasi nessuno sapeva cosa diavolo fosse un blog, e l’orgoglio di essere in qualche modo innovativa e fuori dal coro. L’esordio su una piattaforma che, finché è durata, mi ha dato modo di dilettarmi acnhe con le mie dubbie capacità grafiche e di imparare le basi dei codici html, perché la personalizzazione del proprio blog era questione di buona volontà: non c’erano i moderni e intuitivi strumenti di oggi, se volevi emergere dalla massa dovevi sbatterti e imparare ad arrangiarti.

Gli anni sono passati e, giunta alla veranda età di 32 anni, mi sento sempre più disorientata di fronte alla super tecnologica schermata bianca di WordPress.
Il sovraffollamento di blogger iper-competenti, ultra-specializzati, pluri-“followati” mi fa sentire piccola piccola e piuttosto insignificante.
Innanzi tutto, d’improvviso sembrano essere diventati tutti grandi scrittori, cosa che, ahimè, proprio non è. In contraddizione con questo, però, si staglia l’innegabile evidenza che a contare sia sempre più la mole di contenuti prodotti e non la loro reale qualità.
Se si vuole “diventare qualcuno” , essere fedeli al tema del proprio blog è un imperativo inoppugnabile, ma io, creatura ormai vetusta, trovo che questo altro non sia che un meschino ingabbiare il pensiero. La mente umana, così come la meravigliosa vastità del lessico, non sono fatte per rimanere rinchiuse in compartimenti stagni. Così non si fa altro che spacciare per prolifica creatività un costante e svilente riproporre la stessa pietanza in tutte le salse possibili e immaginabili.

Ogni giorno che passa è più palese che io appartenga all’epoca in cui i blog erano luoghi di riflessione e di profonda introspezione, mentre oggi, per buona parte, sono diventati strumenti lavorativi e/o pubblicitari.
Più volte ho pensato che avrei potuto approfittare della mia esperienza per auto-promuovermi o per sostenere e far conoscere le attività a cui vorrei dedicarmi dal punto di vista lavorativo, ma non ci sono mai riuscita.
Credo sia un po’ come quando vado in vacanza. Potrei fare qualche bella fotografia, scegliere con calma l’inquadratura migliore, modificarla con una qalche applicazione e inviarla alle persone più care, parenti e amici, ma non ce la faccio: alla fine preferisco sempre affidarmi alle care vecchie cartoline postali.

Questa nuova percezione del blog mi mette una gran tristezza, destabilizza il mio concetto originario di scrittura e, sempre più spesso, mi lascia disorientata riguardo al come continuare a rapportarmici.

 
 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

Annunci
Categorie: Blog, Capita anche a me..., Поток Сознания, Чернила, Flusso di Coscienza, Inchiostro, PolimioVita, PseudoNormalità, Rompiamo il Silenzio, Sclero, Scrittura, Strano Pianeta, Stream of Consciousness, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

Idea Delusa.

idea-delusa

 

Riemersa a fatica dai deliri della febbre a 39,9°, ma ancora in preda agli strascichi di una massiccia assunzione di antibiotici per via intramuscolare, questa mattina mi alzo e decido di approfittare della convalescenza per provare a mettere in fila un paio di frasi di senso compiuto.
Accendo il computer e… SBAM!!! Sbatto la testa contro l’ennesimo aggiornamento di WordPress.
La mia domanda, semplice e forse ingenua, è una sola: perché?
Perché questa pruriginosa necessità di stravolgere tutto una volta al mese?
Sarà che io non sono più costante come una volta, o forse il punto è che spesso approfitto delle infinite ore trascorse in treno, utilizzando quindi l’app per gestire il blog, ma inizia a sorgermi il dubbio che WordPress, ritrovatosi sovraccarico, stia mirando all’eliminazione dei blogger meno tenaci attraverso la sottile strategia dello sfinimento psicologico.
Apri il sito, tutta presa dall’entusiasmo di un’idea che ti frulla in testa e che non vedi l’ora di scrivere, e ti ritrovi a perdere il filo dopo soli pochi minuti, costretta a concentrarti per capire come diavolo funzioni la nuova versione dell’editor, mentre le tua brillantissima idea se ne va, delusa per essere stata messa in secondo piano, e ben decisa a non tornare mai più.

Essere di nuovo malata è abbastanza frustrante. Dal 30 dicembre a oggi, quindi meno di un mese, ho calcolato di aver avuto la febbre per un totale di ben 21 giorni: non male! Quel che è ancora più frustrante, però, è l’essere in uno stato tanto pietoso da non riuscire nemmeno a leggere. L’unica cosa che sono stata in grado di fare per circa una settimana è stata vegetare sul divano, mangiando a stento e faticando a dormire.
Ogni volta che mi capita mi impunto dicendomi che, nel male, almeno posso approfittare del tempo a mia disposizione per dedicarmi alle cose che mi piacciono, ma ogni volta finisco per stare troppo male per riuscirci ed è questo, in realtà, a demoralizzarmi più di ogni altra cosa: il senso di assoluto annientamento.

Nei momenti “buoni”, però, ricomincio a fare programmi e, man mano che le forze e la lucidità tornano, mi rimetto all’opera, facendo del mio meglio per approfittare almeno della fase di recupero finale della convalescenza, stando sempre molto attenta a non affaticarmi troppo, così da evitare ricadute.
È un equilibrio delicato, difficile da mantenere, ma indispensabile per sopravvivere.
Ecco allora che, ancora troppo debole per stare ore in piedi a impastare dolci o rimestare padelle, per oggi ho scelto un po’ di sana lettura e un timido tentativo di scrittura.

