Archivi del mese: marzo 2013

Buon Compleanno Vera!!!

BUON COMPLEANNO VERA!!!
С ДНЁМ РОЖДЕНИЯ, ВЕРА!!!

 

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Categorie: Blog, Capita anche a me..., PseudoNormalità, Strano Pianeta, Vita | Tag: , , | 19 commenti

Io e i Buoni Propositi. #2

Ebbene sì, è primavera. Da una settimana ormai, e io non smentisco la mia fama di ritardataria cronica, ma una settimana è bastata a farcirmi le cosiddette.

 

 

Cerhiamo di andare con ordine:

  1. Mi si è rotto il Melafonino. Per fortuna la Apple si è rivelata un’azienda seria e, dopo aver amichevolmente conversato con un numero indefinito di operatori, mi ha risolto il problema rispettando i tempi che mi avevano prospettato (fra l’altro piuttosto brevi) e lasciandomi senza telefono per non più di 10/15 minuti. Più 2/3 ore che mi ci sono volute per tornare a casa dal centro Apple e rispristinare il backup sul nuovo Melafonino, perché sì, essendo ancora in garanzia e avendo meno di un anno di vita, me l’hanno sostituito senza batter ciglio.
  2. Ritardi, soppressioni e scioperi vari si sono abbattuti sulla sottoscritta, e non solo, senza pietà, questa volta facendomi saltare impegni e rimandare appuntamenti, fra cui anche la suddetta visitina al centro Apple, e mandandomi in bestia perfino più del solito.
  3. Il tempo fa schifo. Non che io sia un’amante sfegatata del sole-spacca-pietre e delle temperature tropicali, ma… che due palle! Io sono da sempre una fan di coloro che, a quanto si dice, non esistono più: le mezze stagioni, in particolare dell’autunno. L’aria tiepida, i colori caldi e quel sentore di rispettosa discrezione che si respira nell’aria, mentre il vento canta le sue melodie fra i rami adorni di foglie secche.

Chiudendo la parentesi poetica e tornando ai buoni propositi, ho scoperto che la terapia d’urto, seppur non efficace al 100%, è comunque più adatta a me dell’approccio soft.
L’alimentazione è migliorata; il consumo di dolci e schifezze varie calato drasticamente; le dosi di caffeina e teina ridimensionate in favore di tisane varie; 2kg persi, che non saranno granché, ma sono un inizio; mi trucco (e soprattutto mi strucco) con molta più regolarità, non tanto per il trucco in sé, ma per la costanza nel pensare a me stessa; stanchezza permettendo, studio e leggo più che posso. C’è solo una cosa che non mi è riuscita affatto: in preda a una tosse simil-tisica, ho dovuto rimandare la ripresa dell’attività fisica, e ora che ho preso il ritmo, un ritmo da pazzi per essere onesta, l’idea di dover aggiungere ancora qualcosa mi risulta davvero ostica…

Va beh…

 

BUONA PRIMAVERA A TUTTE E TUTTI!!!
ВСЕМ ВЕСЁЛОЙ ВЕСНЫ!!!

 

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Tanti Auguri Papà!

С ДНЁМ ОТЦА!!!
BUONA FESTA DEL PAPÀ!!!

 

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Io e i Buoni Propositi del Lunedì.

Per ottenere un cambiamento, bisogna partire da se stessi.

– © Vera Marte –

 

Sarà il mio solito vaneggiamento del lunedì ma…

Settimana nuova, orario di lavoro nuovo con conseguenti stipendio nuovo (per fortuna un po’ più alto) e dieta nuova (si spera un po’ più sana, o almeno ci si proverà).
Tutto questo ha dato vita a un picco di ottimismo e buona volontà, o apparente tale, e ho aggiunto alla lista delle novità un paio di “fioretti”, oltre a quelli che già stavo facendo da qualche settimana.
Dopo aver abolito brioche e cappuccino a metà mattina e aver relegato i dolci al fine settimana e a eventuali occasioni particolari, ho deciso che il prossimo passo sarà meno tv e più russo.
Purtroppo le lezioni stanno procedendo a un ritmo ben più lento di quanto mi aspettassi all’inizio dell’anno, e ho seri dubbi che riusciremo a completare il programma necessario per il livello d’esame che vorrei tentare io, ma dei progressi li ho fatti, e magari riesco a farli fruttare in qualche modo per i miei lavoretti di traduzione. In fondo il mio russo viene in gran parte da studio autodidatta, quindi perché non inventarsi l’ennesima trovata per fare pratica e tenermi in allenamento? Così ecco il grande ritorno dello streaming in russo!

Come dicevo ieri a me stessa, non si può pretendere che le cose cambino se per primi non si è disposti a buttarsi in nome del cambiamento.
La situazione può essere quanto di più scoraggiante si riesca a immaginare, ma arrendersi anche di fronte alle battaglie combattibili è come firmare, con entusiasmo, la propria condanna ai lavori forzati a vita.
La lotta per il miglioramento è all’ultimo sangue, e non ci sono garanzie di vittoria; io però sono convinta che sia meglio cadere in battaglia che vivere per inerzia chiedendosi come sarebbe finita se ci avessi provato.

E siccome i piccoli passi per la sottoscritta si sono rivelati dispersivi, ora si passa alla terapia d’urto e vediamo se va meglio…

Categorie: Abisso, Поток Сознания, Flusso di Coscienza, PseudoNormalità, Russia, Sclero, Scrittura, Sproloqui d'Inchiostro, Stream of Consciousness, Vita | Tag: | 13 commenti

8 Marzo 2013.

Silentium.

 

 

In Memoriam.

Categorie: PseudoNormalità, Vita | Tag: , | 1 commento

Piovono Premi…

Altri due premi si sono abbatutti si questo blog grazie alla malsana devozione della mia gemella beta endorphin, che ringrazio per il solo fatto di esistere e perché, come dimenticarlo, è stata la mia prima lettrice/commentatrice/follower.

Detto questo, veniamo ai compitini.

 

 

REGOLE DEL VERSATILE BLOGGER AWARD

  1. Scrivere sette cose su di me.
  2. Nominare altri 15 blogger.

 

1. Dunque…
1) Odio i peperoni, l’anguria e il melone.
2) Se avessi la forza di alzarmi in tempo, improvviserei ogni mattina una puntata casereccia di ClioMakeUp nel mio bagno.
3) Se l’acqua non fosse un bene preziosissimo, per di più a serio rischio di esaurimento, ogni mia doccia durerebbe come minimo un’ora e mezza.
4) Se non si fosse capito dal punto precedente, adoro l’acqua.
5) Siccome sono una personcina equilibrata (e su questa affermazione siete autorizzati a smascellarvi dal ridere), adoro anche il fuoco.
6) Ho sempre in borsa le bolle di sapone, per me sono una sorta di calmante a effetto (quasi) immediato.
7) C’e il serissimo rischio che, se mai riuscissi davvero ad andarmene in Russia, io ci resti a oltranza, ma tranquilli, il web mi permetterebbe di ammorbarvi anche da lì.

2. Provvedo dopo.

 

 

REGOLE DEL LIEBSTER BLOG AWARD

  1. Elencare 11 cose che mi riguardano.
  2. Rispondere alle 11 domande poste da beta endorphin.
  3. Scrivere 11 domande da porre alle persone che nominerò.
  4. Nominare 11 persone di cui apprezzo il blog.

 

1. Prendendo esempio dall mia premiatrice, continuo con l’elenco precedente aggiungendo altre 4 “perle” sulla sottoscritta.
8) Ho millemila tartarughe di millemila dimensioni, millemila materiali e millemila provenienze.
9) Alla facciazza dell’alito, amo in modo davvero indecente cipolla, aglio e peperoncino.
10) Proprio non sopporto la musica country.
11) Se potessi, vivrei di notte e dormirei di giorno.

 

2. Vediamo che domande si è inventata endorphin…
1) 5 aggettivi per descriverti?
Testarda, istintiva, empatica, macabra, alienata.
2) Quali sono i tuoi gusti preferiti di gelato?
Bacio e pistacchio! GNAM!!! 😀
3) Perché hai deciso di scrivere su un blog?
Non me lo ricordo… È passato troppo tempo… ;P
4) Quale animale vorresti essere?
Uhmmm… Credo che non mi dispiacerebbe provare a essere una gigantesca tartaruga marina.
5) Quali sono le tre cose che porteresti con te su un’isola deserta?
Una scorta a vita di libri (naturalmente inclusi quelli di russo), scorte industriali di cartoleria varia (bolle di sapone incluse) per poter scrivere e la mia nipotina con tutto il necessario, anche se temo che l’AnarcoSorella e l’AnarcoCognato non sarebbero tanto d’accordo… -.-”
6) Qual è il tuo libro preferito?
“La bambina che salvava i libri” di Markus Zusak.
7) Pizza o cioccolato (=P)?
Stai scherzando vero??! o_O
Volevi dire pizza E cioccolato! 😀
8) La città/paese che hai/non hai visitato e che più ami.
Che domande… Grande Madre Russia! (Ma dovete leggerlo con l’accento russo, se no non vale.)
9) La cosa più folle che hai fatto nella tua vita.
Mica posso scriverlo qui, ti pare??! C’è gente che mi conosce fra le persone che leggono… 😛
10) L’ultima canzone che hai ascoltato (radio/lettore mp3/tubo/ecc).
Quella di sottofondo ai titoli di coda del film “Zodiac”, ma non ho idea di che canzone sia.
11) Il colore della maglia che stai indossando adesso.
Dolcevita nero con sopra un maglioncino verde acido.

 

3. Ma come? Non era già abbastanza faticoso rispondere alle domande altrui?! Ora devo perfino inventarme e altre io??! XD
Sappiate che ruberò parecchio…
1) Ormai irrinunciabile: 5 aggettivi per descriverti.
2) Il tuo libro preferito?
3) La tua lingua straniera preferita? (Che tu la sappia o meno.)
4) Il tuo giocattolo preferito di quando eri piccola/o.
5) Un oggetto stupido/inutile a cui però non rinunceresti mai.
6) Perché hai deciso di scrivere un blog?
7) In quale città/paese saresti disposta/o a tresferirti subito?
8) Dolce o salato?
9) Il tuo film preferito?
10) Cambieresti mai il tuo nome? Se sì, con quale e perché? (Ovviamente non è obbligatorio menzionare il tuo vero nome.)
11) Chi te lo fa fare di leggermi??! Muahahah!!! 😀

 

CHIUDIAMO CON LE NOMINATION
Siccome le limitazioni mi stanno strette, niente lista, anche perché mi pare di averne già fatte a sufficienza in questo post.
Si consideri nominata/o chiunque compare nel mio elenco dei link e chiunque, passando di qui per la prima volta, si trovi bene e senta la voglia irrefrenabile di sbattersi a scrivere tutta la pappardella richiesta.

PS. I widget li metto stasera dal fisso, che col telefono sono impedita e non so come fare… -.-”

 

BUON GIOVEDÌ A TUTTE E TUTTI!

Categorie: Blog, Capita anche a me... | Tag: | 5 commenti

L’Ispirazione è un Continuo “Non lo so”.

Ho scoperto che i post pubblicati di mattina fanno il botto, mentre quelli pubblicati la sera non se li caga nessuno, anche se (magari) sono più merotevoli di quelli mattutini. E son scoperte…!

 

 

[…] Quando mi viene posta questa domanda, anche io esito. Ma la mia risposta è: l’ispirazione non è un privilegio esclusivo di poeti o artisti in generale. C’è, c’è stata e sempre ci sarà una serie di persone che riceve la sua visita. Di questo gruppo di individui fanno parte quanti banno consapevolmente scelto la propria vocazione e svolgono il proprio lavoro con amore e immaginazione. Può trattarsi di medici, insegnanti, giardinieri – e potrei andare avanti a elencare migliaia di altre professioni. Il lavoro di queste persone diventa un’avventura continua, nella misura in cui riescono a trovarvi sempre nuove sfide. Le difficoltà e le battute d’arresto non soffocano la loro curiosità, e da ogni problema che risolvono scaturisce un nugolo di nuove domande. Qualunque cosa sia l’ispirazione, nasce da un continuo “Non lo so”.

La prima frase è sempre la più difficile,
Wysława Szymborska –

 

Dove sta dunque il problema?
Nel fatto che, se anche l’ispirazione è un lusso alla portata di tutti, non è propensa a timbrare il cartellino. È una libera professionista che si dà da fare quando le pare, senza tener conto che la quotidianità di noi comuni mortali spesso ci impedisce di darle retta.

Così ho deciso di dedicarle questo post, nella speranza che la persuada a presentarsi al momento giusto.

 

BUONA ISPIRAZIONE A TUTTE E TUTTI!!!

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Passo Dopo Passo.

Come si può sperare nel cambiamento altrui se si riesce a fatica a credere nel proprio?

Chi mi legge da un po’ ormai lo sa: sono tanto incostante nel mantenere i miei buoni proposti, quanto sono costante nel rinnovarli ogni lunedì mattina.
Credo di aver capito dove sta il problema: non so essere realistica, non so andare per gradi. Vorrei sempre tutto subito, così ogni volta parto alla grande, ma mi stanco in fretta e tutto torna come prima. Giunta a questa conclusione, però, sarei stupida se ricadessi per l’ennesima volta negli stessi meccanismi difettosi, per quanto difficile possa essere cambiare.
Questa volta quindi avanzerò a piccoli passi, muovendo quelli successivi solo quando i primi saranno diventati piccoli gesti inconsci della mia quotidianità.

Sono i piccoli passi quelli che, uno dopo l’altro, ti portano più lontano.

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Educazione Siberiana. – Il Film.

EDUCAZIONE SIBERIANA. – IL FILM.

 

 

Ieri sera, finalmente, ho visto Educazione Siberiana, tratto dall’omonimo romanzo del qui onnipresente Nicolai Lilin e diretto dal regista Premio Oscar Gabriele Salvatores.

Girovagando per la blogosfera mi sono accorta che il recente martellare del trailer ha attirato l’attenzione di parecchie persone anche sul romanzo. C’è chi si limiterà al film, chi al libro, ma c’è anche chi si è dato allalettura feroce per poter prima leggere il libro e poi vedere il film prima che lo tolgano dalle sale.

 

Di seguito qualche dritta interessante che, secondo me, potrebbe tornarvi utile, a qualunque dei tre suddetti gruppi apperteniate:

  1. Se siete indecisi fra solo libro o solo film, non c’è dubbio: solo libro.
  2. Se state già leggendo Educazione Siberiana e vi sta poacendo, rinunciate al film. Non perché non meriti, ma perché il film è un gran minestrone di Educazione Siberiana, Caduta Libera e Storie sulla Pelle (primo, secondo e quarto libro di Lilin), quindi non riuscireste a capire tutti i riferimenti.
  3. Non sono un’esperta di cinema, quindi forse sono io a non essere in grado di comprendere, ma la mia opinione è che alcune delle “licenze poetiche” sfoggiate nella versione cinematografica siano decisamente eccessive, sia per quanto riguarda i personaggi, sia per quanto riguarda la trama.
  4. Riprendendo quanto detto nei due punti precedenti, se state pensando di leggere anche i libri successivi a Educazione Siberiana, non temete: non correte alcun rischio che il film vi rovini la sorpresa anticipando fatti salienti degli altri scritti di Lilin.

 

Tirando le somme, a me il film non è dispiaciuto, a parte un paio di variazioni di trama, ma resto convinta del fatto che, come spessissimo accade, il film non sia all’altezza del libro.
Al momento attendo con impazienza l’uscita della colonna sonora, prevista per questo martedì, ma mi rendo conto che un campionario di canzoni in russo possano essere di grande interesse per la maggior parte di voi.

 

Detto questo concludo con una cosa che mi è risultata davvero spiacevole: secondo le statistiche oggi qualcuno è capitato sul mio blog da Google cercando “nicolai lilin coglione”. Beh, chiunque tu sia sappi che, innanzi tutto, sei fortunato/a che io non possa rintracciarti di persona. In secondo luogo, se reputi che qualcuno sia un “coglione” perché dedichi del tempo a cercarlo su Google? E chiudo dicendo che, ipotizzando di essere d’accordo con te, non si potrebbe comunque negare che Lilin dev’essere un coglione parecchio furbo, visto l’impero che sta riuscendo a costruirsi. Tu invece che fai? Magari sei un/a multimiliardario/a che ha fatto fortuna grazie a un intelletto eccelso, ma se così fosse, e qui mi ripeto, che ti frega di Lilin?

 

Tornando a noi, per chiunque fosse interessato, vi lascio col trailer del film.

 

ВСЕМ СПОКОЙНОЙ НОЧИ!!!
BUONANOTTE A TUTTI!!!

 

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La Pienezza del Vuoto.

LA STANZA DEL SUICIDA

Certo pensate che la stanza fosse vuota.
E invece c’erano tre sedie con robusti schienali.
Una lampada buona contro il buio.
Una scrivania con sopra un portafoglio, giornali.
Un Buddha sereno, un Cristo afflitto.
Sette elefanti portafortuna, nel cassetto un’agenda.
Pensate che non ci fossero i nostri indirizzi?

Pensate che mancassero libri, quadri, dischi?
E invece c’era una trombetta consolatrice in mani nere.
Saskia e il suo cordiale piccolo fiore.
La gioia, scintilla degli dèi.
Ulisse sul ripiano si ristora dormendo
dopo le fatiche del quinto canto.
I moralisti,
nomi scritti a lettere d’oro
sui dorsi ben conciati.
Lì accanto i politici stavano ben ritti.

E quella stanza
non sembrava priva di vie d’uscita, magari dalla porta,
né senza prospettive, magari dalla finestra.
Gli occhiali da vista erano sul davanzale.
Una mosca ronzava, ossia era ancora viva.

Pensate che almeno la lettera spiegasse qualcosa.
E se vi dico che non c’erano lettere –
e noi, gli amici – tanti -, ci ha tutti contenuti
la busta vuota appoggiata a un bicchiere.

– Wisława Szymborska –

 

L’apparenza inganna.
A volte, distrugge.
In qualche caso, raro ma neanche poi tanto, uccide.

È nelle stanze piene di vita che si deve cercare il vuoto, precursore di morte.
Dentro alla frenesia quotidiana ristagna l’impegno con se stessi, accantonato in un angolo, dimenticato.
Rinchiusi nell’indifferente isolamento dell’individualismo, facciamo dei rapporti superficiali ornamenti da tempo libero, ma le persone, quelle no, non le conosciamo. A malapena percepiamo noi stessi. La comprensione sarebbe una pretesa eccessiva.

Dietro gli angoli bui delle convenzioni siamo soli. Soli e disorientati. Soli e illusi.

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