Archivi del mese: settembre 2013

Real Time Addicted

 

Oggi sono un po’ a corto di ispirazione, quindi penso che approfitterò dello spunto datomi da scatenolamente per parlare di Real Time.

Mi si chiede cosa sia, e la risposta in realtà è semplice: un canale televisivo.
Uno di quelli che o li ami, o li odi, ma se li ami spunta l’inghippo: dà assuefazione!

Nessuno dei programmi è di vitale importanza o fornisce un qualche valore culturale e /o istruttivo, ma allo stesso tempo è un immenso calderone di piccole chicche più o meno succulente a seconda degli interessi che uno ha. Pasticceria, cucina in generale, fai da te, make up, medicina, matrimoni, organizzazione eventi, educazione dei figli, psico-patologie varie, insomma, di tutto un po’…

Io ad esempio vado matta per Csaba e Breaking Amish, ma ognuno ha i suoi problemi… Ihihih!!! 😛

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The Versatile Blogger Award

 

Con un po’ di ritardo, di cui mi scuso, alla fine eccomi qua.
Era un po’ che non si vedevano in giro i famigerati “awards” e, data la mia recente scazzataggine, ammetto che mi ha un po’ colta di sorpresa ricevere ben 3 nomination per il Versatile Blogger Award, per di più due su tre provengono da due neo-lettrici.

I ringraziamenti vanno quindi, in ordine cronologico, a zeusstamina, Giorgia e miriamarea.

Come tutti gli awards, anche questo ha le sue istruzioni:

  • Pubblicate il logo che vedete riportato all’inizio di questo post.
  • Ringraziate il blog che vi ha nominato.
  • Pubblicate i nomi dei 15 blog che volete nominare e informateli della nomination tramite un commento.
  • Scrivete 7 cose su di voi.

Direi che sono a metà dell’opera…

Chi mi segue da un po’ sa che ho ormai perso l’abitudine di fare la “selezione”. Per quanto mi riguarda, tutti i blog che seguo, quelli che hanno ricevuto una mia visita, un “mi piace” o un mio commento possono ritenersi nominati; quindi, se il Versatile Blogger Award vi piace, siete liberi di pubblicarlo sul vostro blog in quanto premiati dalla sottoscritta.

Giunta all’ultimo punto, ecco che mi trovo un po’ in difficoltà, perché ormai, fra una nomination e l’altra, ho già scritto talmente tante cose di me che non saprei cos’altro aggiungere, ma proviamoci…

  1. L’unico alimento “sano” che potrei mangiare non-stop per tutta la vita sono i pomodori.
  2. Sono portatrice (più o meno) sana di uno spiccato gusto dell’orrido e del macabro.
  3. Sono una vittima devotissima di Real Time. Prima o poi ci scriverò un post…
  4. Sono fissata con le tartarughe. Ma è possibilissimo che questo io l’abbia già scritto da qualche parte…
  5. Adoro camminare ma, se non sono in compagnia, preferisco farlo per campi e boschi, dato che intanto leggo, canto, scrivo, fotografo, ballo e via così… Temo che fare tutto ciò in mezzo alla folla non si rivelerebbe proprio una trovata geniale… -.-“
  6. In Russia ho sviluppato una grave dipendenza dai блины со сметаной.
  7. Un altro degli effetti collaterali, forse uno dei peggiori, della mia vacanza russa è stata l’ossessione patologica per la “Canzoncina dello Scoiattolino“. Provate a chiedere all’AnarcoSocio cosa ne pensa… Muahahahahah!!! XD

 

Buona serata a tutte e tutti!!!
Всем весёлого вечера!!!

 

PS. Oggi sono un po’ di corsa, appena ho un minuto rispondo a tutti gli ultimi commenti. Promesso! 😉

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Il Caso Non Esiste.

 

Tutto succede per un motivo. Nulla accade per caso.

Sarà vero?

Non saprei… Ma ogni giorno che passa mi convinco che, tutto sommato, provare a crederci non sarebbe una cattiva idea.

Chi non ci crede continua a rodersi nella domanda delle domande:

Perché?

O meglio ancora: Perché a me?
La risposta, l’unica onesta, è che una risposta non la si troverà mai.

Chi ci crede, invece, incassa il colpo proprio come gli appartenenti alla fazione avversaria, ma ha il galleggiante di salvataggio: la convinzione.
Convinzione che, presto o tardi, si manifesterà una sorta di illuminazione che rivelerà la lezione che l’increscioso episodio aveva da insegnare.
Convinzione che la catastrofe finirà per mostrare la sua vera natura, ovvero una manna dal cielo.
Convinzione che alla fine si arriverà a pensare: “Meno male che è andata così e non come avevo programmato all’inizio.”.

In questo momento, i miei tentativi di diventare una “credente” sono disperati, perché ho bisogno di crederci.
Ho bisogno di imparare a cullarmi nella cieca convinzione che presto sarà tutto finito e che capirò che questo periodaccio mi era non necessario, ma indispensabile per poter passare alla fase successiva della mia vita, qualunque essa sia, anche se mi auguro non sia peggiore (come se fosse possibile… -.-“).

E allora, come direbbe Po, voglio almeno provare a diventare “tutta mistica e kungfuica” perché… il caso non esiste.

Spero…

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Flusso di Coscienza. #7

Image Credit © VeRA Marte

 

Soffoco. Soffoco. Soffoco.

Come sto?
Di merda!!!

La mia salute fa schifo, il morale sta esplorando le profondità della terra e l’umore è pessimo!

E così mi ritrovo a passare il sabato sera vomitando l’anima in mezzo a un’aiuola… Senza aver bevuto nemmeno una goccia d’alcol…

Nervoso. Nervoso. Nervoso.

Il mio corpo mi si sta rivoltando contro. Lo so cosa non va, ma per quanto mi sbatta non riesco a venirne fuori, perché non dipende solo da me.

Mi sento così impotente…

Ecco come vedo la mia vita in questo periodo: una strada dissestata.
I problemi e le difficoltà avanzano, lenti ma inesorabili. Strisciano dal sottosuolo fino a sollevare e crepare l’afalto. Si aprono varchi e si esibiscono in fantasiose evoluzioni per ostacolarmi.

Sono demoralizzata.

Sono demotivata.

Sono stanca. Stanca. Stanca.

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Gli Occhi del Cielo

Image Credit © VeRA Marte

 

Avete mai guardato il cielo negli occhi?
A me capita sempre più spesso.

La mia attuale condizione di “di-nuovo-disoccupata” fa di me una persona con una quantità smisurata di tempo libero.

A molti di voi non fregherà assolutamente nulla, ma confido nelle leggi delle probabilità, secondo cui esiste almeno un esserino che invece si sta chiedendo: “E come lo impieghi tutto quel tempo?”.

Come potrai immaginare, cara la mia creaturina interessata, molto del mio tempo viene speso fra lettura, scrittura e studio della lingua russa.
In più, finché il tempo, quello meteorologico, mi assiste, c’è un’altra attività che si è aggiudicata una bella fetta del mio tempo libero: camminare.
Innanzi tutto, inutile negare che le mie attuali condizioni di salute lo richiedono: nell’attesa di capirci qualcosa, non posso fermare le gambe.
A parte questo, camminare è quanto di più bello si possa fare e , pur avendo sempre amato farlo, non credo di averlo mai apprezzato tanto come ora che mi risulta difficoltoso.

Mentre si cammina si possono fare un sacco di cose. Si può pensare: può schiarire le idee, ma io lo sconsiglio, perché può anche dar vita a un sacco di inutili segoni mentali. Si può ascoltare musica, canticchiare, chiacchierare con un’amica, se si è bravi si possono addirittura fare foto e/o annotarsi appunti, ovvio, con l’inseparabile melafonino.

Quello che mi piace di più, però, è che camminando si può guardare il cielo negli occhi.
Occhi in cui è fin troppo facile perdersi, ma in cui spesso è difficile ritrovarsi.
Occhi immensi, capaci di cullarti, ma anche di aggredirti.
Occhi che ti infondono infinite sensazioni nella loro espressione estrema e poi tutte le annullano, lasciandoti vuota, ma finalmente leggera.

 
 

PS. Buon Venerdì 13 a tutte e tutti! Io lo adoro!!! *-*
PPS. Avevo una mezza idea di scrivere un post sul fattaccio dell’improvvisa comparsa della pubblicità su WP, ma stamattina ne ho già letti fin troppi, quindi credo che per il momento me lo risparmierò in attesa degli sviluppi di questa fastidiosa stronzata.

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VeRA #3

Image Credit © VeRA Marte

 

Quanti di voi, negli anni di studio, hanno stilato una classifica ed eletto un vincitore fra i barettini e i cafè in cui si piazzavano per interi pomeriggi, fra libri, appunti e tazze colme delle più svariate bevande a seconda della stagione?
Beh, io l’ho fatto.
Rintanata in mille caffetterie sparse per mezza regione, mi sono goduta alcune fra le migliori full immersion di studio/lettura/scrittura che io ricordi.

A San Pietroburgo esistono posti nati con questo scopo. Punti di ritrovo per studenti, studiosi e letterati. Ambienti spartani e spuntini semplici, ripagati da un’atmosfera che risulta magica ancora oggi. Quel che la foto ha immortalato, altro non sono che caffellatte e ciambelle (кофе с молоком и пышки), preparate secondo una ricetta locale che, ve lo assicuro, dà assuefazione già al primo assaggio.

Un fattore da non trascurare è però il costo di questa abitudine. Volendo essere equa, confronterò città con città, quindi a San Pietroburgo non posso far altro che contrapporre Milano.
Spesa minima di un pomeriggio di studio a Milano: 1,20 €/1,30 €, ovvero il cappuccino meno costoso che io sia riuscita a trovare.
Prezzo di TUTTO quello che vedete nella foto: 2,19 €.
Lo so, lo so, spesso il costo della vita in un paese è proporzionato agli stipendi, ma sono precaria da ormai 7 anni e, credetemi, il mio stipendio, nei periodi in cui ne ho uno, non è affatto proporzionato al costo della vita in Italia.

Tornando all’argomento principale. Differenze di stile e pareri personali a parte, in ambito culturale la piccola Italia non avrebbe chissà cosa da invidiare all’enorme Russia: quello che ci fa uscire da indiscussi perdenti di questo confronto è la scarsa attenzione e la vergognosa quantità di fondi che riserviamo alla conservazione e manutenzione del nostro patrimonio artistico.

Che tristezza…

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“Io leggo come mangio.”

Image Credit © VeRA Marte

 

Pensavo che tutti leggessero come me; io leggo come mangio: questo non significa solo che ne ho bisogno. Significa soprattutto che entra nelle mie componenti e che le modifica. Non si è gli stessi che si mangi sanguinaccio o caviale; allo stesso modo non si è gli stessi se si è appena letto Kant (Dio ne scampi) o Queneau. In realtà, quando dico ’si’, dovrei dire ’io e qualche altro’, perché la maggior parte della gente emerge da Proust o da Simenon in uno stato identico, senza aver perduto una briciola di ciò che erano e senza aver acquisito una briciola in più. Hanno letto, ecco tutto: nel migliore dei casi, sanno ’di che cosa parla’. Non pensi che esagero. Quante volte ho domandato a persone intelligenti: ’Questo libro vi ha cambiato?’ E mi hanno guardato, gli occhi sgranati, con l’aria di dire: ’Perché avrebbe dovuto cambiarmi?’

Igiene dell’Assassino, Amélie Nothomb –

 

Amélie Nothomb riesce sempre a dimostrarsi, in un modo o nell’altro, una curiosa rivelazione. Davvero non riesco a capire se sia geniale a livelli incomprensibili o pazza a livelli irrecuperabili…
Detto questo, oggi non ho voglia di fare proprio una beata mazza, quindi mi do allo svacco assoluto e proseguo questa interessantissima lettura…

 

Buona domenica!!!
Доброго воскресенья!!!

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Festa Nazionale a Veralandia!

 

Giorno di tregua per i racconti dalla Grande Madre.

Già, perché oggi a Veralandia è Festa Nazionale: la Wonder AnarcoNipotina compie 1 ANNO!!!

Il grande evento mi fa sentire… vecchia!
Vedere una bimba che cresce, cambiando ogni singolo giorno, ti fa rendere conto di quanto in fretta passi il tempo. Eppure ogni progresso è una vittoria per tutti, perché dimostra che, nonostante tutto, andare avanti si può.

 

С ПЕРВЫМ ДНЁМ РОЖДЕНИЯ, МАЛЫШКА!!!
BUON PRIMO COMPLEANNO, PICCOLINA!!!

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VeRA #2 e l’AnarcoSocio

 

Come promesso, ora vi spiego…
Sotto il titolo VeRA troverete buona parte dei racconti sulla vacanza in Russia, o almeno tutti quelli a cui non mi sbatterò a trovare un titolo specifico per pura pigrizia. Tiè!
Con mia immensa gioia, già la seconda mattina sono stata scambiata per russa, accento incluso. Immaginate il picco di esaltazione mitomane… XD
Nasce così l’acronimo VeRA, che sta per Vera: Russa nell’Anima!!!

Data la dovuta spiegazione, posso proseguire.
Il video sopra è tratto da uno dei CD che mi sono portata a casa. Da zia devota, non potrei permettere all’AnarcoNipotina di crescere senza risentire nemmeno un pochino della russofilia imperante della sottoscritta, e quale modo migliore delle canzoncine, dato che la Piccinina mostra già un certo amore per la musica?!

Venendo al dunque, di domande sulla trasferta russa ne ho ricevute davvero tante, ma una mi ha colpita più di tutte: “E dimmi, l’AnarcoSocio com’è come compagno di viaggio?”.
In tutta onestà? Un vero gentleman!!!
Gambe in sciopero, valigia pesante, gradini ostici, attese varie, incapacità di comunicare civilmente con una cartina… Questi sono solo alcuni degli ostacoli che, da sola, mi sarebbero sembrati insormontabili e mi avrebbero gettata nella depressione più nera, rovinandomi la vacanza. Invece con l’AnarcoSocio tutto è diventato gestibile, a volte magari difficile, ma fattibile.

Questa domanda mi ha fatto riflettere sull’importanza dei compagni di viaggio.
Quando si parte per un paese diverso dal proprio ci si preoccupa sempre delle solite cose: il cambio, il cibo, le abitudini, le regole, i punti di riferimento in caso di necessità, il clima e via dicendo.
Nessuno si sofferma a priori a riflettere sulle persone con cui si affronta l’esperienza. In fondo, a meno che non si tratti di compagnie vacanziere ormai consolidate, è un fattore fondamentale per il buon esito di un viaggio.
Ricordo che il mio primo viaggio all’estero da sola, una vacanza-studio in Inghilterra, fu devastata dalla follia assoluta della compagna di stanza che mi era stata assegnata per le prime due settimane. La pazza furiosa in questione aveva smesso di mangiare e iniziato a piangere per la nostalgia di casa al suo terzo giorno. Io invece escogitavo metodi per convincere gli AnarcoGenitori a mandarmi dei soldi extra e posticiparmi il volo del rientro, fate un po’ voi. Per fortuna lei è ripartita una settimana prima di me: una vera liberazione!

Insomma, per tornare alla domanda, la presenza dell’AnarcoSocio è stata determinante nel rendere questa vacanza indimenticabile, quindi ne approfitto anche qui per dirgli ancora una volta: СПАСИБО!!!

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VeRA* #1

 

Uhm… Tutti a chiedermi della Russia…
Non è che non voglia raccontare, è che non so da che parte cominciare…

Ci ho pensato e ho deciso di non smentirmi partendo da questi.
Non chiamateli piadine. Non chiamateli pancakes. Non chiamateli crêpes.
Si chiamano bliny, in russo блины.
Il popolo della Grande Madre li farcisce con qualunque cosa gli capiti a tiro. Per farvi qualche esempio: funghi e formaggio, banana e cioccolato, salmone con insalata e salsa, miele, prosciutto e formaggio tipo toast, latte condensato, hamburger con tutti gli annessi, marmellata, caviale, e chi più ne ha più ne metta.
I più buoni però sono quelli della foto: блины со сметаной, bliny con la smetana, la famosa panna acida russa.

Io e l’AnarcoSocio abbiamo sviluppato una grave dipendenza da queste delizie!
Tanto grave da essermi comprata ben tre libri di cucina tradizionale russa per essere sicura di avere la ricetta giusta per la pastella. Ora invece sono impegnata a organizzare la “Missione Smetana” per l’AnarcoSocio che, per benevolenza della sorte, abita vicino a un negozio di prodotti alimentari russi.

Imparare a prepararci i блины со сметаной sarà la prima mossa per combattere l’eventuale, e probabile, insorgere del Mal di Russia!
Fuck yeah!!! ;D

 

*A breve un post per spiegarvi il significato di VeRA. 🙂

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