Domani, stando alla tabella di marcia, dovrei fare una rapida tappa in posta per il ritiro e la firma di alcuni documenti. Chissà come sarà rimettere il naso ancora tutto arrossato fuori dalla porta dopo più di dieci giorni: una sana boccata d’aria, per quanto gelida, o lo spunto perfetto per l’ennesimo picco di febbre?
Vedremo…

 

Rompiamo il Silenzio!

 
 

Categorie: Blog, Поток Сознания, Чернила, Flusso di Coscienza, Inchiostro, Ink, Malattie Rare, PolimioVita, PseudoNormalità, Rompiamo il Silenzio, Scrittura, Stream of Consciousness, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 9 commenti

Gli Occhi del Cielo

Image Credit © VeRA Marte

 

Avete mai guardato il cielo negli occhi?
A me capita sempre più spesso.

La mia attuale condizione di “di-nuovo-disoccupata” fa di me una persona con una quantità smisurata di tempo libero.

A molti di voi non fregherà assolutamente nulla, ma confido nelle leggi delle probabilità, secondo cui esiste almeno un esserino che invece si sta chiedendo: “E come lo impieghi tutto quel tempo?”.

Come potrai immaginare, cara la mia creaturina interessata, molto del mio tempo viene speso fra lettura, scrittura e studio della lingua russa.
In più, finché il tempo, quello meteorologico, mi assiste, c’è un’altra attività che si è aggiudicata una bella fetta del mio tempo libero: camminare.
Innanzi tutto, inutile negare che le mie attuali condizioni di salute lo richiedono: nell’attesa di capirci qualcosa, non posso fermare le gambe.
A parte questo, camminare è quanto di più bello si possa fare e , pur avendo sempre amato farlo, non credo di averlo mai apprezzato tanto come ora che mi risulta difficoltoso.

Mentre si cammina si possono fare un sacco di cose. Si può pensare: può schiarire le idee, ma io lo sconsiglio, perché può anche dar vita a un sacco di inutili segoni mentali. Si può ascoltare musica, canticchiare, chiacchierare con un’amica, se si è bravi si possono addirittura fare foto e/o annotarsi appunti, ovvio, con l’inseparabile melafonino.

Quello che mi piace di più, però, è che camminando si può guardare il cielo negli occhi.
Occhi in cui è fin troppo facile perdersi, ma in cui spesso è difficile ritrovarsi.
Occhi immensi, capaci di cullarti, ma anche di aggredirti.
Occhi che ti infondono infinite sensazioni nella loro espressione estrema e poi tutte le annullano, lasciandoti vuota, ma finalmente leggera.

 
 

PS. Buon Venerdì 13 a tutte e tutti! Io lo adoro!!! *-*
PPS. Avevo una mezza idea di scrivere un post sul fattaccio dell’improvvisa comparsa della pubblicità su WP, ma stamattina ne ho già letti fin troppi, quindi credo che per il momento me lo risparmierò in attesa degli sviluppi di questa fastidiosa stronzata.

Categorie: Arte Varia, Blog, Чернила, Fotografia, Inchiostro, Ink, PseudoNormalità, Scrittura, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

Un Cielo Virtuale.

Image Credit © Vera Marte

 

È venerdì.

– 14 giorni lavorativi effettivi.

– 20 giorni alla scadenza del mio contratto e ancora nessuna notizia sul rinnovo.

– 39 giorni alla partenza, sempre più speranzosa che possa davvero rappresentare una svolta nella mia vitaccia attuale.

– 2 giorni, almeno salvo imprevisti, al prossimo incontro con la mia Ranocchiola ormai diecimesenne. *-*

Stamattina il cielo fa schifo, così ho deciso di sfoderare l’ultima delle mie infinite foto di cieli “artistici”.
Quei cieli che potrei guardare per ore, abitati da nuvole astratte in cui poter leggere la serenità che vado ricercando da tanto, forse troppo tempo.

Lo so che il cielo è uno solo, ma non ci credo. Ci sono punti da cui lo fotografo con una regolarità e una frequenza quasi ossessive, e non immortalo mai lo stesso cielo.
Mi chiedo cosa vedrebbero le persone a cui voglio bene se alzassero lo sguardo nello stesso momento in cui lo faccio io e la risposta è che non ne ho idea, ma so che vedremmo cose diverse, pur guardando lo stesso cielo.

Stamattina questa cosa mi sta mandando in paranoia, perché conferma la teoria che in un mondo sempre più globalizzato siamo sempre più soli.
D’un tratto WordPress mi appare nello stesso modo: un grande cielo sotto cui tutti scriviamo, viviamo, gioiamo e piangiamo, e a cui tutti, più o meno spesso, alziamo gli occhi. E di colpo mi sembrate tutti così vicini ma, allo stesso tempo, così lontani e irraggiungibili.

Oggi mi sento spenta, grigia, proprio come il cielo che mi sono trovata davanti appena uscita di casa, ma so che voi ci siete, lo sento.
Voi che, per paradosso, sapete di me più di quanto sappiano le persone del mio quotidiano.
Voi che, in quell’infinito cielo virtuale che è WordPress, siete le stelle più luminose.

E, fiduciosa nelle capacità organizzative di Nana, vi aspetto a Milano!

 

Buon weekend a tutte e tutti!!!
Всем добрых выходных!!!

Categorie: AnarcoFamily, Arte Varia, Blog, Поток Сознания, Flusso di Coscienza, PseudoNormalità, Russia, Sclero, Scrittura, Stream of Consciousness, Vita | Tag: , , , , , , , , , , , | 13 commenti

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: